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PROGETTAZIONE

Recovery Plan, l’Agenzia del Demanio propone il progetto Hope Campus

di Paola Mammarella

Nell’area vasta di Tor Vergata la ‘Silicon Valley’ italiana con una Città della conoscenza e un grande distretto tecnologico

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Foto: france68 ©123RF.com
22/03/2021 – La Silicon Valley italiana potrebbe nascere dall’opera di riqualificazione e valorizzazione dell’area di Tor Vergata a Roma. È l’obiettivo del progetto Hope Campus che l’Agenzia del Demanio vorrebbe far inserire nel Recovery Plan.
 

Hope Campus, l’area del progetto dell’Agenzia del Demanio

L’iniziativa coinvolge una vasta area che versa in stato di sostanziale abbandono. L’area, che sarà assegnata all’Agenzia del Demanio dalla Legge di Bilancio 2021, si estende per circa 80 ettari e si presta alla tessitura di una strategia di rigenerazione e innovazione urbana, che potra rarre spunto dagli studi dei professori Arnaldo D’amico e Roberto Petronzio, Enrico Giovannini, oggi Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Antonella Canini, Franco Romeo e Cesare Mirabelli. Le idee dovranno essere coordinate e messe a sistema con alcune azioni già messe in campo dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma.
 
Secondo l’Agenzia del Demanio, l’intervento si presta ad avviare un intervento organico di sviluppo urbanistico e socio-economico a forte impatto territoriale ed ambientale. L’intento è avviare il dibattito pubblico e promuovere il partenariato pubblico-privato, aperto anche a istituzioni internazionali coerenti con le potenzialità del progetto.
 
Secondo l’Agenzia del Demanio, il progetto valorizzerebbe uno dei quadranti urbani di maggiore interesse su scala europea, che presenta una spiccata vocazione alla crescita di Roma, sia in risposta alle esigenze locali, che in funzione dello sviluppo di elementi e di asset del livello consono al rango di una delle grandi capitali europee.
 
L’area è situata in prossimità di rilevanti strutture di ricerca quali la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e laboratori dell’Ente Nazionale per le Energia Alternativa (ENEA), e si proietta lungo la direttrice che muove dal Centro Universitario esistente verso la direzione del polo di ricerca avanzata e di innovazione di Frascati, dove gravitano Istituzioni di ricerca internazionale come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), lo European Space Research Institute (ESRIN) l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nonché le principali infrastrutture di ricerca dell’ ENEA.
 
Inoltre, nelle adiacenze del comparto urbano interessato insiste il polo industriale e tecnologico tiburtino dove hanno sede molte industrie di eccellenza, tra cui alcune aziende del Gruppo Leonardo e del settore aerospazio, difesa, sicurezza e alta tecnologia.
 

Hope Campus, la Silicon Valley italiana

L’idea progettuale, proposta dall’Agenzia del Demanio, prevede la creazione di un sistema ad alto valore aggiunto, determinabile mediante l’integrazione e la circolazione di eccellenti capacità e competenze oggi già presenti o localizzabili nell’area, particolarmente in grado anche di declinare la pregiata tradizione di studi e ricerche avanzate in molti settori, tra cui quello dello sviluppo sostenibile, della trasformazione ecologica e digitale, della biologia, della biodiversità, della genetica e della sanità. 
 
In estensione alle sedi dell’Università e del Policlinico di Roma Tor Vergata è possibile concepire un progetto organico, comprendente la realizzazione di una reale Città della Conoscenza, l’eventuale istituzione di un Politecnico, la promozione di un distretto per lo sviluppo di incubatori di impresa innovativa e per la diffusione dei processi di trasferimento tecnologico a beneficio del tessuto imprenditoriale, il completamento e la funzionalizzazione delle strutture sportive e nuove soluzioni di collegamento e mobilità sostenibile, come la realizzazione di un tratto di metropolitana di superficie connesso alla rete metropolitana.
 
L’Agenzia del Demanio si è detta pronta a mettere in campo la propria Struttura Nazionale di Progettazione per la realizzazione di una “Silicon Valley” italiana. Per questo sta analizzando gli scenari di rifunzionalizzazione e utilizzo per la progettazione e verifica di fattibilità tecnico-economica del futuro Hope Campus. Nell’idea dell’Agenzia, il nuovo campus potrà ospitare anche nuovi avanzati laboratori e infrastrutture di ricerca, da utilizzare con logiche di fruizione condivisa pubblico-privata. Durante l’emergenza sanitaria ed economica, la carenza di questi strumenti è risultata evidente. 
 
“L’area merita la proposizione e l’attuazione di un grande progetto di riqualificazione e sviluppo, da sottoporre al più ampio dibattito e concertazione degli Organi accademici e territoriali interessati. Si tratta comunque di una operazione dalle potenzialità straordinarie che, per la sua vocazione e rilevanza, può essere degna di essere considerata ed analizzata dalle competenti Autorità politiche in sede di programmazione economica generale del Governo, nonché Regionali e territoriali, nell’ambito delle possibili progettualità che sono in corso di valutazione per la messa a punto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

L’idea della realizzazione dell’Hope Campus si ispira e rende onore alle parole che nel 2000 San Giovanni Paolo II pronunciò in questi luoghi durante il memorabile raduno e Giornata Mondiale della Gioventù, incitando i giovani a non avere paura del futuro e a sentirsi il vero “sale della terra” e “luce del mondo”, mettendo a giusto frutto i talenti per non subire, ma rendersi protagonisti di uno sviluppo più attento alla maturazione di una personalità individuale autorevole, libera e consapevole e di una fraternità basata su un equilibrato progresso della conoscenza e di un modello di impresa a valore aggiunto e “dal volto umano” – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Antonio Agostini – Convinto che la consegna di idee e progetti importanti potrà vivere grazie alle Istituzioni tenute a svilupparli”.
 

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