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TECNOLOGIE

Contabilizzazione del calore e ripartizione delle spese, la Guida

di Rossella Calabrese

Da AiCARR, ANACI, ANTA, CNI e CNPI un documento rivolto ai condòmini

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Foto: Daniel Jedzura ©123RF.com
12/01/2021 - Criteri di ripartizione delle spese, modalità di lettura da remoto, costi di fatturazione, contabilizzazione individuale dei consumi.
 
Sono, in sintesi, i contenuti del Documento sul tema della contabilizzazione del calore e la ripartizione delle spese nei condomini relative ai servizi di riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria che AiCARR, ANACI, ANTA, CNI e CNPI*, dopo un attento studio, hanno sottoscritto e pubblicato.
 
Il documento, dal titolo ‘Considerazioni sull’attuazione del Dlgs 14 luglio 2020, n. 73. Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica’ prende in considerazione i punti di maggiore interesse per i condòmini e gli occupanti delle unità immobiliari.
 
È importante - spiegano le associazioni e i soggetti firmatari del documento - ricordare che “il principio ispiratore e la finalità del Decreto sono quelli di contribuire all’attuazione del principio europeo che pone l’efficienza energetica al primo posto”. Senza questa centralità è possibile interpretare in modo del tutto fuorviante alcuni precetti legislativi.
 
Le profonde modifiche al Dlgs 102/2014 e s.m.i. apportate dal Dlgs 73 del 14 luglio 2020 - aggiungono -, se non opportunamente valutate, potrebbero comportare confusione nell’applicazione della Direttiva (UE) 2018/2002.
 


Per tale motivo AiCARR, ANACI, ANTA, CNI e CNPI hanno ritenuto opportuno redigere e pubblicizzare un documento condiviso sulle modifiche apportate dal Decreto, proponendo la loro interpretazione ed evidenziandone alcuni punti controversi, rivolgendosi a tutti gli operatori del settore, nonché agli utenti finali e agli amministratori di condominio. Il tutto con riserva, eventualmente, di approfondire successivamente anche altri temi.
 
Il documento è strutturato in tre sezioni inerenti ai seguenti temi:
- considerazioni generali sul Decreto, in cui i principali punti di attenzione sono i criteri di ripartizione delle spese, le modalità di lettura da remoto, le informazioni sulla fatturazione e i costi di fatturazione e la fattibilità economica;
- commenti specifici su singoli paragrafi del Decreto, nei quali si chiarisce il punto di vista delle Associazioni coinvolte, in cui viene ribadito il principio della ripartizione della spesa del riscaldamento sulla base del consumo effettivo;
- commento tecnico sulla contabilizzazione individuale dei consumi, in cui attraverso esempi viene evidenziato che i “prelievi volontari” devono essere effettivi non solo come attribuzione relativa ai condòmini, ma anche come valore assoluto dei consumi volontari da ripartire.
 
 

AGGIORNAMENTO DEL 14/01/2021

Ad integrazione di quando detto sopra, riportiamo il nuovo comunicato sottoscritto congiuntamente dalle stesse sigle*.
 
La norma tecnica UNI 10200 resta ancora l’unico riferimento normativo utilizzabile nella ripartizione della spesa del riscaldamento. Come è noto il D Lgs 73/2020 ha apportato modifiche al D Lgs 102/2014, art. 9 comma 5, lettera d), eliminando il richiamo esplicito alla norma UNI. Al fine di individuare il criterio per il corretto riparto della spesa, AiCARR, ANACI, ANTA, CNI e CNPI, dopo un attento esame, hanno sottoscritto il suddetto documento condiviso.
 
La Legge ora prevede che l’importo della spesa del riscaldamento debba essere suddiviso attribuendo una quota di almeno il 50 per cento agli effettivi prelievi volontari. Gli importi rimanenti possono essere ripartiti, ad esempio, secondo i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili, oppure secondo le potenze installate. 

Resta quindi da chiarire come debba materialmente essere calcolata la ripartizione della spesa. Gli Ordini Professionali e le Associazioni coinvolte nello studio, ritengono che sia opportuno fare ancora riferimento alla UNI 10200. Resta infatti in vigore la Legge 10/1991 che, all’art. 26 comma 5, prevede che in caso di termoregolazione e contabilizzazione la spesa debba essere ripartita in base ai consumi effettivi.
 


Tale criterio, ai sensi del D Lgs 102/2014, art. 9 comma 5, è considerato dal legislatore stesso lo strumento per favorire il contenimento dei consumi energetici. Il successivo articolo 16 comma 8 prevede una sanzione nel caso in cui tale criterio non sia rispettato. Il professionista incaricato dovrà quindi calcolare il consumo effettivo e qualsiasi criterio alternativo si ritiene che sia contrario a legge. Ne consegue che l’assemblea non potrà approvare forfettariamente la così detta “quota fissa”.
 
Il ricorso alla UNI 10200 si rende quindi indispensabile anche in assenza di esplicito richiamo normativo. Le norme tecniche pubblicate dall’UNI rappresentano la “regola dell’arte”. Se qualcuno installa un impianto, redige un progetto od effettua qualunque attività in conformità alle norme tecniche, si deve presumere che ciò sia stato eseguito a regola d’arte. Chi intende contestare dovrà dimostrare che, malgrado sia stata rispettata la regola dell’arte, l’esecuzione non sia conforme a legge.
 
L’esecuzione del riparto in conformità alla norma tecnica UNI 10200, in particolare per quanto riguarda l’individuazione del valore effettivo del prelievo volontario richiamato dalla legge (che non potrà essere inferiore al 50%), consente di ritenere corretta la ripartizione in base ai consumi effettivi. Per la spesa riferita alle dispersioni di calore (quota per potenza termica impegnata impropriamente definita “quota fissa”) potrà essere invece adottata una tabella millesimale fondata su criteri diversi dal fabbisogno energetico che tanto aveva dato modo di discutere nelle assemblee condominiali.

 
* AiCARR - Associazione Italia Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione; ANACI - Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari; ANTA - Associazione Nazionale Termotecnici ed Aerotecnici; CNI - Consiglio Nazionale Ingegneri; CNPI - Consiglio Nazionale Periti Industriali
 

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