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Malte tissotropiche per il ripristino del calcestruzzo armato

di Rosa di Gregorio

Per interventi di ricostruzione corticale, parziale o totale, ringrossi, di tipo strutturale e non, le malte speciali riducono i tempi e garantiscono alte performance

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Foto: MasterEmaco S 498 FR ©BASF
11/01/2021 - Le strutture in calcestruzzo armato (c.a.), in particolar modo quelle a contatto con l’esterno, sono soggette a possibili processi di deterioramento a motivo dell’azione degli agenti atmosferici, dell’inquinamento e della salsedine, qualora siano localizzate in prossimità del mare.
 
Che siano rifinite o faccia a vista, l’alterazione delle strutture in calcestruzzo può interessare la parte più superficiale fino ad arrivare in profondità, causando per esempio:
1) il distacco del copriferro;
2) il distacco di spessori maggiore del copriferro e che interessano in parte il nucleo originario della struttura;
3) la perdita consistente della sezione originaria, nei casi più critici.
 
Situazioni di questo genere richiedono un pronto intervento di ricostruzione.

Nel primo caso sarà necessario in intervento di ricostruzione corticale: viene ricostruito uno spessore di qualche centimetro (generalmente pari al copriferro), questo tipo di intervento è non strutturale in quanto la porzione di sezione ricostruita non partecipa alla statica.
 
Nel secondo caso sarà necessario un intervento di ricostruzione parziale o totale della sezione originaria: la ricostruzione interessa spessori più elevati, pertanto, si tratta di interventi strutturali. La porzione della sezione ricostruita contribuirà, unitamente a quella originaria non degradata, alla statica dell'elemento strutturale.
 
Nel terzo caso sarà necessario un intervento di adeguamento strutturale o antisismico con incremento della sezione originaria, il ringrosso. Questo intervento è di tipo strutturale perché incrementa la capacità portante di un elemento strutturale o ne modifica la rigidezza.
 
 Foto: Malta REPAR TIX HG SB©Azichem
 
In tutti i casi esposti si può intervenire utilizzando le malte da ripristino ma attendendosi alle prescrizioni della UNI EN 1504-3. La norma definisce quattro classi di malte da ripristino, suddividendole in malte per riparazioni strutturali e non strutturali. In particolare, le malte per uso non strutturale sono identificate dalle sigle R1 e R2, mentre le sigle R3 e R4 indicano malte per uso strutturale.
 
Tra le malte da ripristino rientrano le malte tissotropiche (tixotropiche). Queste malte, a grana fine, sono chiamate così in virtù della tixotropia, ovvero la capacità del materiale di comportarsi come un “gel”. Sotto l’azione meccanica, le malte tissotropiche fluidificano più velocemente e una volta terminata la sollecitazione, ritornano allo stato originario. Una malta tissotropica non cola durante l’applicazione, rimane ferma sul punto in cui è stata posata.
 
Le caratteristiche prestazionali di una malta da ripristino tissotropica sono:
- ottima resistenza a compressione;
- ottima elasticità;
- forte legame di aderenza;
- bassissimo ritiro/espansione;
- resistenza alla carbonatazione;
- compatibilità termica a cicli di gelo e disgelo;
- ottima lavorabilità.
 
La malta tissotropica è un premiscelato a base di cemento a cui sono aggiunti inerti ed additivi speciali. Aggiungendo l’acqua alla miscela si ottiene un composto dall’elevato potere adesivo alla struttura originaria in c.a. e durevole. Le malte tissotropiche non sono sollecitate a trazione, a motivo del bassissimo ritiro igrometrico. Questo non comporta la formazione di fessure da ritiro e spostamenti o distacchi ulteriori in seguito.

Rispetto alle tradizionali malte a base di solo cemento una malta tissotropica presenta tempi di presa e di indurimento molto più rapidi.
 
Foto: Malta cementizia premiscelata tixotropica MasterEmaco S 950 © BASF Construction Chemicals
 
Le malte tissotropiche sono disponibili in tre versioni:
- ultrarapide, con tempi di presa compresi tra 10 e 15 minuti circa (usate generalmente per lavori di ripristino che interessano piccole superfici);
- rapide, con tempi di presa compresi tra 20 e 50 minuti circa (usate generalmente per il ripristino di superfici di qualche metro quadro di estensione);
- a presa normale, con tempi di presa compresi tra 60 e 120 minuti circa (usate generalmente per grandi estensioni superficiali, ma non sono esclusi i lavori di manutenzione di piccole dimensioni).
 
Le malte tissotropiche, essendo a grana fine, oltre ad essere utilizzate per realizzare gli interventi di ricostruzione, sono impiegate anche per la rasatura uniformante finale, con il vantaggio di utilizzare un unico prodotto per più lavorazioni.
 
Conclusa la fase di ricostruzione e ripristino e ultimata la rasatura, si può procedere rapidamente (1/3 ore di attesa) alla stesura di protettivi e finiture decorative a base acrilica. Questo perché le malte tissotropiche hanno un contenuto modesto di idrossido di calcio e presentano una notevole resistenza alla carbonatazione, pertanto non c’è il rischio che la calce, presente sulla superficie, reagisca a contatto con l’aria, per via della carbonatazione, e formi antiestetiche macchie.
 
In accordo alla EN 1504-2, i protettivi superficiali per calcestruzzi si distinguono in:
- rivestimenti filmogeni;
- trattamenti idrofobici e impregnanti in dispersione acrilica.
 
Gli interventi di ripristino/ricostruzione delle strutture in calcestruzzo armato rientrano tra i lavori detraibili fiscalmente. A seconda della tipologia di intervento, strutturale o non strutturale, della destinazione d’uso del fabbricato, si potrà accedere al bonus facciate o al bonus ristrutturazione o al sismabonus o al superbonus.
 

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