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Arredo urbano: dal progetto ai Criteri Ambientali Minimi

di Rosa di Gregorio

Non solo di design ma anche ecocompatibile, così l’arredo urbano enfatizza il progetto dello spazio urbano in termini di bellezza, comfort e sostenibilità

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Foto: Atollo©METALCO
12/02/2021 - Lo spazio aperto urbano identifica diversi ambiti della città, quelli che hanno una forma identitaria ben precisa, come piazze, viali, parchi, giardini, ma anche quelle aree di prossimità alla città edificata, momentaneamente prive d’identità, perlopiù lembi di campagna inglobati nell’urbanizzazione.
 
Lo spazio urbano può essere considerato una rete di connessione che tiene assieme tutte le parti costruite della città. Come tale, gioca un ruolo fondamentale nella fruibilità e vivibilità della città stessa.
 
La progettazione dello spazio urbano è molto importante e complessa allo stesso tempo perché prende in considerazione molteplici aspetti. Uno spazio urbano non deve essere solo gradevole alla vista ma deve essere confortevole. Le persone che frequentano una piazza, un parco, un giardino, devono sentirsi a loro agio e trovare i servizi che possano rendere la loro esperienza “urbana” piacevole.
 
Quando un’area gioco, durante le ore più calde della giornata, risulta essere in ombra, così come una panchina, vuol dire che alla base c’è stata una progettazione che ha preso in considerazione, oltre all’aspetto estetico, anche quello funzionale.
 
Lo spazio urbano con tutte le sue componenti - pavimentazioni, attraversamenti, arredi, illuminazione, vegetazione, segnaletica e servizi - deve rispondere agli scopi ricreativi, collettivi e sociali per cui è stato progettato.
 
 Foto: Lago Santa Croce, Alpago ©URBANTIME 
 
La sociologia urbana afferma che il comportamento, positivo o negativo, nei confronti dello spazio urbano è fortemente influenzato da come le persone si sentono al suo interno. Per questo motivo uno spazio urbano deve essere facilmente comprensibile per gli utilizzatori, dotato di adeguati spazi di utilizzo e accessibile.
 
Tra gli elementi che compongono lo spazio urbano, l’arredo urbano svolge un ruolo strategico in questo.
Arredare uno spazio urbano non vuol dire collocare arredi solo perché belli, senza una cognizione e in modo casuale.
Vanno analizzati i punti dello spazio in cui le persone vorrebbero sostare, conversare e aggregarsi. L’arredo urbano deve enfatizzare lo spazio urbano, renderlo particolarmente attraente in termini di bellezza e di comfort.
 
L’arredo urbano può addirittura incoraggiare all’uso dello spazio pubblico, non è raro associare ad una panchina un punto di ritrovo, avere la propria area gioco preferita, ecc. Arredo urbano che, detto alla Kevin Lynch, diventa un landmark, ovvero un oggetto dello spazio velocemente identificabile, anche a distanza, che funziona come punto di riferimento e orientamento.
 
 Foto: Revine Lago ©URBANTIME 
 
L’arredo urbano si distingue in:
- arredo urbano destinato al contatto diretto con le persone: giostre, altalene, altri divertimenti per parchi ricreativi, panchine, sedute, tavoli e prodotti affini;
-arredo urbano non destinato al contatto diretto con le persone: arredo stradale, pensiline, portarifiuti, segna passi, portabici, pali, stecche, pontili e prodotti affini.
 
 Foto: Kore©METALCO

Le aziende che producono arredo urbano devono tener conto di vari aspetti: un elemento di arredo urbano deve sopportare un uso costante, condizioni meteorologiche avverse, possibili atti di vandalismo, deve essere sicuro, non risultare una barriera architettonica, rispettoso dell’ambiente e sostenibile, oltre che, ovviamente “bello”.
 
Sul tema della sostenibilità intervengono i Criteri Ambientali Minimi (CAMper l’arredo urbano, entrati in vigore con il DM 5 febbraio 2015. Il CAM arredo nasce come uno strumento a disposizione delle pubbliche amministrazioni per indire “gare d’appalto green” secondo l’approccio del GPP (green public procurement) ossia ottimizzare gli acquisti promuovendo soluzioni con minori impatti ambientali
  
I CAM arredo sono stati introdotti per contrastare i principali impatti ambientali derivanti dalla produzione dell’arredo urbano stesso quali:
- uso eccessivo di materie prime non rinnovabili;
- emissione di sostanze pericolose e dei VOC (composti organici volatici);
- produzione di rifiuti.
 
Il CAM arredo disciplinano diversi aspetti legati al prodotto tra cui:
- la progettazione; scegliere arredi realizzati da materie prime rinnovabili o materiale riciclato;
- l’ecodesign ovvero la capacità di disassemblaggio del prodotto; al termine della vita utile il prodotto non diventa più un rifiuto ma può essere riutilizzato o riciclato;
- le caratteristiche dei trattamenti e rivestimenti.
 
Foto: Vittorio Veneto ©URBANTIME

L’offerente che propone arredi conformi alle direttive CAM gareggia con una marcia in più. Infatti, le pubbliche amministrazioni, qualora scelgano il criterio di aggiudicazione con l’offerta economicamente più vantaggiosa, possono introdurre i criteri premianti, ossia dei punti in più all’offerta.
 
È dunque questa un’opportunità? La risposta spetta ai professionisti. Partecipare ad una gara non è di certo semplice, i tempi sono sempre ristrettissimi, bisogna perseguire la qualità sia nell’offerta tecnica che in quella economica e la scelta dei prodotti, per le migliorie proposte, è fondamentale così come l’iterazione con le aziende che danno supporto ai tecnici.
 
Per questo abbiamo posto alcuni quesiti ad aziende operanti nel settore dell’arredo:
 
A URBANTIME by DIEMMEBI abbiamo chiesto:
1. Quali sono i criteri di scelta che un progettista dovrebbe seguire per scegliere arredi realizzati con materie prime rinnovabili e materiale riciclato? 

Al progettista deve venire d’aiuto tutto il lavoro di ricerca delle aziende stesse, che per prime hanno attuato nell’ottica di eco sostenibilità e di economia circolare.
In secondo luogo, criterio primario di selezione dovrebbe essere quello del materiale: ad esempio, il metallo, uno dei materiali che più ha influenzato la storia del genere umano, è riciclabile al 100% per fusione e per questo diviene centro dell’intera collezione URBANTIME. Disponibile anche la doga in alluminio effetto legno, per ovviare ad una richiesta più classica non dimenticando le qualità del materiale primario. Altro criterio è la presenza di certificazioni. La qualità certificata da ente terzo dovrebbe essere imprescindibile. La resistenza di un prodotto non deve essere pensata solo come valore estetico: un ciclo di vita più lungo comporta minor impatto ambientale."
 
2. Se da una parte si cerca di "allungare la vita utile del prodotto” per un nuovo uso futuro (ECO), dall’altra non si corre il rischio di perdere l’aspetto più di design del prodotto? Come si coniugano sostenibilità e design? 
 
Fare un prodotto di design significa unire estetica, funzionalità e accessibilità. Partendo da questo assunto, progettare un prodotto sostenibile non deve essere visto come un limite, bensì uno stimolo a creare qualcosa di migliore. Citando Achille Castiglioni “oggetti veri per bisogni reali”, a questo dovrebbe tendere l’autentico design. Progettare prodotti di design, belli e sostenibili non è più un miraggio. Le aziende del manifatturiero italiano hanno storicamente una marcia in più per fornire soluzioni adeguate senza dimenticare l’aspetto più estetico. Per questo motivo, in URBANTIME collaboriamo con designer affermati in grado di progettare senza sacrificare i nostri pilastri di bellezza, qualità e sostenibilità. Perché il tempo che trascorriamo negli spazi pubblici urbani ed all’aperto in generale merita la stessa attenzione e qualità del tempo che trascorriamo nelle nostre case.”
 
 Foto: nic©METALCO

Abbiamo posto quest'ultima domanda anche a METALCO che ci ha dato un altro interessante punto di vista:
“Quando disegniamo un prodotto, una panchina, un sistema modulare, una pensilina o un cestino vogliamo sia elegante nella forma, capace di migliorare la quotidianità ed anche facile e intuitivo da smaltire, una volta concluso il suo naturale ciclo di vita. Crediamo che conciliare questi aspetti non sia solo possibile, ma anche un dovere, per favorire un’urbanizzazione più sostenibile. Nel nostro caso, la funzionalità, la pulizia formale e l’ecosostenibilità si hanno grazie al fatto che controlliamo l’intero processo di sviluppo prodotto, dall’ideazione del concept fino alla successiva industrializzazione che avviene attraverso l’uso di tecnologie e macchinari all’avanguardia.”

Ecco un video di Metalco sul processo di produzione
 
Sempre a METALCO abbiamo posto una considerazione:
L’arredo urbano è fortemente condizionato dall’uso spesso non sempre “civile”, scritte, graffi, fino a veri e propri danneggiamenti. Qui, giocano un ruolo fondamentale i trattamenti e i rivestimenti superficiali. Come vengono scelti e realizzati affinché siano al tempo stesso resistenti, non nocivi, durevoli e belli? Quale soluzione adottate voi come azienda?
“Purtroppo, capita spesso che l’arredo urbano sia oggetto di comportamenti poco consoni da parte degli utilizzatori. Noi di Metalco suggeriamo di scegliere sempre prodotti in materiali resistenti come l’acciaio e il cemento, che su richiesta possono essere forniti con trattamenti anti-graffiti. Inoltre, abbiamo ampliato la nostra gamma con una serie di prodotti in HPL, un materiale resistente e facile da pulire e una vasta gamma di soluzioni in WPC, un materiale che oltre ad essere ecosostenibile, è meno delicato e più difficile da vandalizzare rispetto al legno.”

 

Scopri l’arredo urbano su Edilportale!


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Altri commenti
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Bartolomeo

Però preferisco generalmente il legno o la pietra. L'antichissima canoa nel lago era in legno ed in pietra ...le piramidi