Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Recovery Plan, i Sindaci a Draghi: ‘servono finanziamenti diretti, iter rapidi e personale’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, i Sindaci a Draghi: ‘servono finanziamenti diretti, iter rapidi e personale’
NORMATIVA

Pergotenda, quando può essere realizzata senza permessi

di Paola Mammarella

Il CdS spiega la differenza tra nuova costruzione e struttura leggera con carattere di pertinenza

Commenti 13275
10/02/2021 – In determinati casi, la pergotenda non deve essere considerata come nuova costruzione e può essere realizzata senza permessi. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 840/2021.
 

Pergotenda, il caso

Il caso esaminato dai giudici riguarda un ristorante. Il gestore intendeva installare, nel cortile posteriore del locale, una struttura, tipo “pergotenda”, costituita da sei travi di legno, poste a sostegno di una tenda retrattile in materiale impermeabile.
 
Prima di realizzare l’intervento, aveva ottenuto il via libera della Soprintendenza, che aveva accertato che l’immobile non era sottoposto a vincolo, e depositato la Dia (oggi Scia) per l’avvio dei lavori di ristrutturazione.
 
Il Comune si era però opposto, sostenendo che il lavoro da eseguire si qualificasse come una nuova costruzione.
 

Pergotenda, nessun permesso necessario

I giudici hanno spiegato che in base alla normativa urbanistica e alle disposizioni comunali, si classificano come nuove costruzioni i manufatti leggeri, anche prefabbricati, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, depositi o magazzini, cioè dotati di una propria autonomia funzionale e utilizzati in modo stabile.
 
Al contrario, le strutture leggere, non tamponate lateralmente su almeno tre lati, sono considerate pertinenziali e meramente accessorie rispetto allo stabile cui afferiscono.
 
Secondo il CdS, la struttura non comportava né un aumento del volume e della superficie coperta, né la creazione o modificazione di un organismo edilizio, né l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio, data la sua facile amovibilità.
 
Dal momento che la c.d. pergotenda era stata installata in uno spazio già destinato alla somministrazione di cibi e bevande, i giudici hanno aggiunto che, non comportando un mutamento della destinazione d’uso, l’intervendo non fosse qualificabile come ristrutturazione edilizia.
 
Secondo il CdS, la pergotenda realizzata nel ristorante doveva essere considerata come un elemento di arredo esterno, finalizzato a valorizzare la fruizione degli spazi, quindi non subordinata ad alcun titolo abilitativo.
 

Pergotenda e il glossario dell’edilizia libera

La sentenza, pubblicata nei giorni scorsi, chiude un contenzioso iniziato nel 2012 e ribadisce un orientamento della giurisprudenza, più volte espresso a fronte dei dubi sulla natura dei manufatti temporanei.
 
Tale orientamento nel 2018 è stato ufficializzato con il Glossario dell’edilizia libera, che ha messo a disposizione una tabella con la categoria di intervento a cui appartiene un’opera edilizia e il corrispondente regime giuridico.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui