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Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
NORMATIVA Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
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Scale per interni, guida alla scelta

di Alessandra Marra

I criteri da rispettare nella progettazione, le caratteristiche da considerare per scale a giorno, a chiocciola e retrattili

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01/10/2020 – Le scale non sono solo collegamenti strutturali verticali che permettono di superare un dislivello ma sono anche una scelta di stile che può determinare la composizione degli spazi.
 
Per questo nella scelta di una scala, soprattutto per interni, bisogna considerare la tipologia più adatta alle proprie esigenze: in spazi piccoli si preferiranno quelle poco ingombranti, in ambienti molto grandi si possono inserire scale maestose, in mancanza di una struttura di sostegno si opterà per scale prefabbricate ecc.
 

Scale: i criteri da rispettare in fase di progettazione

Gli aspetti normativi, strutturali, ergonomici e di sicurezza per la progettazione delle scale sono regolati dalla Legge 13/1989 e dal DM 236/1989. Tuttavia bisogna sempre fare riferimento ai Regolamenti Edilizi Comunali, o rivolgersi ai dei tecnici abilitati, in quanto le norme comunali possono essere più restrittive di quelle nazionali.
 
In base allo spazio a disposizione, oltre a prevedere la larghezza della rampa, va considerato il dislivello che si vuole coprire per scegliere la corretta alzata e pedata. Per una corretta progettazione del gradino è opportuno rispettare il rapporto fra alzata (a) e pedata (p): 2a + p = 63 cm. Da questa formula si deduce che l'alzata ideale è inferiore ai 19 cm, anche se per usi privati sono accettabili alzate leggermente superiori, mentre la pedata ideale è di 30 cm, anche se per usi domestici può restringersi considerevolmente.

Bisogna, quindi, valutare con attenzione il dislivello tra i piani che si vogliono collegare. Se la distanza non è troppa (meno di 250 cm) si può pensare ad scala a rampa continua, se invece va oltre i 3 metri, è meglio puntare ad una tipologia angolare.
 
Tra le caratteristiche da considerare nella scelta di una scala c’è: l’ingombro (quanto spazio serve su ogni piano per installarla), il peso (sia della scala che della struttura che dovrà sorreggerla) e la posizione (valutare soprattutto la collocazione di finestre, porte e di tutto ciò che potrebbe ostacolare la salita e la discesa dalla scala).
 
In funzione di questi fattori si deciderà se realizzare una struttura in legno, in metallo o in altro materiale. Infine, bisogna stabilire in anticipo anche se si vuole cercare una soluzione che consenta il passaggio al di sotto della scala o se si vuole sfruttare il sottoscala come ripostiglio o piccolo deposito.
 

Scale per interni: le autorizzazioni necessarie

Ogni qual volta si effettuano delle modifiche all’interno del proprio appartamento è necessario informarsi sul tipo di autorizzazioni che il proprio Comune di residenza richiede. In base al Decreto Scia 2 l’inserimento di una scala che presuppone la demolizione di una parte del solaio o una modifica strutturale richiede come titolo abilitativo la SCIA.
 
Qualora l’intervento non implichi modifiche strutturali, o si tratti di una semplice sostituzione di una scala esistente, può bastare la CILA. Tuttavia in certi casi particolari, soprattutto se contestualmente ad un intervento di sopraelevazione, può essere necessario il Permesso di Costruire (PdC).
 

Scale per interni: i modelli per ogni esigenza

Essendo parte integrante dell’arredamento di una casa, il modello di scala da inserire va scelto in base al contesto in cui si opera e con un particolare riguardo a fattori come l’estetica e la funzionalità.
 
Ad esempio, può risultare vantaggioso sistemare la scala a ridosso di una parete per una migliore distribuzione dello spazio, oppure puntare su scale a chiocciola o miniscale nel caso di spazi ridotti.
 

Scale a giorno

Le scale a giorno, poiché occupano uno spazio considerevole, si adoperano come scale principali, e possono essere a rampa unica oppure a L. Questa tipologia è particolarmente adatta in contesti in cui non ci sono problemi di spazio come grandi ville, centri congressi o uffici. 
 
Si può optare per scale con struttura autonoma (in metallo, in legno ecc) o appoggiate ai muri perimetrali.
 
In questa tipologia di scale, anche i gradini assumono un ruolo molto importante: possono essere a sbalzo, fissati direttamente alla parete, o parte integrante della struttura della scala.  Bisogna quindi fare attenzione alla stabilità della struttura, oltre che al design.
 
Tra le scale a giorno in acciaio e vetro c’è NINFA S di FARAONE con profilo in alluminio estruso inlega 6005, verniciatura di serie con polveri epossidiche e gradini di serie in vetroantiscivolo.

Se si preferiscono modelli ad L, si può scegliere AKURA HR di MOBIROLO con gradino appoggiato direttamente alla parete che garantisce elevate prestazioni e un tono d’impatto deciso, adattabile ad ogni tipo d’ambiente.
 
Tra le soluzioni con struttura a fascia in ferro c’è VISTA FASCIA di Officine Sandrini con fascia portante che avvolge ogni gradino fatto a misura che trasmette la solidità del manufatto.
 
Un altro esempio è Scala a giorno in ferro di YDF con gradini, corrimano e parapetto in acciaio laminato a caldo con finitura natural a cera.

Tra le scale autoportanti rettilinee c’è FUTURE MODERN di SILLER TREPPEN, una scala moderna con le traverse bianco laccato e pedate e ringhiera di vetro.
 
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Scale a chiocciola

Le scale a chiocciola, sviluppandosi su se stesse, variano l’angolo di apertura per gradino e l’alzata a seconda del diametro. La pianta di una scala a chiocciola, infatti, è un cerchio diviso in quadranti con gradini di forma triangolare e con un angolo di apertura di circa 30° gradi per gradino.
 
Il principale vantaggio di questa tipologia è è quello di occupare poco spazio; tuttavia in alcuni ambienti viene scelta per motivazioni estetiche. Di solito collega attici con mansarde, soffitte o soppalchi, ma viene adoperata anche in realtà commerciali.
 
Un esempio è TECHNE SKIN di FONTANOT SPA una scala a chiocciola in tecnopolimero che può adattarsi alle diverse altezze dei soffitti grazie al meccanismo di regolazione verticale della struttura. La ringhiera Skin è realizzata con colonnine a base circolare di 27 mm che sorreggono il corrimano in pvc con anima in alluminio.

Tra i modelli in legno e vetro c’è SKY SCREW WOOD di Siller Treppen che è in parte fatta a mano e che si inserisce in ogni ambiente.  
 
2072 di Modus è una scala in ghisa e vetro con particolare modularità, ottenuta tramite una serie variabile di distanziali, che permette il raggiungimento di ogni tipo di dislivello durante la posa.
 
Se si preferiscono i modelli in legno, si può optare per MONTE BIANCO di ANTICO TRENTINO, frutto di un'anima artigianale che rende unica e inimitabile ogni singola realizzazione.
 
Infine, c’è la Scala a giorno di SARA STEEL, che si adatta sia alle abitazioni sia agli ambienti di lavoro, e le scale a chiocciola in pietra naturale di Naturalmente Puglia sono realizzazioni che si basano sempre su un progetto concordato.

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Scale retrattili

Una tipologia di scala che occupa pochissimo spazio è quella retrattile, che permette di non avere un ingombro fisso ma di occupare superficie solo all’occorrenza. Ovviamente questo implica che lo spazio che si vuole raggiungere non sia vitale e venga fruito raramente, come nel caso di una vecchia soffitta usata come deposito.
 
Per realizzare una scala del genere è necessario prevedere una botola nel soffitto, che servirà per contenere la scala quando essa non è aperta e come passaggio al piano successivo nel caso in cui la scala sia aperta. Questo sistema di “scala a scomparsa” è utile soprattutto quando non si dispone dello spazio necessario all’installazione di una scala a chiocciola o quando gli ambienti da raggiungere non vengono usati di frequente.

Bcompact Hybrid Stair è una scala salvaspazio che si ripiega ordinatamente lateralmente per chiudersi a filo o nel muro in pochi secondi quando non è in uso, liberando spazio prezioso. 
 
Tra le scale retrattili in acciaio c’è STARLUX di LUXIN che, dotata di corrimano e maniglioni di sbarco, permette in modo sicuro e maneggevole di accedere al tetto o in soffitta.  
 
Un altro esempio è LOFT di SVELT costruita in alluminio anodizzato da 10 gradini e regolabile per altezze da m 2,52 fino ad altezza massima del soffitto di 3 metri.

Tra le scale retrattili scorrevoli c’è LDK - Due pezzi di FAKRO, una scala a due segmenti con il segmento inferiore scorrevole; grazie a questo, è possibile eliminare la lunghezza del movimento necessaria per aprire la scala pieghevole a segmenti. La costruzione della scala bisegmentale permette anche di posizionarla in fondo al soffitto.

Infine, c’è SUPRA di Dakota, realizzata con gradini imbullonati in modo da facilitare la sostituzione o l’aggiunta.

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