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Professionisti, Ministra Catalfo: ‘in arrivo ISCRO ed esonero dai contributi previdenziali’

di Rossella Calabrese

Le misure saranno inserite nella Legge di Bilancio 2021. Confprofessioni chiede interventi urgenti su equo compenso e Casse. CoLAP: ‘l’ISCRO è un incentivo alla chiusura’. AdEPP: ‘lo Stato paghi la cassa integrazione ai professionisti’

Vedi Aggiornamento del 22/01/2021
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Foto: facebook.com/catalfonunzia
18/12/2020 - “Nella legge di Bilancio ci saranno interventi in favore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti: un ammortizzatore sociale che va nella direzione indicata dalla commissione di esperti da me nominata per arrivare ad una riforma del sistema e lo stanziamento di un miliardo di euro che nel 2021 esonererà in tutto o in parte dal pagamento dei contributi previdenziali i lavoratori autonomi e i professionisti, ordinisti e non, più colpiti dalla pandemia”.
 
Lo ha annunciato la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, al termine della seduta di insediamento del Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, previsto dalla Legge 81/2017 (il cosiddetto Jobs Act Autonomi), a cui hanno partecipato i sindacati e le principali organizzazioni di rappresentanza.
 
“Da parte del Ministero del Lavoro e del Governo vi è la massima attenzione ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti” ha aggiunto.
 

ISCRO per professionisti iscritti a gestione separata e Casse private

L’ammortizzatore sociale di cui si è discusso nell’incontro è l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale ed Operativa (ISCRO) per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, proposto sotto forma di emendamento alla Legge di Bilancio 2021. L'emendamento prevede l'istituzione di Fondo affinchè l'INPS eroghi, a domanda, l'indennità ai professionisti il cui reddito, nell'anno precedente alla domanda, si è ridotto almeno del 50% della media dei tre anni precedenti ed è stato comunque inferiore a 8.145 euro.

Il valore dell'ISCRO è pari al 50% della differenza tra il reddito medio dei tre anni precedenti e il reddito dell'anno precedente a quello della domanda. L'importo dell'ISCRO non può superare 6.516 euro. L'emendamento individua come destinatari i professionisti lavoratori autonomi iscritti da almeno tre anni alla Gestione separata Inps non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. 

“Sull’ISCRO abbiamo registrato una significativa apertura della Ministra Catalfo” - commenta Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni. “Auspichiamo che il tavolo inaugurato oggi porti alla definizione concertata di analoghe misure di copertura anche per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza” - ha aggiunto Stella.

Critica la posizione del CoLAP, il Coordinamento Libere Associazioni Professionali: “Iscro è più un incentivo alla chiusura dell’attività che uno stimolo a ripartire: mi domando infatti - ha detto la presidente Emiliana Alessandrucci - se a un professionista che si alza tutti i giorni per guadagnare 450 euro al mese e ricevere un supporto una volta ogni cinque anni non converrebbe invece chiudere la partita iva e chiedere il reddito di cittadinanza”.
 

Esonero dal pagamento dei contributi previdenziali

Con un altro emendamento si prevede l'istituzione di un Fondo per l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti. In questo caso i beneficiari sono i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e i professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che abbiano percepito nell’anno d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro lordi e una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel 2020 rispetto al 2019 non inferiore al 33%. Sono esclusi dall’esonero i premi dovuti all’INAIL.
 

Equo compenso, formazione, donne, giovani

Il confronto - ha aggiunto la Ministra - proseguirà con dei tavoli tematici, dall’equo compenso alla formazione fino a quello per gli interventi in favore di donne e giovani. “Occorre affrontare urgentemente - secondo Confprofessioni - le altre questioni irrisolte, a cominciare dall’equo compenso, un principio che ancora richiede garanzia di attuazione”.

Per la Rete Professioni Tecniche (RPT), quello dell’equo compenso è un tema portante, particolarmente sentito dai professionisti tecnici in un momento come questo in cui sono fortemente impegnati nelle attività connesse agli incentivi previsti dal Superbonus

Più in generale, RPT ha sottolineato l’importanza del rispetto del principio dell’equo compenso al fine di salvaguardare la dignità dei liberi professionisti, in un periodo in cui anche la pubblica amministrazione talvolta fatica ad applicarlo, come dimostrano taluni bandi che prevedono un compenso pari a zero.

Nell’occasione la RPT ha tenuto a sottolineare anche l’importanza del concetto di sussidiarietà rispetto alle funzioni dello Stato. I liberi professionisti chiedono solo di lavorare e la sussidiarietà è uno dei modi per consentire loro di svolgere il giusto ruolo all’interno della società e nell’attuale contesto economico.
 

Welfare dei professionisti

Il presidente di Confprofessioni, Stella ha concluso dicendo: “Abbiamo portato all’attenzione della Ministra la necessità di superare l’assurdo meccanismo della doppia tassazione dei rendimenti delle Casse, che permetterebbe di liberare risorse per il welfare dei professionisti”. 

Il confronto avviato, ha detto Catalfo, ha l’obiettivo “di analizzare in maniera specifica le esigenze dei lavoratori autonomi, le cui difficoltà sono state evidenziate dall’emergenza Covid-19, al fine di individuare gli strumenti più adatti ad assicurare anche a loro le necessarie tutele”.
 

AdEPP: ‘lo Stato paghi la cassa integrazione ai professionisti’

L’associazione degli enti di previdenza privati (AdEPP) plaude all’introduzione di ammortizzatori sociali per i professionisti in difficoltà, ma chiede che lo Stato, se persiste l’attuale prelievo fiscale sui loro patrimoni, se ne faccia carico.
 
“L’ideale è che venga cancellata la tassazione sugli investimenti degli enti - ha detto oggi il presidente dell’AdEPP Alberto Oliveti - e in questo caso saremmo pronti a pagare con risorse private gli ammortizzatori sociali ai professionisti ordinistici. Se invece continuiamo a contribuire al fisco con tasse piene su tutto, con prelievi addirittura del 26% sui rendimenti del risparmio previdenziale, allora i nostri professionisti hanno pieno diritto a ricevere gli ammortizzatori sociali e che sia la fiscalità generale a farsene carico”.
 
“Non è possibile che i professionisti paghino con le loro tasse il welfare di tutti ma poi ne restino esclusi” - ha concluso Oliveti.
 

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