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NORMATIVA

Piano Casa Sardegna, scontro tra Governo e Regione sull’ampliamento degli immobili condonati

di Paola Mammarella

Il Governo impugna la legge regionale con la proroga delle misure straordinarie per l’edilizia al 31 dicembre 2023

Vedi Aggiornamento del 29/03/2021
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Foto: www.governo.it
25/03/2021 –Il Piano Casa della Sardegna è sotto la lente della Corte Costituzionale: il Governo ha impugnato la Legge Regionale 1/2021, la norma che ha prorogato al 31 dicembre 2023 il nuovo Piano Casa regionale (LR 8/2015) e ha introdotto la possibilità di ampliare anche la parte condonata degli immobili.
 

Piano Casa Sardegna, le nuove misure

La LR 1/2021 consente la realizzazione di interventi edilizi in deroga non solo alla pianificazione urbanistica comunale, ma anche a quella paesaggistica, e l’ampliamento degli edifici su cui sono stati realizzati abusi edilizi.
 
Secondo la norma impugnata, i volumi oggetto di condono edilizio sono computati nella determinazione del volume urbanistico cui parametrare l’incremento volumetrico.
 
La legge regionale precede anche una tolleranza edilizia del 5% invece del 2% stabilito dal testo Unico dell’edilizia. Gli immobili realizzati con un permesso precedente all’entrata in vigore del Piano Casa, che presentino irregolarità entro il 5% dalle previsioni progettuali, possono essere considerati in regola e beneficiare delle premialità volumetriche del Piano Casa.
 
Il Piano casa prevede ampliamenti volumetrici fino al 25% (prima era il 20%) per un massimo di 90 metri quadri (prima erano 70). Sono introdotte agevolazioni maggiori anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione, come la possibilità di ricostruire l’edificio demolito in un altro lotto urbanistico, purchè appartenente alla stessa lottizzazione.
 
La Legge regionale consente inoltre agli imprenditori agricoli professionisti i cambi di destinazione d’uso per la realizzazione di fabbricati residenziali nelle aree agricole situate nella fascia di 1000 metri dalla linea di battigia.
 
È consentita la cessione dei crediti volumetrici a immobili dello stesso complesso edilizio, situati ad una distanza non superiore a 300 metri, o ricadenti in diversi comparti appartenenti alla stessa lottizzazione. In questi casi, l’ampliamento non può essere superiore al 50% della volumetria legittimamente realizzata.
 

Piano Casa Sardegna, l’impugnativa del Governo

Il Governo nell’impugnativa ha affermato che, consentendo l’ampliamento dei volumi realizzati abusivamente e poi sanati, si “ha l’effetto dirompente di capovolgere il principio statale, posto alla base del Piano Casa, in base al quale gli abusi edilizi, benché oggetto di sanatoria, non sono mai computabili ai fini di ottenere premialità edilizie su quei volumi, pur sempre frutto di attività illecita”. L’effetto generato dalla disposizione è l’incremento dell’edificazione anche in aree vincolate paesaggisticamente, nelle quali esiste il divieto di sanatoria ex post.
 
Per quanto riguarda le tolleranze edilizie, il Governo nell’impugnativa sostiene che “l'ampliamento dell'area delle tolleranze edilizie comporta anche l'effetto di depenalizzare abusi edilizi, con conseguente violazione anche della potestà esclusiva dello Stato in materia di ordinamento penale”.
 

Secondo il Governo, inoltre, la potestà legislativa regionale deve essere esercitata in armonia con la Costituzione e con i princìpi dell’ordinamento giuridico, quindi non può esulare dal rispetto del Codice dei Beni ambientali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004). La Regione, infatti, pur avendo competenza legislativa esclusiva in materia di governo del territorio, perché a Statuto speciale, non ha competenza legislativa primaria in materia di tutela del paesaggio. Il Governo ha sottolineato che la Regione nel 2018 ha sottoscritto un Disciplinare con cui si è impegnata al coinvolgimento dello Stato “nel delineare la disciplina di tutela non solo dei beni paesaggistici vincolati, bensì di tutti i paesaggi”.
 
Il Governo ha osservato che, nonostante questo quadro normativo, il Piano Casa deroga al piano paesaggistico regionale, che non è derogabile. Per esempio, la disposizione che consente agli imprenditori agricoli i cambi di destinazione d’uso non si attiene alla densità fondiaria di mc. 0,03 per mq specificamente prevista per le abitazioni dal DM 1444/1968.
 
 
Resta ora da attendere la pronuncia della Corte Costituzionale.
 

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