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RISTRUTTURAZIONE

Sismabonus acquisto, spetta nelle sottozone sismiche?

di Rossella Calabrese

L’Agenzia delle Entrate spiega la relazione tra la classificazione sismica nazionale e quella regionale

Vedi Aggiornamento del 19/01/2021
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Foto: Yuliya Tsyhun © 123rf.com
12/01/2021 - Un’impresa che intende realizzare un intervento di demolizione e ricostruzione di una abitazione in un comune sito in “zona sismica 3B” secondo la normativa regionale, ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se i propri clienti potranno beneficiare del sismabonus per l’acquisto della casa.
 
Il dubbio nasce da fatto che la nuova abitazione sarà costruita sui resti di una precedente che è classificata ‘a rischio crollo ridotto in caso di terremoto’ ma le categorie di rischio fissate dall’ente territoriale non coincidono con quelle indicate dalla norma nazionale.
 
Con la Risposta 25 dell’8 gennaio 2021, l’Agenzia osserva che alcune Regioni, scostandosi dalle indicazioni proposte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha suddiviso l’Italia in quattro zone sismiche (dalla più pericolosa 1 alla meno pericolosa 4), hanno classificato il loro territorio con criteri diversi, rispettando i principi generali nazionali ma prevedendo, ad esempio, soltanto tre zone diversificate per rischio o sottozone più specifiche per caratteristiche.

Il sismabonus acquisto - ricorda l’Agenza - consiste in una detrazione d’imposta pari al 75% del prezzo di acquisto se dall’intervento deriva il passaggio a una classe di rischio inferiore, oppure pari all’85% se per effetto dei lavori si scende di due classi di rischio. 

Ricordiamo che dal 1° luglio 2020 le percentuali sono elevate al 110% perchè gli interventi di miglioramento sismico e l'acquisto di immobili ricostruiti beneficiano del superbonus. Con la Legge di Bilancio 2021, l'agevolazione è stata prorogata al 30 giugno 2022 (per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in 4 rate annuali).
 

Sismabonus acquisto, spetta nelle sottozone sismiche?

Alla luce dell’ultima modifica disposta dall’articolo 8 del DL 34/2019, che ha esteso l’area interessata dall’agevolazione, le costruzioni acquistate devono trovarsi nei Comuni delle zone sismiche 1, 2 e 3, previste dall’OPCM 3274/2003. Inoltre, la detrazione spetta soltanto se le imprese che hanno realizzato l’intervento vendono l’immobile entro 18 mesi dalla fine dei lavori. 

La norma che disciplina il sismabonus, specifica la Risposta, circoscrive il perimetro territoriale agevolabile alle suddette zone sismiche 1, 2 e 3. Tuttavia, come evidenziato dall’istante, la Regione in cui la ditta opera ha deliberato di istituire le sottozone sismiche 2A, 2B, 3A e 3B, ai fini pianificatori urbanistici, territoriali e di emergenza.
 
L’Agenzia delle Entrate ritiene che se è effettiva l’equiparazione delle sottozone sismiche 2A, 2B, 3A e 3B (previste dalla Regione) alle zone sismiche 1, 2 e 3 (valutazione che spetta all’ente territoriale competente) e dando per certo che la zona B3 possiede le stesse caratteristiche della zona 3, gli acquirenti degli immobili demoliti e ricostruiti dalla ditta istante possano beneficiare del sismabonus acquisto, naturalmente se in possesso di tutte gli altri requisiti stabiliti dalla norma.
 

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