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Superbonus, non passano la proroga al 2023 e l’estensione a professionisti e imprese
NORMATIVA Superbonus, non passano la proroga al 2023 e l’estensione a professionisti e imprese
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PNRR, OICE: ‘ampliare il superbonus, ridurre il gap infrastrutturale, digitalizzare’

di Rossella Calabrese

Secondo le società di progettazione, servono modalità operative di project management come nel privato, dove tempi e costi non sono variabili indipendenti

Vedi Aggiornamento del 16/04/2021
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Foto: georgerudy © 123RF.com
12/02/2021 - Ampliamento del superbonus, riduzione del gap infrastrutturale, messa in sicurezza del territorio, innovazione energetica e digitalizzazione. 

Sono i principali contenuti delle osservazioni sullo schema di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che l’Associazione delle società di ingegneria e architettura (OICE) ha sottoposto alle commissioni parlamentari che devono rendere i prescritti pareri.
 
Nella consapevolezza che il testo del PNRR sarà profondamente riscritto, il documento, frutto del lavoro di una Commissione interna all’Associazione, pone l’accento sulle priorità e, soprattutto, sul metodo di attuazione degli interventi. Per il Presidente Gabriele Scicolone, “siamo di fronte ad un’occasione storica per il Paese che va colta appieno e con coraggio, andando oltre la programmazione settoriale e seguendo le priorità delineate dall’UE, che guarda alle future generazioni e chiede riforme incisive”.

“Per noi - spiega - le priorità riguardano la necessità di un vasto piano di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio edilizio, con l’ampliamento dell’applicazione del superbonus non solo nei tempi (fino al 2025) ma anche alle attività ricettive e dell’accoglienza, alle attività commerciali integrate in edifici a prevalente funzione abitativa (tipicamente piano negozi in edifici residenziali condominiali), la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico, la riduzione del gap infrastrutturale, lo sviluppo di progetti innovativi nel campo energetico, la digitalizzazione degli asset infrastrutturali e il supporto alle imprese per il mantenimento della propria posizione sul mercato internazionale”.

 
Sul piano del metodo, l’OICE individua nella difficoltà di assicurare i tempi imposti dall’Unione Europea il principale nodo da risolvere: “Non occorre rifarsi tout court al cosiddetto Modello Genova - dice Gabriele Scicolone - perché già oggi, applicando le norme del decreto semplificazioni e prendendo spunto da alcuni esempi virtuosi come le gare Covid per la progettazione e manutenzione degli ospedali, si potrebbe procedere con speditezza”.
 
“Semmai - aggiunge - occorre prendere dall’esperienza dei commissari straordinari ogni elemento utile a snellire la fase approvativa dei progetti e poi definire in una snella legislazione speciale, con regole chiare e precise sulle responsabilità dei soggetti attuatori, a partire da una forte Cabina di regia a livello centrale e per arrivare ai presidi territoriali che attueranno gli interventi, e con dettagliate modalità operative di project management, come accade nel privato ove tempi e costi non sono variabili indipendenti. Per fare tutto ciò ci auguriamo che il nuovo governo si confronti con le forze imprenditoriali, professionali e sindacali con una leale concertazione nell’interesse del Paese e delle future generazioni. Noi ci siamo”.
 

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