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Ecobonus, il professionista forfetario può cederlo senza limiti

di Paola Mammarella

L’Agenzia delle Entrate spiega: per il 2020 e 2021 non bisogna verificare il collegamento con i lavori agevolati

Vedi Aggiornamento del 09/11/2020
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Foto: scanrail ©123RF.com
06/10/2020 – Il professionista aderente al regime forfetario, che realizza interventi di efficientamento energetico sulla propria abitazione, può cedere il credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale.
 
Con la risposta 432/2020, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che sono temporaneamente venuti meno i limiti previsti per usufruire dell’ecobonus.
 

Professionisti forfetari e Ecobonus, il caso

Un libero professionista, rientrante nel regime forfetario, con esclusivo reddito da lavoro autonomo, per l'anno 2019 e per il 2020, ha interpellato l’Agenzia delle Entrate per chiedere se, dopo aver realizzato degli interventi di efficientamento energetico sulla sua abitazione, potesse cedere il credito di imposta corrispondente all’Ecobonus, al genitore che aveva finanziato i lavori.
 


La normativa prevede infatti che, trattandosi di una detrazione dall'imposta lorda, l'ecobonus non può essere utilizzato direttamente dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva o che non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l'imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta. Rientrano in questi casi i contribuenti incapienti (no tax area) e i titolari di redditi derivanti dall'esercizio di attività d'impresa o di arti o professioni che aderiscono al regime forfetario poiché il loro reddito, determinato forfetariamente, è assoggettato ad imposta sostitutiva.
 

Professionisti forfetari, ok alla cessione del credito

L’Agenzia ha spiegato che, fino ad ora, le regole sulla cessione del credito sono state regolate dalla circolare 11/E/2018, in base alla quale la cessione poteva avvenire con un solo passaggio e solo a favore di fornitori e altri soggetti privati collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.
 
La situazione, si legge nella risposta dell’Agenzia delle Entrate, è cambiata con il Decreto Rilancio (DL 34/2020 convertito nella Legge 77/2020), in base al quale i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi efficienza energetica possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per lo sconto in fattura o la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione.
 
L’opzione può essere esercitata anche dai soggetti che non hanno un reddito assoggettato ad Irpef, ma a tassazione separata o, come nel caso di chi aderisce al regime forfetario, ad un regime sostitutivo dell'Irpef.
 
Allo stesso tempo, ha spiegato l’Agenzia, alla luce delle novità introdotte dal Decreto Rilancio, la cessione può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi, persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d'impresa, società ed enti, istituti di credito e intermediari finanziari. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di successive cessioni.
 
Per consentire la cessione, non è infine necessario verificare il collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.
 
Alla luce di queste considerazioni, l’Agenzia ha concluso che, per le spese sostenute nel 2020, il professionista può cedere il credito di imposta corrispondente all’Ecobonus al genitore.

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