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PA in smart working? Ance: ‘ok ma con silenzio-assenso e orario prolungato’

di Rossella Calabrese

Allarme dei costruttori: ‘centinaia di lavori pubblici e privati a rischio. Necessario silenzio-assenso dopo 60 giorni e orari di apertura 08.00-20.00’

Vedi Aggiornamento del 09/06/2021
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30/10/2020 - “Ritardi, lungaggini e risposte inevase rischiano di bloccare definitivamente centinaia di cantieri sia pubblici che privati come quelli per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza con il superbonus 110% che stanno partendo”. “Abbiamo già visto mesi fa che purtroppo nella PA uno smart working massiccio allo stato attuale è insostenibile”.
 
È questa la denuncia di Gabriele Buia, Presidente dell’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.
 
“Le imprese stanno facendo di tutto per tenere aperti i cantieri nonostante la maggiorazione dei costi e la minor produzione dovute all’emergenza sanitaria che ancora gravano sulle nostre spalle - sottolinea Buia - che certo non possono sopportare una pubblica amministrazione non preparata ad affrontare uno smart working intensivo”.
 
Secondo l’Ance, dunque, occorre un piano di intervento immediato per evitare che siano le imprese a subire un vero e proprio lockdown con fortissime ricadute economico-sociali.
 

PA in smart working? Ance: orari 08.00-20.00 e silenzio-assenso

L’idea dei costruttori è quella di introdurre orari di apertura prolungata (8/20), su appuntamento senza code e assembramenti, e di estendere subito il principio del silenzio-assenso a tutte le procedure autorizzative con controlli ex post.
 
La proposta mira ad “evitare che lo smart working, come abbiamo già detto chiaramente una settimana fa alla Ministra Dadone, si traduca di fatto in un no-working” - chiarisce Buia. “Prendiamo esempio dalla Francia che, seppur in lockdown da domani, garantirà comunque l’apertura di tutti gli sportelli pubblici al servizio di cittadini e imprese”.
 
D’altronde, “sappiamo benissimo e i dati lo dimostrano che non tutti gli uffici hanno un livello di digitalizzazione adeguato, né è stato fatto un piano di formazione e organizzazione specifica del personale che soffre da tempo anche del blocco del turnover”. Questa volta, ammonisce il Presidente Ance, “non possiamo ripetere gli stessi errori commessi durante il lockdown, quando abbiamo avuto sei mesi per prepararci”.
 

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Altri commenti
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Andrea

Nell'amministrazione pubblica in cui sono responsabile dello Sportello Edilziia, non ci siamo fermati un giorno, siamo migrati subito sul digitale (nonostante tecnici e imprese recalcitranti che abbiamo dovuto formare sulle modalità di trasmissione telematica esule riunioni a distanza), rispettando i tempi, pertanto quello esposto da Ance non mi trova d'accordo. Il mio punto di vista è che l'industria delle costruzioni sia in perenne affanno nell'individuare le professionalità veramente competenti per la redazione delle pratiche, gli uffici pubblici nella stragrande maggioranza dei casi oltre a carichi mastodontici di lavoro si devono sobbarcare anche l'onere della formazione dei tecnici professionisti refrattari a consultare gli strumenti urbanistici e ad aggiornarsi.