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Equo compenso dei professionisti, via libera della Camera
PROFESSIONE Equo compenso dei professionisti, via libera della Camera
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Professionisti, in arrivo maggiori tutele in caso di malattia

di Paola Mammarella

Nel ddl in discussione al Senato più garanzie anche per i clienti: sospensione di 45 giorni dei termini degli adempimenti verso la PA

Vedi Aggiornamento del 04/06/2021
Foto: goodluz©123RF.com
18/11/2020 – Tutelare i professionisti in caso di malattia. È l’obiettivo del disegno di legge che, dopo una lunga attesa, ha iniziato il suo iter in Commissione Giustizia al Senato.
 
Il disegno di legge da un lato tutela i liberi professionisti, che non avranno la preoccupazione di perdere la propria clientela a causa delle cure cui dovessero essere sottoposti, dall’altra assicura ai clienti che non avranno ripercussioni negative a causa del ritardo del professionista.
 

Professionisti e sospensione dei termini

Il ddl prevede che, in caso di ricovero del libero professionista per grave malattia o infor­tunio o intervento chirurgico, o in caso di cure domiciliari sostitutive del rico­vero ospedaliero, che comportino un’inabi­lità temporanea all’esercizio dell’attività pro­fessionale, al professionista e al cliente non sarà attribuita alcuna responsabilità per la scadenza dei termini a favore della Pubblica Amministrazione.
 
I termini relativi agli adempimenti saranno sospesi a decorrere dal giorno del ricovero in ospedale o dal giorno d’inizio delle cure domiciliari fino a 45 giorni dopo la dimissione dalla struttura sanitaria o la conclusione delle cure domiciliari.
 

Professionisti, le regole per la sospensione dei termini

La misura si applicherà per periodi di de­genza ospedaliera o di cure domiciliari non inferiori a 3 giorni.
 
Si potrà usufruire della sospensione dei termini anche in caso di esercizio della libera professione in forma associata o societaria, qualora il numero complessivo dei professionisti associati o dei soci non sia superiore a tre.
 
Sono previsti inoltre controlli e multe per chi dovesse abusare di questo strumento di sostegno. Chi abbia beneficiato della sospensione sulla base di una falsa dichiarazione sarà punito con una sanzione pecuniaria da 2.500 euro a 7.750 euro e con l’arresto da sei mesi a due anni.

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