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Recovery Fund, via libera del Governo al PNRR da 210 miliardi di euro

di Rossella Calabrese

Tra gli obiettivi: efficientamento del patrimonio edilizio pubblico, proroga del superbonus 110%, miglioramento delle infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 18/01/2021
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Palazzo Chigi - Foto tratta da governo.it
13/01/2021 - È stato approvato nella tarda serata di ieri dal Consiglio dei Ministri il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che dovrà dare attuazione, nel nostro Paese, al programma Next Generation EU, varato dall’Unione europea per far fronte alla pandemia.
 
L’azione di rilancio del Paese delineata dal Piano - spiega il Governo - è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi ai tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Il Piano consente di affrontare, in modo radicale, le profonde trasformazioni imposte dalla duplice transizione, ecologica e digitale, una sfida che richiede una forte collaborazione fra pubblico e privato. 
 
Inoltre, attraverso un approccio integrato e orizzontale, si mira al rafforzamento del ruolo della donna e al contrasto alle discriminazioni di genere, all’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani, al riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno. Tali priorità sono perseguite in modo trasversale.
 


Il Piano si articola in sei missioni, che rappresentano “aree tematiche” strutturali di intervento:
1. digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
2. rivoluzione verde e transizione ecologica;
3. infrastrutture per una mobilità sostenibile;
4. istruzione e ricerca;
5. inclusione e coesione;
6. salute.
 
Nell’insieme, le missioni raggruppano sedici componenti, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo, che a loro volta si articolano in 47 linee di intervento per progetti omogenei e coerenti.
 

Efficientamento immobili pubblici e superbonus 110%

Nell’ambito della missione ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ troviamo la componente ‘Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici’, costituita da due linee progettuali:
- la realizzazione di un programma di efficientamento e messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, con particolare riferimento a scuole, edilizia residenziale pubblica, comuni e cittadelle giudiziarie:
- l’introduzione di un incentivo temporaneo per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato, attraverso una detrazione fiscale pari al 110% dei costi sostenuti per gli interventi.

Si tratta del superbonus 110% da poco esteso fino a giugno 2022. Nel PNRR si prevede di allungare l’applicazione della misura al 30 giugno 2023 per gli IACP e al 31 dicembre 2022 per i condomìni, a prescindere dalla realizzazione di almeno il 60% dei lavori.
 

Infrastrutture: il PNRR colmerà il gap del Mezzogiorno?

La missione ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile’ punta a completare entro il 2026, una prima e significativa tappa di un percorso di più lungo termine verso la realizzazione di un sistema infrastrutturale moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale, tenuto conto delle specificità della orografia del territorio italiano.
 
Aggiungendo risorse a progetti già esistenti e accelerandoli, nonché introducendone di nuovi, si punterà a realizzare e completare opere che fanno parte di progetti infrastrutturali europei o che vadano a colmare lacune che hanno sin qui penalizzato lo sviluppo economico del Paese e, in particolare, del Mezzogiorno e delle Isole. Sono previsti investimenti sulla rete ferroviaria, per la messa in sicurezza arterie stradali e per sviluppare un sistema portuale competitivo.
 

Le risorse del PNRR: 210 miliardi di euro

Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del PNRR sono pari a circa 210 miliardi di euro. Di questi, 144,2 miliardi finanziano “nuovi progetti” mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del PNRR, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa. Con il Piano, il Governo intende massimizzare le risorse destinate agli investimenti pubblici, la cui quota supera il 70%. Gli incentivi a investimenti privati sono pari a circa il 21%.
 
Impiegando le risorse nazionali del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 non ancora programmate, è stato possibile incrementare gli investimenti di circa 20 miliardi per nuovi progetti in settori importanti, che comprendono la rete ferroviaria veloce, la portualità integrata, il trasporto locale sostenibile, la banda larga e il 5G, il ciclo integrale dei rifiuti, l’infrastrutturazione sociale e sanitaria del Mezzogiorno.
 
Quella approvata ieri sera è la proposta governativa di PNRR che sarà inviata alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica al fine di acquisirne le valutazioni.
 

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