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Nuovo Testo Unico Edilizia, passi avanti per la proposta di legge
NORMATIVA Nuovo Testo Unico Edilizia, passi avanti per la proposta di legge
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Il superbonus 110% farà crescere di 16,64 miliardi di euro il valore aggiunto del Paese nel 2020-2022

di Rossella Calabrese

Studio Luiss Business School e OpenEconomics su ipotesi di spese per 8,75 miliardi di euro. Costo per lo Stato pari a 811 milioni di euro in 10 anni

Vedi Aggiornamento del 23/04/2021
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Foto: gajus © 123rf.com
12/03/2021 - Se nel periodo 2020-2022 il superbonus 110% farà crescere di 8,75 miliardi di euro la spesa per edilizia abitativa, il valore aggiunto complessivo del Paese aumenterà di 16,64 miliardi di euro.
 
Lo hanno calcolato Luiss Business School e OpenEconomics che hanno stimato a livello preliminare l’impatto macroeconomico del Superbonus del 110% sulle spese per interventi antisismici e di efficientamento energetico sugli edifici. La stima è stata condotta utilizzando un modello computazionale di equilibrio economico generale sviluppato da OpenEconomics.
 
L’impatto macroeconomico del superbonus è stato misurato separatamente per il periodo di vigenza delle detrazioni e per gli 8 anni successivi. Inoltre, è stato stimato l’effetto dell’incremento di valore del patrimonio abitativo e dei risparmi energetici e si è tenuto conto della cessione del credito d’imposta.
 
Lo scenario considerato - spiegano gli autori - è coerente con le previsioni del Rapporto curato dalla Camera dei Deputati in collaborazione con il CRESME, pubblicato a novembre 2020 e ipotizza che l’incremento della spesa per edilizia abitativa coincida con l’ammontare delle detrazioni fiscali utilizzate.
 

Superbonus 110%: valore aggiunto +16,64 miliardi in 3 anni

Su queste ipotesi, OpenEconomics ha stimato in via preliminare che, nello scenario considerato di un incremento delle spese edilizie di 8,75 miliardi di euro, si registrerebbe un incremento del valore aggiunto complessivo del Paese di 16,64 miliardi nel periodo di attuazione del provvedimento (ai quali si potrebbero aggiungere 1,91 miliardi nell’economia sommersa).
 
Questo incremento - spiegano - sarebbe il risultato della mobilitazione di risorse a seguito dell’incremento di domanda aggregata causato dal provvedimento. A tale incremento si sommerebbe un ulteriore incremento di 13,71 miliardi negli 8 anni successivi (oltre a 1,35 miliardi nell’economia sommersa) come risultato dei benefici prodotti dai progetti realizzati, che presenterebbero un rendimento significativo.
 
Anche se i risultati delle simulazioni sono incoraggianti - avvertono gli autori dello studio -, è opportuno rilevare che, per un dato incremento di spesa, le stime di breve termine sono più attendibili a differenza di quelle di lungo termine, che sono più difficili da valutare, anche perché dipendono dall’efficienza dei progetti che verranno realizzati.
 
 

Superbonus 110%: costo per lo Stato di 811 milioni in 10 anni

Questa considerazione prudenziale va ad aggiungersi a quella, già citata, che riguarda la dimensione dell’incremento della spesa per edilizia abitativa. Nel decennio, l’impatto netto attualizzato del provvedimento sul disavanzo pubblico sarebbe negativo per 811 milioni di euro, come risultato di un’espansione del gettito di 3,94 miliardi nel periodo di vigenza delle detrazioni, grazie alle maggiori entrate generate dalla crescita del valore aggiunto, seguita da una contrazione netta di 4,75 miliardi negli 8 anni successivi, dovuta a un maggiore gettito di 3,58, da un lato, e una riduzione di entrate per effetto delle detrazioni fiscali di 8,33, dall’altro.
 
Tale stima deve tuttavia essere letta con cautela non solo per l’incertezza che riguarda l’incremento della spesa per edilizia abitativa, ma anche perché a fronte di un determinato importo delle detrazioni, che ha un riscontro quantitativo ben preciso sul disavanzo pubblico, la variazione delle entrate dovuta all’espansione del valore aggiunto è incerta, in quanto legata ai risultati della simulazione.
 
È opportuno anche sottolineare - aggiungono - che l’analisi ha messo in rilievo un effetto significativo sull’economia sommersa e che tale effetto potrebbe tradursi in significativi benefici conseguenti all’emersione di base fiscale.
 
Le simulazioni effettuate considerando altri scenari mostrano che, all’interno di un intervallo di valori contenuto tra 8 e 18 miliardi di euro, l’effetto del provvedimento è sostanzialmente lineare: un incremento doppio della spesa per edilizia abitativa determinerebbe un impatto doppio sul valore aggiunto.
 

Fraccaro: ‘speriamo in una proroga almeno al 2023’

“È arrivata un’ulteriore autorevole conferma sul fatto che il superbonus ha effetti positivi sulla crescita economica e insieme un ritorno positivo anche per le casse dello Stato”. Lo afferma Riccardo Fraccaro, ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e promotore del superbonus.
 
“Questo conferma che investire risorse sul settore dell’edilizia e della riqualificazione degli edifici nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale genera un effetto espansivo davvero considerevole” - aggiunge Fraccaro. “Inoltre, lo studio calcola che l’impatto netto complessivo sulle finanze pubbliche sarà pari solo a -811 milioni di euro”. 
 
“Fa enorme piacere vedere che un’Università così autorevole certifichi la bontà di una proposta che sta sfidando molti paradigmi sul ruolo dello Stato nell’economia e sull’utilizzo dei bonus fiscali per favorire la transizione verso un modello economico più sostenibile. Speriamo quindi che tutti si convincano sulla necessità di prorogare la norma almeno fino a tutto il 2023” - conclude.
 

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Altri commenti
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Idrosyan

Sempre belle queste notizie ottimistiche sul Superbonus, ma un po' di realtà dei fatti non guasterebbe. Un paio di esempi? Regole non ancora chiare, casistiche variegate senza risposte, professionisti che non si trovano più, imprese (in gamba) che non si trovano più, materiali edili che stanno per finire, serramentisti che già chiariscono di non poter produrre più di un certo numero di pezzi, disonesti che stanno proponendo materiali con lambda quasi zero, gente convinta di spendere zero euro, imprese appena nate con dubbia professionalità e legalità. L'economia non si rilancia con misure populiste di questo tipo, ma essendo made in 5stelle non potevamo aspettarci qualcosa di ben ragionato.


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