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NORMATIVA

Recupero edifici abbandonati, Tar: in Lombardia norme troppo permissive

di Paola Mammarella

‘Mancato rispetto delle prescrizioni sulla riduzione del consumo di suolo’. A decidere sarà la Corte Costituzionale

Vedi Aggiornamento del 26/02/2021
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Foto: kzenon©123RF.com
16/02/2021 – Le norme regionali della Lombardia per il recupero degli edifici abbandonati sono troppo permissive, contrastano con l’obiettivo di riduzione del consumo di suolo e invadono le competenze dei Comuni in materia di pianificazione.
 
È la conclusione cui è giunto il Tar Lombardia con la sentenza 371/2021. A finire nel mirino dei giudici è stato l’articolo 40 bis della LR 12/2005, introdotto dalla LR 18/2019 per incentivare gli interventi di rigenerazione urbana. La norma adesso finirà sotto la lente della Corte Costituzionale.
 

Recupero edifici abbandonati, il caso

Il proprietario di un immobile, situato nel Comune di Milano, ha fatto ricorso al Tar ritenendosi danneggiato dalle norme di attuazione del Piano delle regole del Comune, che lo ha inserito tra gli edifici abbandonati e degradati.
 
Secondo il proprietario, la norma comunale era molto più stringente di quella regionale, cioè dell’articolo 40 bis della LR 12/2005, ma anche in contrasto con essa, che a suo avviso era sovraordinata. Ad esempio, per l’avvio dei lavori di recupero del fabbricato le norme comunali concedevano un termine di 18 mesi e nessun incentivo, mentre la legge regionale prevedeva un termine di 3 anni, l’incremento del 20% o 25% dei diritti edificatori e nessun obbligo di reperimento degli standard.
 

Recupero edifici abbandonati: competenze dei Comuni e consumo di suolo

Il ricorso non è stato accolto dal Tar, che però ha congelato la decisione in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’articolo 40 bis.
 
Secondo i giudici, la norma regionale è esaustiva e lascia ai Comuni solo compiti esecutivi ed attuativi, non salvaguardando il potere di pianificazione comunale e l’interesse ad un assetto ordinato del territorio.
 
Il Tar sottolinea che, pur essendo rimessa al Comune l’individuazione degli immobili abbandonati e degradati, i proprietari possono certificare, con perizia giurata, la sussistenza dei presupposti per poter beneficiare delle agevolazioni dell’articolo 40 bis. Una eventualità che impedisce al Comune una coerente programmazione e genera incertezza in merito all’impatto sul territorio.
 

Secondo i giudici, le agevolazioni concesse dalla norma regionale comporterebbero un aumento del peso insediativo dell’immobile non bilanciato dal reperimento degli standard urbanistici e dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione, ponendosi quindi in contrasto con le prescrizioni regionali sulla riduzione del consumo di suolo
 
La norma regionale, conclude il Tar, incentiva in maniera assolutamente discriminatoria e irragionevole situazioni di abbandono e di degrado, da cui discende la possibilità di ottenere premi volumetrici e norme urbanistiche ed edificatorie più favorevoli rispetto a quelle ordinarie. 
 
Resta ora da attendere la pronuncia ella Corte Costituzionale.
 

Comune di Milano: 'ora tavolo per cambiare la legge regionale'

L'Assessore all'Urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, ha commentato dalla sua pagina Facebook di essere sempre stato convinto che la Legge Regionale sugli immobili abbandonati è sbagliata negli obiettivi e incostituzionale nella forma. 

"Mi dispiace che per far passare questi concetti si sia dovuto attendere un’ordinanza in sede giudiziale - continua il suo post - e che la politica non abbia agito autonomamente per sanare questa indebita ingerenza sulle normative comunali da parte della Regione Lombardia, che peraltro mina l’equo trattamento tra i proprietari favorendo paradossalmente i rischi di abbandono degli immobili. Il recupero non passa certo dal regalare bonus a chi abbandona, non passa certo dal lasciare la possibilità di non far niente per altri 5 anni".

Maran ha quindi reso noto di aver chiesto l’attivazione di un tavolo di lavoro per modificare la Legge Regionale.

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