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PROFESSIONE

Decreto Ristori, i professionisti tecnici a Conte: ‘basta esclusioni’

di Paola Mammarella

RPT denuncia un ‘approccio del tutto iniquo e indennità irrisorie’ da parte del Governo

Vedi Aggiornamento del 02/12/2020
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Foto: Andriy Popov ©123RF.com
19/11/2020 – “Basta escludere i professionisti dai ristori”. È la richiesta che la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) ha inviato al Governo con una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
 

Professionisti tecnici: ‘approccio del Governo del tutto iniquo’

Passa il tempo, passano i provvedimenti e i liberi professionisti continuano ad essere esclusi dalle iniziative atte a contrastare la grave crisi economica che segue la crisi sanitaria da Covid-19, scrive RPT.
 
Ancora una volta, si legge nel documento inviato, nei due successivi decreti legge cosiddetti “Ristori”, rispettivamente il DL 137/2020 e il DL 149/2020, le misure adottate dal Governo in favore delle categorie produttive, attraverso la previsione di erogazioni di contributi a fondo perduto, hanno escluso milioni di liberi professionisti.
 
Secondo RPT, l’approccio del Governo alla questione appare “del tutto iniquo, soprattutto se si considera che i liberi professionisti operano sovente a supporto delle imprese e il rallentamento o persino il blocco di intere filiere economiche ha un impatto diretto sui loro redditi e volumi d’affari”.
 

RPT: per i professionisti tutele irrisorie

Tutti sanno, aggiunge RPT, che le professioni intellettuali sono escluse dalle tutele previste per il lavoro dipendente (cassa integrazione e divieti di licenziamenti) e, pur svolgendo un essenziale lavoro di raccordo a garanzia della corretta applicazione della impressionante mole di nuove misure legislative emanate in questa fase di emergenza per amministrazioni pubbliche, cittadini ed imprese, si trovano ad essere ingiustamente penalizzati.
 
RPT ha infine ricordato che la procedura di erogazione dell’indennità nei mesi primaverili, attraverso le Casse di previdenza dei professionisti, ha movimentato cifre irrisorie, del tutto insufficienti a rispondere alle richieste degli Iscritti.
 
I professionisti tecnici hanno quindi chiesto a Conte che venga loro riconosciuto il diritto al sostegno attraverso misure urgenti e congrue.
 

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