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LAVORI PUBBLICI

Asili nido e centri per la famiglia, 700 milioni di euro per i Comuni

di Rossella Calabrese

Pubblicato l’elenco dei 2.500 enti destinatari e i criteri da seguire per progettare messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione

Vedi Aggiornamento del 24/03/2021
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Foto: Flickr ItaliaSicura
22/03/2021 - Via libera ai progetti per mettere in sicurezza, riqualificare o costruire asili nido e centri polifunzionali. Sul piatto ci sono 700 milioni di euro destinati a circa 2.500 tra Comuni capoluogo di provincia e Comuni caratterizzati da vulnerabilità sociale e materiale.
 
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 30 dicembre 2020 che disciplina la presentazione delle richieste di contributo e i criteri di riparto delle risorse, a valere su un plafond di 700 milioni di euro per il quinquennio 2021-2025, e individua i Comuni destinatari della misura (Allegato al decreto).
 
Ciascun Comune potrà fare richiesta di contributo per un massimo di due progetti di costruzione, ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per la famiglia ma anche di riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati.

Il DPCM indica in modo dettagliato le caratteristiche dei progetti: gli asili nido e le scuole dell’infanzia devono avere spazi ludico-creativi, laboratori didattici, spazi di socialità e di gioco all’aperto; i centri per la famiglia devono essere dotati di spazi dedicati all’accoglienza, spazi ludico-creativi, spazi per l’allattamento, spazi per il sonno, giardino, cortile o terrazzo.
  
Per la valutazione dei progetti, il DPCM fissa i criteri. Tra i più premianti ci sono: un livello avanzato di progettazione, la nuova costruzione o la ristrutturazione (piuttosto che il miglioramento sismico o energetico), l’assenza di strutture analoghe nel territorio, la quota di cofinanziamento comunale. Il contributo erogabile a ciascun intervento non può superare i 3 milioni di euro.
 
Entro il 29 marzo 2021 (10 giorni dalla pubblicazione del DPCM), il Ministero dell’Interno pubblicherà il modello che i Comuni dovranno utilizzare per la presentazione della domanda nonché l’avviso con i termini.
 
I comuni beneficiari, gli interventi ammessi a finanziamento ed il relativo importo saranno resi noti entro il 16 giugno 2021 (90 giorni dalla pubblicazione del DPCM). Il DPCM indica i termini di affidamento dei lavori che i Comuni dovranno rispettare, differenziati sulla base dell’importo. Una apposita cabina di regia monitorerà lo stato di realizzazione dei progetti.
 
 

Il Fondo ‘Asili nido e scuole dell’infanzia’ da 2,5 miliardi

Le risorse arrivano dal Fondo ‘Asili nido e scuole dell’infanzia’ da 2,5 miliardi di euro (100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034) istituito dalla Legge di Bilancio 2020 per finanziare messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali.

A tal fine sono stati individuati come destinatari del Fondo i Comuni con indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) superiore o uguale a 100 e i Comuni capoluogo di provincia.
 
A ottobre 2020, in sede di Conferenza Unificata, l'ANCI ha chiesto e ottenuto che il 60% delle risorse fosse attribuito ai comuni capoluogo di provincia ed il 40% agli altri comuni.
 
Il DPCM assicura che l’assegnazione rispetta la clausola del 34% alle Regioni del Sud che - lo ricordiamo - impone di assegnare gli stanziamenti ordinari in conto capitale almeno proporzionalmente alla popolazione residente (al Sud risiede il 34% della popolazione italiana), al fine di ridurre i divari territoriali.
 
Restiamo in attesa di verificare in che modo i criteri applicati alla ripartizione di questo Fondo (60%/40% capoluoghi / tutti gli altri Comuni e il 34% alle Regioni del Sud) contribuiranno alla finalità del Fondo stesso che è quella di rimuovere gli squilibri economici e sociali.
 

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