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PROFESSIONE

Professionisti e Partite Iva, bonus minimo di 1000 euro

di Rossella Calabrese

Il contributo del Decreto Sostegni è proporzionale al fatturato e alle perdite subìte. Dal 30 marzo le domande all’Agenzia delle Entrate

Vedi Aggiornamento del 30/03/2021
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Foto: VIKTOR Zadorozhniy © 123rf.com
23/03/2021 - Al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza, sarà riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di partita IVA, che svolgono attività di impresa, arte o professione.
 
Lo prevede il Decreto-Legge Sostegni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi. Il costo della misura è stimato in 11 miliardi e 150 milioni di euro per l’anno 2021.

Il primo requisito per ottenere il contributo è quello di aver perso nel 2020 almeno il 30% del fatturato/corrispettivo rispetto alla media mensile del 2019. Non è prevista alcuna limitazione settoriale o di classificazione Ateco delle attività economiche.
 
Per determinare l’importo del contributo spettante a ciascun soggetto, il decreto individua 5 fasce di ricavi/compensi:
1. fino a 100mila euro;
2. superiori a 100mila e fino a 400mila euro;
3. superiori a 400mila e fino a 1 milione di euro;
4. superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro;
5. superiori a 5 milioni e fino a 10 milioni di euro.
 
Chi si trova nella prima fascia (ricavi/compensi fino a 100mila euro), avrà diritto ad un bonus pari al 60% della differenza tra il fatturato/corrispettivo medio mensile del 2020 e quello del 2019. Per chi è nella seconda fascia, la percentuale scende al 50%, e così via al 40%, 30% e 20%.
 
Sintetizzando:
Fascia 1: fino a 100mila euro > 60% della perdita mensile media 2020 su 2019;
Fascia 2: tra 100mila e 400mila euro > 50% della perdita mensile media 2020 su 2019;
Fascia 3: tra 400mila e 1 milione di euro > 40% della perdita mensile media 2020 su 2019;
Fascia 4: tra 1 milione e a 5 milioni di euro > 30% della perdita mensile media 2020 su 2019;
Fascia 5: tra 5 milioni e 10 milioni di euro > 20% della perdita mensile media 2020 su 2019.
  


Professionisti e Partite Iva, bonus minimo di 1000 euro

Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, la perdita mensile media va calcolata sui mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.
 
Per tutti i soggetti, compresi quelli che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2020, l’importo del contributo non può superare i 150mila euro e non può scendere sotto i 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
 
Il contributo è erogato attraverso bonifico bancario ma il beneficiario può scegliere di ottenerlo sotto forma di credito di imposta da utilizzare in compensazione tramite F24.
 


Professionisti e Partite Iva, come richiedere il bonus

Per ottenere il bonus, bisognerà presentare istanza telematica all’Agenzia delle Entrate seguendo le indicazioni fornite con il Provvedimento del 23 marzo 2021.

A partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio le richieste andranno inviate, anche avvalendosi di un intermediario, tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate o mediante la piattaforma web messa a punto dal partner tecnologico Sogei, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia.

Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l’istanza. In particolare, in caso di esito positivo, le Entrate comunicheranno l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento dello stesso come credito d’imposta nel caso di tale scelta) nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” - sezione “Contributo a fondo perduto - Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.
 

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Altri commenti
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Lorenzo

Fatemi capire cari Consigli Nazionali degli Ordini Professionali, che continuate a non difendere chi veramente è in difficoltà e sarà veramente costretto ad inventarsi un nuovo lavoro per campare. Chi ha fatturato 100.000€ nel 2019 e 70.000€ nel 2021 avrà un ristoro di 1500x12=18.000€, mentre il piccolo libero professionista, già in difficoltà nei periodi normali, che disgraziatamente si è trovato a fatturare 10.000€ nel 2019 e 8.000€ nel 2020 (magari fatturando lavori arretrati, tipico per i piccoli professionisti, che vengono pagati a distanza di molto tempo sia dai privati che dalla PA) starà al palo. Complimenti vivissimi, sempre più inutili è inefficienti a farmi valere nelle istituzioni politiche, a far capire che i liberi professionisti sono delle partite IVA particolari, che non si possono assimilare alle altre partite IVA di lavoratori autonomi (piccole e medie imprese).