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AMBIENTE

Transizione ecologica, Cingolani: ‘Italia determinata a trasformare la crisi in opportunità’

di Rossella Calabrese

Il Ministro traccia la strada: affrontare il cambiamento climatico, cambiare il paradigma energetico, rendere le città strategiche per la crescita sostenibile

Vedi Aggiornamento del 12/04/2021
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Roberto Cingolani, Ministro della Transizione ecologica. Foto: minambiente.it
03/03/2021 - Progettare una ripresa che affronti il cambiamento climatico; ristrutturare settori e attività critiche attraverso il Green Deal europeo; investire in tecnologie innovative, infrastrutture intelligenti, sviluppo digitale; fare delle città dei laboratori strategici di crescita sostenibile.
 
Intervenendo i due diversi webinar su temi legati alla crescita sostenibile, Roberto Cingolani, Ministro della Transizione ecologica (nuova denominazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) ha preannunciato le azioni che metterà in campo con il Governo Draghi.
 
 

Transizione ecologica, Cingolani: ‘trasformiamo la crisi in opportunità’

L’Italia - ha affermato Cingolani, nel corso del webinar ‘Verso la COP26: tra ripresa ed ambizione climatica’, organizzato dall’ambasciata italiana a Madrid, assieme al ministero spagnolo per la Transizione ecologica e la sfida demografica (Miteco), all’ambasciata britannica e al Real Instituto Elcano - è determinata a trasformare l’attuale crisi in opportunità, per garantire che le misure di ripresa affrontino il cambiamento climatico, ripristinando al contempo la crescita e creando posti di lavoro”.
 
“Il Ministero - ha proseguito - si sta ristrutturando con un portafoglio ampliato e il nuovo nome di ministero per la Transizione ecologica”. “Il Green Deal europeo è lo strumento chiave per ristrutturare settori e attività critiche, e accelerare la transizione verso economie a basse emissioni, resistenti al clima ed efficienti nell’uso delle risorse in modo giusto e inclusivo, un grande cantiere, in linea con l’accordo di Parigi e l’Agenda 2030”.
 
“In quest’ottica - ha aggiunto - il governo sta lavorando per un “cambiamento sostanziale del paradigma energetico italiano”, che sarà principalmente guidato da investimenti in tecnologie innovative, infrastrutture intelligenti, sviluppo digitale.
 
Cingolani ha poi spiegato quali saranno le principali aree di lavoro:
- una forte riduzione della domanda di energia, legata in particolare a un calo dei consumi nella mobilità privata oltre che nel settore civile;
- un cambiamento radicale del mix energetico a favore delle rinnovabili, unito a una profonda elettrificazione degli usi finali e alla produzione di idrogeno;
- un aumento dell’assorbimento garantito dalle aree forestali (compresi i suoli forestali) attraverso una gestione sostenibile, il ripristino delle aree degradate e la riforestazione.
 
 

Transizione ecologica, l’urbanizzazione è un’opportunità

Nel corso del webinar ‘#Youth4ClimateLiveSeries’ - ideato dal Ministero in collaborazione con Connect4Climate-World Bank Group e l'Ufficio dell'Inviato del Segretario Generale per i Giovani -, il Ministro Cingolani ha aperto una riflessione sul ruolo delle città, strategiche per la crescita sostenibile.
 
“Considerato che più della metà della popolazione mondiale vive oggi in città - ha affermato -, gli agglomerati urbani diventano motori chiave per un futuro climatico sostenibile, resiliente e prospero; l’urbanizzazione rappresenta un’opportunità, le città attraggono talenti e investimenti, la concentrazione di persone favorisce un più rapido sviluppo di conoscenze, e un più alto grado di innovazione nello sviluppo di infrastrutture sempre più smart e digitali”.
 
“Ma ogni azione ha dei costi e ogni moneta ha due facce - ha aggiunto -: l’urbanizzazione non è solo uno stimolo di benessere e conoscenza; dobbiamo garantire un impatto minore sul pianeta. Se questo processo avviene troppo velocemente e senza regole o controllo potrebbe diventare catalizzatore di disuguaglianze sociali e ambientali e di degrado”.
 
Il fenomeno dell’urbanizzazione - ha spiegato il Ministro - mostra “il paradosso del progresso umano: ogni avanzamento nelle tecnologie risolve problemi specifici ma nel lungo periodo potrebbe generarne altri. È per questo che abbiamo bisogno di sviluppare una capacità di prevenzione e basata sulla visione di una sostenibilità di lungo termine”.
 
“La presidenza del G20 si è mossa su questa linea - ha concluso Cingolani -. Il nostro programma si focalizza sul ruolo delle città come laboratori strategici di crescita sostenibile, combinando la transizione energetica alle azioni per il clima verso uno scenario di zero emissioni nette”.
 

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