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Sismabonus 110% anche per interventi di riparazione o locali
RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110% anche per interventi di riparazione o locali
FOCUS

VMC abbinata alla deumidificazione, quando realizzarla?

di Rosa di Gregorio

Un progetto di riqualificazione energetica che punta al Superbonus 110% senza tralasciare aspetti fondamentali come la qualità dell’aria

Vedi Aggiornamento del 08/04/2021
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Foto: progetto di riqualificazione energetica© SFP TECH
31/03/2021 - In questa pandemia è emerso che il controllo ambientale indoor è una delle soluzioni più efficaci per fronteggiarla. Qualità e ricambio dell’aria sono diventati argomenti molto discussi su vari fronti, come quello sanitario e tecnico – progettuale.
 
Una scarsa qualità dell’aria ha conseguenze sia sull’edificio che sulla salute delle persone. Si parla, infatti, di “sindrome dell’edificio malato” (Sick Building Syndrome, SBS).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) nelle “Guidelines for Indoor Air Quality: dampness and mould” del 2009, indica in 10 l/s la quantità d’aria nuova da garantire per persona per ridurre i sintomi dell’edificio malato e raggiungere i minimi requisiti di comfort abitativo.
 
A fornirci questi dati è stata Pluggit, azienda del gruppo Soler & Palau, che attraverso le parole dell’ing. Michele Cagol, aggiunge: “La qualità dell’aria è diventata un aspetto imprescindibile per il raggiungimento di una condizione di benessere in ambienti confinati, siano essi in ambito residenziale o lavorativo.
 
Nel contesto edilizio residenziale odierno, la qualità dell’aria è principalmente garantita da un corretto ricambio dell’aria (unico modo per diluire gli inquinanti presenti negli ambienti confinati).
 
Aerazione, ventilazione naturale e ventilazione meccanica controllata (VMC) sono i modi per poter garantire il corretto ricambio d’aria sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni.
 
Quando si interviene su un edificio esistente, con l’obiettivo di riqualificarlo energeticamente, il ricambio dell’aria diventa ancor più importante. Perché, in questo caso, tutti gli interventi hanno l’obiettivo di rendere l’edificio più performante e in grado di non disperdere l’energia consumata per riscaldarlo e/o condizionarlo. Di conseguenza, vengono minimizzate aerazione e ventilazione naturale, perché causa di dispersione di energia.
 
Riducendo aerazione e ventilazione naturale, bisogna bilanciare il corretto ricambio d’aria con la VMC.”
 
 
Foto: progetto di riqualificazione prima e dopo © SFP TECH
 
Riqualificazione energetica e la necessità della VMC
Con l’avvio dei nuovi incentivi fiscali, primo fra tutti il Superbonus 110%, gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente si stanno diffondendo su tutto il territorio italiano.
 
Con la descrizione del progetto di ristrutturazione di primo livello di un edificio ad uso residenziale, condiviso da Pluggit, capiremo nel dettaglio perché è importante, in questo contesto di opere, considerare la VMC come uno degli impianti necessari a garantire il corretto comfort abitativo.
 
Il progetto, a cura Ing. Fiori dello studio SFP TECH, oltre alla riqualificazione energetica dell’edificio, consiste anche in un limitato ampliamento volumetrico.
La sfida è quella di “trasportare” l’immobile dall’attuale classe G alla classe A4 (la piu’ alta possibile), usufruendo della detrazione fiscale del Superbonus Ecobonus 110%.
 
Alla luce di questo, verranno realizzati i seguenti interventi:
- sostituzione del generatore di calore esistente con impianto termico in pompa di calore;
- sostituzione dei terminali di emissione esistenti costituiti da radiatori con pannelli radianti a pavimento;
- realizzazione di un cappotto delle pareti verticali;
- coibentazione dell’estradosso del sottotetto e rifacimento della copertura;
- sostituzione dei serramenti;
- installazione di impianto fotovoltaico con batteria di accumulo;
- realizzazione della ventilazione meccanica controllata abbinata alla deumidificazione.
 
I lavori edili, relativi alle modifiche interne e non riguardanti il risparmio energetico, saranno realizzati come ristrutturazione edilizia con detrazione fiscale al 50%; mentre, i lavori riguardanti l’ampliamento non saranno soggetti a nessuna detrazione fiscale.
 
Attualmente il cantiere è stato avviato, ma la posa degli impianti termoidraulici, che sarà a cura della Fiori Geom Oreste Srl , non è ancora iniziata.
 
 
Foto: progetto di riqualificazione classe energetica prima e dopo © SFP TECH
 

VMC abbinata alla deumidificazione, quando serve?

“Il nuovo impianto radiante funzionerà sia in modalità riscaldamento che in modalità raffrescamento.
 
In regime normale l’umidità prodotta dai cicli domestici può essere gestita in modo efficace dalla sola ventilazione meccanica controllata; invece, in presenza di impianto radiante freddo, che esige un controllo puntuale dell’umidità, la sola VMC non può essere ritenuta sufficiente.
 
Per rispondere, contemporaneamente, alle esigenze di:
- ventilazione meccanica controllata con recupero di calore;
- corretto ricambio d’aria per 12 mesi all’anno;
- deumidificazione estiva legata alla presenza di un impianto radiante freddo;
 è stato necessario abbinare alla VMC anche la deumidificazione” ha affermato Pluggit.
 
“Verrà installato  Pluggit ADH500un apparecchio caratterizzato dalla presenza di un recuperatore entalpico e di gruppo di deumidificazione importante.
 
Nei mesi estivi, l’impianto di deumidificazione abbinato al sistema radiante freddo, in presenza della VMC deve deumidificare soprattutto l’aria nuova che arriva dall’esterno.
Il recuperatore entalpico, oltre a scambiare la parte sensibile dell’aria, ovvero il calore, scambia anche la parte latente, nella fattispecie il vapore acqueo, trasferendo l’umidità dall’aria col contenuto più elevato a quella col contenuto più basso.
 
Questo significa che in regime estivo, nel quale è l’aria esterna ad avere il contenuto maggiore di umidità, nel passaggio attraverso lo scambiatore si ha già un primo effetto di deumidificazione pari a quasi il 30% del lavoro totale.
 
Recuperatore entalpico e gruppo di deumidificazione importante fanno si che l’apparecchio possa lavorare efficacemente in deumidificazione anche in assenza di ricircolo, garantendo comunque elevate capacità di condensazione, nel caso in esame fino a 61,9 l/giorno.
 

Foto: distribuzione planimetrica impianto VMC © SFP TECH
 

Il sistema di distribuzione ed estrazione dell’aria

La distribuzione dell’aria di mandata negli ambienti nobili (soggiorno, camere, zona pranzo e studio) e l’estrazione dell’aria viziata dagli ambienti cosiddetti “sporchi” (cucina, bagni, lavanderia, guardaroba) è del tipo a collettori con condotto tondo calpestabile (De75/Di63 MPL75 di Pluggit) posato nel massetto a pavimento.
 
Anche la distribuzione del ricircolo (utilizzato in regime di deumidificazione e integrazione) è del tipo a collettori con condotto tondo; è stato scelto di avere una griglia di ricircolo in ognuno dei tre piani trattati, posizionata in una zona centrale di ogni piano.
 
I collettori BVKC6 e BVKC10 di Pluggit sono in acciaio zincato, isolati internamente con materassino termoacustico.
 
La scelta della posizione delle bocchette di mandata e di estrazione è stata fatta secondo il principio della ventilazione diffusiva e trasversale: aria immessa in ambiente a bassa velocità per evitare rumorosità e correnti d’aria e lavaggio ottimale degli ambienti garantito da un posizionamento trasversale delle mandate rispetto alle estrazioni.
 
Le bocchette utilizzate sono le BPLG di Pluggit, in ABS nero, con attacco condotto BPLA modulare laterale o posteriore utilizzabile sia con condotto De75 che con condotto De90. La griglia BPL152 di Pluggit scelta è in acciaio verniciato bianca e viene utilizzata sia in mandata che in estrazione e ricircolo, dove viene previsto anche un filtro di protezione.
 
Il condotto di presa aria esterna e di espulsione è di tipo flessibile preisolato e fonoassorbente.
 
Visualizza l'esecutivo della VMC con deumidificazione ©SFP TECH

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