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NORMATIVA

Piano Casa, non si può derogare alle norme nazionali sulle distanze

di Paola Mammarella

Bacchettata come sanatoria straordinaria la norma del Lazio

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Foto: Rudmer Zwerver ©123RF.com
27/10/2020 – Le leggi regionali sul Piano Casa non possono prevedere deroghe alle norme nazionali in materia di distanze minime e altezze massime. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 217/2020.
 
La Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 19 della LR 13/2018, con cui è stata fornita un’interpretazione autentica della LR 21/2009, con cui il lazio ha istituito il Piano Casa per il rilancio del settore edile.
 

Piano casa e distanze, il caso del Lazio

Il Lazio, nel 2018, ha stabilito che gli ampliamenti del Piano casa potessero avvenire anche in deroga ai limiti di densità edilizia di cui all’articolo 7 del DM 1444/1968. Il Governo ha impugnato la norma per eccesso di competenza legislativa.
 
La Corte Costituzionale, dando ragione al Governo, ha concluso che i limiti del DM 1444/1968 sono vincolanti per il legislatore regionale e che le deroghe consentite nelle norme sul Piano Casa sono quelle agli strumenti urbanistici, senza alcuna estensione alle norme statali.
 

Piano Casa, no alla sanatoria straordinaria

La Corte Costituzionale ha anche sottolineato che nel Lazio il Piano Casa è cessato dal 1° giugno 2017. Il Piano Casa è stato assorbito dalle norme sulla rigenerazione urbana e il recupero edilizio (LR 7/2017), che sono strutturali e non presentano alcun carattere di straordinarietà.
 
Secondo i giudici, il Lazio non avrebbe interpretato una norma, ma reso retroattivamente legittime condotte non conformi agli strumenti urbanistici al momento della loro realizzazione, introducendo una “surrettizia ipotesi di sanatoria straordinaria”.
 
In altre parole, l’interpretazione fornita dalla Regione non avrebbe fornito un aiuto per l’applicazione del Piano Casa, peraltro scaduto. Ci sarebbe stato quindi il rischio di utilizzare tale interpretazione per sanare attività edilizie illegittime.
 
Per questi motivi, la norma è stata dichiarata incostituzionale.
 

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