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Recovery Fund, OICE: ‘occorre organizzare la P.A. con logiche di project management’

di Rossella Calabrese

Secondo le società di progettazione, sono necessari semplificazioni, digitalizzazione e nuovi modelli contrattuali

Vedi Aggiornamento del 18/05/2021
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Foto: Cathy Yeulet © 123RF.com
03/12/2020 - Poiché oggi servono cinque anni per avviare un cantiere, per assicurare tempi, costi, qualità e sicurezza degli interventi da realizzare con il Recovery Fund, è necessario organizzare la Pubblica Amministrazione con logiche di project management.
 
È la posizione dell’OICE, l’Associazione nazionale delle società di ingegneria e architettura sul tema dell’attuazione degli interventi del PNRR italiano connesso al programma Next Generation EU.
 
Secondo il Presidente Gabriele Scicolone, il punto centrale è avere da subito chiare le aree di rischio e le priorità nella fase di attuazione: “non intendiamo entrare nel merito delle scelte del Governo, che certamente risponderanno all’esigenza di rendere coerente il PNRR con gli input europei e con le priorità programmatiche nazionali e di individuare la forma migliore di governance. Occorre però avere chiaro che il punto di maggiore criticità è quello dei tempi di realizzazione, visto che oggi servono 5 anni per avviare un cantiere”.
 


Recovery Fund, OICE: ‘P.A. con logiche di project management’

La ricetta di OICE, in sintesi, è quella di “procedere al rafforzamento della capacità di messa a terra della spesa in maniera tempestiva ed efficace da parte della Pubblica Amministrazione definendo prioritariamente con estrema chiarezza le modalità di svolgimento dei controlli sulla gestione dei processi per garantire tempi, costi, sicurezza e qualità degli interventi”.
 
Poi - prosegue OICE - occorre intervenire sull’organizzazione delle strutture pubbliche. “Il punto non è assumere tecnici, il problema è organizzare i processi in logica di project management guardando all’estero, senza inventarsi l’uovo di Colombo, dove operazioni di questa portata vengono attuate sul territorio o con un consulente tecnico unico che si affianca alla stazione appaltante per ogni problema tecnico-professionale o con supporti di project and construction management di elevata qualificazione ed esperienza che possano coordinare per conto della stazione appaltante le attività di tutti i soggetti chiamati a svolgere le diverse prestazioni contrattuali”.
 
Per Scicolone, infine, per la fase di realizzazione occorrerà spingere a fondo su semplificazioni, digitalizzazione e nuovi modelli contrattuali: “centrali rimangono la qualità del progetto, la scelta di sistemi di gara efficaci sul modello delle procedure gestite dal Commissario Arcuri relativamente alla manutenzione degli ospedali Covid, l’impiego di virtuosi schemi contrattuali collaborativi fra progettista e stazione appaltante, l’ampia iniezione di digitalizzazione in ogni fase dei processi”.
 

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