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La pittura termica può competere con un cappotto?

di Rosa di Gregorio

Conduttività, spessore e resistenza termica sono le caratteristiche di un materiale da considerare per valutarne l’efficacia in termini di coibentazione

Vedi Aggiornamento del 26/02/2021
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Foto: Dmitry Kalinovsky©123RF
04/02/2021 - La pittura è capace di garantire l'isolamento termico di un'abitazione? Questa è una domanda molto discussa tra operatori e tecnici del settore nonché oggetto di accesi confronti.
 
“Con buona pace” di tutte le parti e posizioni, la risposta arriva dalla fisica tecnica, secondo cui, per la loro natura applicativa, le pitture non possono essere termoisolanti.
La stessa ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico) in un documento del 10 febbraio 2016 “Vernici per il risparmio energetico” chiarisce che la conduttività termica λ non può essere presa come singolo dato per la valutazione dell’efficacia dell’isolamento termico invernale di un materiale, ma è necessario un altro dato tecnico: la Resistenza termica Rt del prodotto o del sistema pari a s/ λ, dove “s” è lo spessore.
 
Maggiore è il valore della resistenza termica, migliore è la prestazione del prodotto. Risulta chiaro che una pittura, occupando pochi millimetri di spessore, non potrà mai raggiungere le capacità termoisolanti di un materiale “convenzionalmente” usato per l’isolamento che ha spessori decisamente maggiori dell’ordine di diversi centimetri.
 
Per esempio, una pittura per avere le prestazioni di 1 cm di EPS dovrebbe essere applicata con uno spessore di almeno due centimetri oppure avere una conducibilità pari a 0,0025 W/mK, valore attualmente inesistente. Infatti, la stessa ANIT ricorda, nel documento citato, che i materiali isolanti oggi in commercio sono caratterizzati da conduttività termiche dichiarate λD che variano:
- tra 0.09 e 0.031 W/mK per materiali tradizionali;
- fino 0.026 W/m K per materiali che sfruttano gas diversi dall’aria (ad esempio il poliuretano);
- fino a 0.020 W/m K per materiali innovativi con nanotecnologie atte a creare micropori senza molecole d’aria o atte a intrappolare in modo più efficace le molecole di gas (ad esempio l’aerogel).

 Foto: ANIT, Vernici per il risparmio energetico
 
Quindi qual è la reale funzione delle pitture termiche?
 
Le pitture termiche, che sarebbe più corretto chiamare pitture ad "effetto termico", sono vernici speciali a base d'acqua con l’aggiunta di additivi. A seconda degli additivi e pigmenti utilizzati, esse possono avere la capacità di:
- uniformare la temperatura sulle pareti riducendo la formazione di condensa;
- riflettere una parte dell'energia solare.
In entrambi i casi possono essere utilizzate in abbinamento ad un sistema a cappotto per integrare e migliorarne le capacità isolanti.
 
Le pitture termiche che limitano la formazione della condensa vengono comunemente chiamate pittura antimuffa. Ricordiamo che la causa della formazione della muffa è proprio la condensa superficiale, a sua volta generata dalla presenza di ponti termici o da elevati valori di umidità.
 
La posa di una pittura termica anticondensa uniforma la temperatura sulla parete, riducendo i ponti termici. Gli additivi aggiunti alla pittura limitano il gradiente di temperatura tra l'ambiente e le parti fredde della casa e incrementano la capacità della superficie di trattenere temporaneamente l'acqua condensata senza farla gocciolare.
 
L’effetto termico sta quindi nella riduzione della condensa, tipica dei muri perimetrali, non nell'isolamento. Di conseguenza nel miglioramento della vivibilità degli ambienti togliendo la sensazione di muro freddo al tatto e riducendo la formazione di muffe.
 
Le pitture riflettenti anti-irraggiamento sono invece dei validi alleati per quanto riguarda il comportamento estivo di un cappotto termico. Migliorano le capacità del sistema isolante, contrastando il passaggio del calore all’interno dell’edificio durante i mesi estivi. Di conseguenza si ottengono risparmi energetici legati al consumo di energia per il condizionamento estivo.
Funzionano anche come protettivi del pannello isolante che, esposto alla luce solare, può raggiungere elevate temperature (anche oltre 80°C) e correre il rischio di crepe o deformazioni.
 

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