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Superbonus 110%, i progettisti propongono proroga al 2025 e rispetto dell’equo compenso

di Rossella Calabrese

Rete Professioni Tecniche: ‘necessario anche semplificare l’asseverazione e la conformità urbanistica-edilizia e includere monitoraggio strutturale senza lavori e immobili A1 e A8’

Vedi Aggiornamento del 21/12/2020
Foto: georgerudy © 123RF.com
15/12/2020 - È all’esame della Camera l’emendamento alla Legge di Bilancio 2021 firmato da numerosi deputati della maggioranza che propone la proroga al 2023 e alcune modifiche alle regole del superbonus 110%.
 
La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) qualche giorno fa ha espresso soddisfazione sull’accoglimento, nell’emendamento, di gran parte delle modifiche ed integrazioni da essa proposte e ieri ha diffuso un’ipotesi migliorativa di quel testo.
 

Superbonus 110%, i progettisti propongono proroga al 2025

In primo luogo, la RPT propone di estendere fino al 31 dicembre 2025 la durata dei vantaggi fiscali. “È evidente, spiegano i progettisti, che il termine del 31 dicembre 2021 è troppo breve per consentire la realizzazione di interventi che richiedono, specie per i condomini di grandi dimensioni, un tempo congruo per comprendere quali lavori effettuare, scegliere tra opzioni diverse, valutarne la fattibilità, deliberare e affidare la progettazione e l’esecuzione dei lavori”.
 
“Tali decisioni - prosegue - non possono essere assunte nell’ambito di un’unica seduta dell’assemblea condominiale. Inoltre, se è vero che i primi lavori deliberati per interventi per i quali si richiederanno detrazioni al 110% inizieranno nel periodo novembre-dicembre 2020, realisticamente la prima vera fase di test, con un numero consistente di lavori, non inizierà prima dei mesi di marzo e aprile 2021”.
 

Superbonus 110%, RPT propone il rispetto dell’equo compenso

Un’altra proposta è quella secondo cui le prestazioni rese dai professionisti iscritti in albi o collegi od ordini sono remunerate in ossequio al principio dell’equo compenso, fermo il rispetto del principio di terzietà delle prestazioni professionali svolte nel processo realizzativo dei singoli interventi. “Questa modifica - spiega la RPT - nasce dalla constatazione che si stanno imponendo i cosiddetti general contractors che propongono alla committenza delle soluzioni chiavi in mano. Ciò crea problemi ai professionisti e alle imprese esecutrici, a causa della loro minore forza contrattuale. Allo stesso tempo, è opportuno evidenziare l’importanza dell’equidistanza del professionista rispetto alla committenza, l’impresa e il general contractor”.
 
Una proposta emendativa con lo stesso obiettivo è stata presentata nel corso dell’esame del ddl di conversione del DL Ristori ed è stata approvata in Commissione al Senato.
 

Semplificazioni per asseverazione e conformità urbanistica o edilizia

Un’altra proposta riguarda l’asseverazione: la RPT suggerisce di far sì che essa sostituisca, con medesimi effetti giuridici, la certificazione di conformità urbanistica o edilizia prevista per le richieste di permesso di costruire o le comunicazioni o segnalazioni di inizio lavori da presentare agli enti competenti. Questo per snellire e rendere efficace il percorso autorizzativo, evitando inutili duplicazioni.
 
Inoltre, la RPT propone di aggiungere un comma che consenta di realizzare tutte le tipologie di intervento previste, con la sola condizione della conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente alla data del 31 agosto 2020. Per gli immobili realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 765 del 6 agosto 1967, non dovranno essere richieste attestazioni di conformità urbanistico-edilizia.
 
Questa proposta - spiega la RPT - “parte dalla considerazione che, data l’estrema confusione che caratterizza gran parte del patrimonio edilizio in termini di conformità edilizio/urbanistica, le possibilità di intervento con ecobonus e sismabonus rischiano di ridursi in maniera notevole, per le difficoltà di accertamento della documentazione di progetto, in molti casi inesistente e in altri non recuperabile nei tempi brevi necessari”.
 

Superbonus 110% sul monitoraggio strutturale anche senza lavori

“In secondo luogo, la RPT propone che la detrazione sia riconosciuta anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici. È opportuno prevedere il monitoraggio anche nel caso di interventi di risparmio energetico, in quanto esso consente di accertare eventuali problemi strutturali, prevedendo rischi di cedimenti, ancora di più necessari nei casi di fabbricati su cui non si eseguono interventi di mitigazione del rischio sismico”.
 
Ad oggi, infatti, i sistemi di monitoraggio strutturale continuo accedono al superbonus ma solo se eseguiti congiuntamente agli interventi di miglioramento o adeguamento antisismico.
 

RPT: estendere il superbonus 110% agli immobili di lusso

La RPT, poi, propone di includere tra gli immobili beneficiari del superbonus 110% anche gli immobili signorili e le ville. Tale modifica - si spiega - parte dall’osservazione secondo la quale gli immobili che ricadono nelle categorie catastali A1 e A8 (rispettivamente immobili signorili e ville), attualmente esclusi dal perimetro dei superbonus, dovrebbero invece poter accedere a tali incentivi, non fosse altro perché questi ultimi rispondono ad una finalità di tipo sociale, garantendo l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza di edifici che, sovente, sono particolarmente vetusti, con livelli di dispersione termica e di sicurezza problematici.
 
I professionisti tecnici si augurano che la riformulazione dell’emendamento venga accolta, mettendo così il provvedimento del Superbonus nelle condizioni di dispiegare tutta la sua efficacia.
 

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