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NORMATIVA

Forestazione urbana, 30 milioni di euro fino al 2021

di Paola Mammarella

Le risorse finanzieranno la progettazione di interventi volti al miglioramento della qualità dell’aria e alla tutela della biodiversità

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Foto: Twitter @minambienteIT
14/10/2020 – In arrivo 30 milioni di euro per progetti di forestazione urbana. La Conferenza Unificata ha dato il via libera al decreto attuativo della Legge Clima (L. 141/2019), che stanzia 15 milioni all’anno, per il 2020 e per il 2021, destinati al miglioramento della qualità dell’aria delle Città metropolitane.
 

Forestazione urbana, i progetti

I progetti devono perseguire i seguenti obiettivi prioritari: assicurare la tutela della biodiversità, l’aumento della superficie delle infrastrutture verdi e il miglioramento della funzionalità ecosistemica e incrementare la salute e il benessere dei cittadini.
 
Tra i requisiti di ammissibilità dei progetti presentati è indicato l’impegno ad assicurare un piano di manutenzione per un periodo di almeno 7 anni e l’eventuale nuova messa a dimora delle alberature che non abbiano attecchito.
 

Progetti di forestazione urbana, le risorse in arrivo

Le risorse saranno assegnate tenendo conto dei livelli di qualità dell’aria delle zone oggetto della procedura di infrazione 2014/2174.
 
Ogni progetto potrà ottenere un finanziamento massimo pari a 500mila euro. Una volta approvato, il progetto riceverà il 20%, a titolo di anticipo, a seguito della comunicazione di avvio dei lavori, poi il 50% alla presentazione dello stato di avanzamento per almeno la metà delle opere finanziate ed eseguite, a fronte della presentazione di specifici documenti attestanti la contabilità, la fatturazione, la relazione di sintesi e la documentazione fotografica. Infine, il restante 30% sarà erogato alla presentazione del certificato di regolare esecuzione e atto di collaudo delle opere realizzate, con allegata contabilità, fatturazione, documentazione fotografica, copia dei certificati di provenienza delle specie vegetali.
 

Forestazione urbana, gli obiettivi del Ministro Costa

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, si è detto soddisfatto per aver concluso l’iter di approvazione del decreto.
 
“Sappiamo che la lotta ai cambiamenti climatici richiede azioni concrete e finalmente mettiamo in campo questo strumento – ha spiegato Costa - che stimola progetti concreti che migliorano la qualità dell’aria nelle città metropolitane, assorbendo anidride carbonica e incrementando allo stesso tempo bellezza e qualità di vita”.
 
Costa ha inoltre aggiunto che il decreto è frutto di un lungo percorso che ha tenuto conto delle linee programmatiche del Green Deal europeo, della Strategia per il Verde Urbano e dei Criteri ambientali minimi (CAM).
 

Conaf: ‘sarà corsa contro il tempo’

Il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) ha sottolineato che le risorse potranno essere utilizzate solo dai “Comuni parte delle città metropolitane oggetto di infrazione comunitaria a causa dello sforamento dei limiti delle emissioni”.
 
Sabrina Diamanti, Presidente CONAF, ha affermato che la firma del decreto è “un piccolo successo nella realizzazione della Carta di Matera, documento con cui l’ordine dei dottori agronomi e dottori forestali si è proposto di indirizzare la propria azione per la realizzazione degli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU. In questo caso, diventano più vicini sia l’obiettivo 11, rendere sostenibili le nostre città e le comunità, che l’obiettivo 15, ripristinare un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica”.
 
“Ora le città saranno chiamate a una corsa, perché dovranno presentare progetti per la riforestazione urbana, per la realizzazione di parchi, per la rinaturazione che saranno successivamente inviati al Ministero dell’Ambiente che lo sottoporrà al Comitato per il Verde per una valutazione.” – ha commentato Renato Ferretti, consigliere CONAF e componente del  Comitato per il Verde – “Il timore, però, è che sarà difficile impegnare i 15 milioni del 2020, e forse anche i 15 milioni previsti per il 2021”.

“Fare un intervento di questo tipo necessita una competenza specialistica e una progettazione accurata nella capacità di individuare e perseguire le finalità di miglioramento delle nostre città, nella scelta delle piante, nell’analisi dei terreni, nella valutazione degli ecosistemi. C’è un’enorme differenza tra un progetto di rinaturazione, che prevede di piantare alberi, anche giovani, con la finalità di ricreare gli equilibri ecologici, e la realizzazione di un parco urbano per fornire servizi ecosistemici e ristoro ai cittadini”. 
 

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