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Barriere architettoniche: ok alla cessione del credito, a determinate condizioni

di Rossella Calabrese

Il sottosegretario Villarosa risponde ad una interrogazione sul bonus fiscale introdotto dal Decreto Rilancio

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Foto: facebook.com/AlessioVillarosaM5S

07/12/2020 - I lavori finalizzati al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche godono dell’opzione della cessione del credito, a determinate condizioni.

È stata questa la risposta del sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Alessio Villarosa, all’interrogazione posta dal deputato Gian Mario Fragomeli.

I
l deputato chiedeva se tra le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, per le quali - in alternativa al superbonus 110% e agli eltri bonus fiscali - si può scegliere la cessione del credito ex art. 121 del Decreto Rilancio (DL 34/2020 convertito nella Legge 77/2020), potessero essere ricomprese anche quelle finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche agevolate con l’IVA al 4%. 

Si tratta, per esempio, del rifacimento o dell’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), degli interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, dell’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici.
 

 

Barriere architettoniche, cessione del credito a certe condizioni

Il sottosegretario Villarosa ha ricordato che le opzioni alternative alla detrazione fiscale - sconto sul corrispettivo e cessione del credito - sono previste dall’articolo 121 del comma 2, del Decreto Rilancio ma lo stesso comma limita tale facoltà ai soli interventi riconducibili ad una delle previsioni richiamate espressamente dal comma 2 dello stesso articolo 121.

Quindi ha affermato che, in linea generale, per gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche non è possibile esercitare l’opzione prevista dal comma 2 dell’articolo 121 in quanto tali interventi sono previsti dalla lettera e) dell’articolo 16-bis del DPR 917/1986, che non rientra tra le previsioni richiamate dal citato comma 2 dell’articolo 121. 

Tuttavia - ha aggiunto Villarosa -, se tra gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche ve ne sono alcuni che, ai sensi dell’articolo 16-bis, lettere a) e b) del DPR 917/1986, possono qualificarsi come interventi di manutenzione straordinaria su singole unità immobiliare o di manutenzione sulle parti comuni dell’edificio, allora per essi è possibile avvalersi dell'opzione della cessione del credito, a prescindere dalle specifiche finalità dell’intervento.
 


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