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MERCATI

Involucro edilizio, il comparto ha superato la fase acuta della crisi

di Rossella Calabrese

UNICMI: difficile tornare a livelli pre-COVID nel 2021 ma i bonus edilizi sosterranno il settore

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Foto: Jens Ickler © 123rf.com
26/02/2021 - Per il settore delle costruzioni, il 2020 si è chiuso con un -6,5% e per il 2021 si prevede un rimbalzo del +3,6%. Strettamente connesso a questo trend, è quello del settore dei serramenti e delle facciate continue che ha perso il 7,7% nel 2020 e risalirà del 3,9% nel 2021, con una perdita di 368 milioni di euro, su un valore complessivo di mercato di 4,4 miliardi di euro.
 
I bonus per la riqualificazione energetica hanno significativamente sostenuto la domanda di serramenti ma per il 2020 si stima un ridimensionamento a 1.352 milioni di euro, rispetto ai 1.750 milioni di euro del 2019. In generale, il mercato continuerà ad essere trainato dal settore del recupero residenziale, che è quello maggiormente incentivato dalle detrazioni fiscali.
 
I dati arrivano dal ‘Rapporto UNICMI 2021 sul mercato dell’involucro edilizio’ presentato mercoledì scorso da Carmine Garzia, responsabile dell’Ufficio Studi Economici UNICMI, nel corso di un webinar al quale hanno partecipato centinaia di Soci e attori del mercato. Il Rapporto contiene l’analisi del mercato italiano dei serramenti e delle facciate continue nel 2020 con le previsioni per il 2021.
 

L’impatto della pandemia sul settore delle costruzioni

La pandemia - rileva UNICMI - ha assestato un duro colpo ad un settore che mostrava chiari segni di ripresa dal 2018. Il 2020 per il settore delle costruzioni si è chiuso con un -6,5%, con un PIL in calo dell’8.9% (in netto miglioramento rispetto alle previsioni di metà anno che davano una diminuzione a doppia cifra). Per il 2021 si prevede un rimbalzo del +3,6%, che sarà leggermente inferiore alla ripresa del PIL (+4,1%).
 
Il settore delle costruzioni (escluse le infrastrutture) vale 102,3 miliardi di euro, di cui 58,9 nel segmento residenziale, che a loro volta generano 2,6 miliardi di euro di domanda di serramenti e 43,5 miliardi di euro nel segmento delle costruzioni non residenziali, che generano una domanda di 1,8 miliardi di euro tra serramenti (1.280 milioni di euro) e facciate continue (548 milioni di euro). Si stima una perdita del 9% degli investimenti in costruzioni residenziali nel 2020 con un rimbalzo del +4,5% nel 2021.
 
Il 77% del mercato del residenziale è generato dal recupero edile, principalmente alimentato dall’acquisto e dalla ristrutturazione di alloggi da parte di proprietari privati. Le compravendite immobiliari sono crollate di circa il 14% nel 2020 e gli investimenti nel rinnovo dell’8,4%. Nel 2021 gli investimenti nelle ristrutturazioni residenziali beneficeranno del prolungamento dei lavori interrotti o rallentati nel 2020 a causa del lockdown e saranno stimolati dagli incentivi fiscali.
 
Un mercato interessante, che potrebbe contribuire ad alimentare la domanda nel recupero, è quello delle seconde case localizzate nei pressi dei grandi agglomerati metropolitani, prevalentemente in campagna o in media montagna. Questo tipo di seconde case, edificate solitamente negli anni ‘70 e nei primi anni ‘80, possono diventare un rifugio ideale per le famiglie che risiedono in aree metropolitane con scarsa disponibilità di spazi e prezzi elevati delle abitazioni, soprattutto dopo l’esperienza del lockdown e del lavoro e della scuola da casa.
 
Il segmento delle costruzioni non residenziali - continua UNICMI -, alimentato in gran parte dalle nuove costruzioni destinate al terziario avanzato e alle attività commerciali, ha riportato una flessione del -6% nel 2020 e crescerà del 3% nel 2021. I cambiamenti attesi nell’organizzazione del lavoro post pandemia potrebbero comportare una significativa riduzione della domanda di spazi ad uso uffici e commerciali, specialmente nelle aree metropolitane, con conseguenti effetti sui tassi di occupazione e quindi sui futuri investimenti in costruzioni non residenziali. Solo nella seconda metà del 2021 sarà possibile valutare lo scenario di medio periodo.
 

Il mercato dei serramenti e delle facciate continue

Il tasso di variazione dei ricavi nel settore dei serramenti e delle facciate continue è stato del -7,7% nel 2020 e sarà del + 3,9% nel 2021, con una perdita di 368 milioni di euro, su un valore complessivo di mercato di 4,4 miliardi di euro. Nel segmento residenziale sono andate perdute circa mezzo milione di unità finestra.
 
I serramenti in alluminio detengono (in valore) il 36,5% del mercato, seguiti a stretta misura dal PVC (35%) che segna una forte crescita nell’ultimo biennio, quindi dal legno che scende al 28,5%. In termini di volumi venduti (unità finestra) il PVC è il materiale leader di mercato con il 41%, seguito dall’alluminio con il 33% e dal legno con il 26%. Il PVC, rispetto al legno e all’alluminio, continua a crescere e a conquistare quote di mercato per la forte capacità di penetrazione nel segmento del recupero, grazie ad un sistema distributivo capillare ed efficiente ad un rapporto tra prezzo e prestazioni di isolamento termico molto favorevole.
 
I serramenti metallici hanno risentito pesantemente non solo del rallentamento nel mercato delle ristrutturazioni residenziali, ma anche della battuta d’arresto nelle nuove costruzioni, sia residenziali sia non residenziali, dove l’alluminio ha una forte penetrazione. Si consideri che i permessi a costruire nel residenziale nuovo sono calati nel 2020 di oltre il 15% e nel non residenziale del 34%. In questo scenario il mercato italiano dei serramenti metallici, che vale 1.409 milioni di euro, nel 2020 ha perso il 9,2% rispetto al 2019, e nel 2021 crescerà del 2,6%.
 
Il mercato italiano delle facciate continue è rimasto stabile nel 2020 di 548 milioni di euro, e registrerà una crescita del 3,1% nel 2021 grazie alla ripresa delle commesse che avevano subito rallentamenti nel lockdown e alla partenza di lavori pianificati e assegnati nel 2020. Il fatturato realizzato all’estero dai costruttori di facciate continue si è leggermente ridotto passando dal 42,9% al 37,4%.
 

L’impatto degli incentivi fiscali sul mercato del serramento

Gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici hanno contribuito anche nel 2019 a sostenere in modo significativo la domanda di serramenti con un valore da record di 1.750 milioni di euro, grazie anche al contributo del bonus casa. Per il 2020 si stima un significativo ridimensionamento a 1.352 milioni di euro.
 
Gli incentivi sono diventati una componente strutturale della domanda di serramenti, si consideri che poco meno del 40% del fatturato dei costruttori di serramenti metallici è generato da interventi incentivati, e il loro mantenimento è essenziale per accompagnare la modesta ripresa del mercato.
 

Serramenti e facciate continue, il trend di medio periodo

Il mercato continuerà ad essere trainato principalmente dal settore del recupero residenziale, dove gli incentivi fiscali sosterranno la spesa per investimenti. I consumatori, per via della situazione di incertezza economica generale, nonostante la presenza degli incentivi fiscali, continueranno ad orientarsi verso prodotti di fascia media con un buon rapporto tra prezzo e prestazioni d’isolamento. I prodotti premium resteranno confinati ad una parte relativamente minoritaria del mercato.
 
Il settore non residenziale riprenderà il suo trend sulla base delle iniziative promosse negli anni precedenti. Tuttavia, solo nel 2021 si potrà verificare quale sarà stato l’impatto strutturale del COVID sull’organizzazione del lavoro nel settore terziario; se questo dovesse aver fatto scendere il bisogno di spazi, si andrà incontro ad un aumento dello sfitto nel terziario, con conseguente rallentamento delle iniziative immobiliari destinate ad uso uffici e commerciale, e con la caduta della domanda di facciate continue.
 

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