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LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, i Sindaci a Draghi: ‘servono finanziamenti diretti, iter rapidi e personale’
FOCUS

Ristrutturare i balconi, un’occasione per riqualificare la facciata

di Rosa di Gregorio

Dal parapetto all’aggetto, decori compresi, approfittando del Bonus facciate o del Bonus ristrutturazioni è possibile rendere il balcone uno spazio confortevole, sicuro e bello

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Foto: ristrutturazione facciata ©Faraone
02/04/2021 - Il balcone, per definizione, è un elemento della costruzione in aggetto che si sviluppa orizzontalmente ed è praticabile. Il lungo periodo di lockdown, il lavoro da remoto, la DAD ecc. hanno incrementato l’uso di questo spazio. Pertanto, al concetto di praticabile si aggiunge anche quello di abitabile, ovvero un balcone dovrebbe essere sicuro e salubre.
 
Uno studio del 2020, pubblicato sulla rivista Condominio Sostenibile e Certificato, ha evidenziato che un’alta percentuale di balconi, in condomini antecedenti agli anni ’90, verte in uno stato di fatto non a norma.
 
Opportunità come gli incentivi fiscali del Bonus facciate e del Bonus ristrutturazioni possono essere una preziosa occasione per riqualificare e migliorare lo stato di conservazione delle facciate.
 
 Foto: rottura parapetto e caduta nel vuoto©Faraone
 

Ristrutturare i balconi, cause di degrado del parapetto

La ristrutturazione di un balcone coinvolge ognuna delle sue parti, dal parapetto fino all’aggetto, decori compresi.
 
Le principali cause di degrado del parapetto sono:
- ruggine e rotture meccaniche;
- presenza di vetro retinato;
- corrosione galvanica;
- sezione insufficiente.
 
Su questi temi, ll Centro Studi Faraone Architetture Trasparenti, attraverso la voce di Roberto Volpe, ci ha fornito un’esaustiva analisi.
 
La ruggine ha origine dall’ossidazione del ferro e si forma in presenza di ossigeno.
I parapetti in metallo (ferro) temono l'umidità dalla quale si difendono creando uno strato di ruggine e aumentando di volume. Questa variazione dimensionale causa, a catena, una serie di effetti negativi sugli elementi costruttivi circostanti.
 
Si formano fessure e crepe più o meno profonde in corrispondenza dei punti di innesto o ancoraggio della ringhiera nella soletta o nelle murature perimetrali e si creano così zone particolarmente vulnerabili.
 
La conseguenza della presenza e diffusione della ruggine sul manufatto metallico, oltre ad essere esteticamente sgradevole, provoca una notevole riduzione della sezione resistente degli elementi portanti del parapetto. Pertanto, il parapetto risulta pericoloso, instabile e fragile.”
 
 Foto: formazione di ruggine sul parapetto ©Faraone
 
Il vetro retinato (o armato) è stato ampiamente utilizzato nella realizzazione di tamponamenti di parapetti, soprattutto negli anni ’70.
Al giorno d’oggi il vetro retinato non è considerato un vetro di sicurezza secondo la UNI 7697:2015. La norma considera, invece, vetri di sicurezza i vetri di tipo B e C, conformi ai punti C.1.2 e C.15 dell'appendice C della UNI EN 12600
 
Il vetro retinato tende ad arrugginirsi facilmente portando alla rottura della lastra in vetro ricotto. La resistenza agli urti di un vetro retinato è pressoché nulla.”
 
 Foto: parapetto con vetro retinato detereorato ©Faraone
 
“Per corrosione galvanica si intende la corrosione accelerata di un metallo, dovuta all’effetto di un elemento corrosivo. La corrosione galvanica dipende da una moltitudine di fattori. In primis dai metalli impiegati a contatto tra loro e l’ambiente in cui sono immersi tali materiali.
 
Per prevenire e ridurre considerevolmente la corrosione galvanica sarebbe idoneo individuare in fase di progetto i materiali potenzialmente non compatibili tra di loro ed adottare opportune precauzioni:
- isolamento elettrico tra i componenti (mediante, ad esempio, l’utilizzo di rondelle di plastica e guarnizioni);
- posizionamento del giunto in area non esposta all’umidità;
- rivestimento di catodo o anodo e catodo.”
 
 Foto: parapetto con sezione insufficiente ©Faraone
 
“Si parla di sezione insufficiente quando il parapetto presenta importanti carenze statiche e, solitamente, ha resistenza e rigidezza insufficienti per garantire la sicurezza.
 
Altre problematiche, che hanno un effetto sulla sicurezza, sono quelle relative alla:
- posa non corretta; fissaggi completamente instabili, piantoni con sezione insufficiente e installi con passi eccessivi;
- non conformità, dei vecchi parapetti, ai requisiti geometrico-prestazionali, previsti dalla UNI 10809:1999, quali altezza minima, scalabilità, inattraversabilità, impugnabilità del passamano.
 
 Foto: dettagli UNI 10809:1999 ©Faraone
 

Ristrutturare i balconi, quando intervenire

In presenza di queste situazioni non si può rimanere indifferenti. Il rischio per la propria incolumità sarebbe troppo alto.
 
Ma come si capisce l’urgenza di un intervento?
 
Flavio Faraone suggerisce i seguenti criteri di verifica, per definire il livello di urgenza dell’intervento, immediato o da valutare.
 
 Foto: interventi immediati e da valutare ©Faraone
 
Solo dopo un check up completo si potrà procedere al restyling del proprio balcone, che può configurarsi come rinforzo dell’elemento parapetto fino alla sua completa sostituzione. In merito alla sostituzione del parapetto, Faraone ha precisato che: "Solo con il Bonus 50% si ha la certezza di poter sostituire il vecchio parapetto con uno nuovo che renda lo spazio agibile secondo le nuove norme. Per quanto riguarda il Bonus Facciate al 90% il progettista deve conoscere in modo approfondito la normativa per capire se può intervenire con la sostituzione del parapetto."

Infine, qualunque sia il grado dell’intervento che verrà fatto per creare quelle condizioni di abitabilità citate in premessa, “bisogna verificare attentamente la validità del sistema scelto e la sua posa in opera”, conclude Faraone.

 
 Foto: Case History PRIMA e DOPO ©Faraone
 

 Il supporto, cause di degrado e soluzioni da adottare

Negli interventi di restyling è fondamentale raggiungere anche la qualità del supporto, attraverso interventi di ripristino degli aggetti.
 
La maggior parte dei balconi sono in cemento armato. Questo materiale “ha una spiccata vulnerabilità nei confronti delle azioni ambientali e, se non adeguatamente protetto, può essere attaccato da sali, anidride carbonica, acidi, cicli gelo-disgelo, ecc.
 
“Di solito non si ha a che fare con un singolo problema, ma con diversi livelli di degrado, che richiedono, di conseguenza, interventi più o meno profondi di recupero.”
 
Queste sono le parole di Fassa Bartolo, che abbiamo interpellato sul tema della riqualificazione dell’aggetto. Fassa ha racchiuso le cause di deterioramento del supporto in quattro macro- categorie, corredando il tutto con soluzioni tecnologiche.
 
 Foto: Prima e dopo un ciclo di ripristino ©Fassa Bortolo
 
 
1) Infiltrazioni: macchie, rigonfiamenti, e cadute dei detriti:
 
“il contatto con l’acqua rappresenta per molti materiali da costruzione una tra le principali cause di degrado, pertanto gli elementi costruttivi potenzialmente esposti all’acqua devono essere adeguatamente protetti mediante sistemi di impermeabilizzazione.
 
Se nelle nuove costruzioni è possibile impiegare le più moderne tecniche per prevenire il degrado, nelle costruzioni esistenti è necessario intervenire con modalità più o meno invasive dopo aver ripristinato gli elementi ammalorati. Cruciale è la cura dei punti di raccordo che richiedono soluzioni e prodotti ad hoc. Il giunto bentonitico tra platea e struttura in elevazione ne è un caso esemplare
 
Importante utilizzare una guaina elastica cementizia a rapido asciugamento, come Aquazip Fast, con rete in armatura alcali-resistente FASSANET 160, caratterizzata da adesione ed elasticità anche in caso di basse temperature, così da intervenire in modo rapido ed efficace negli spazi sottoposti a intemperie e umidità.”
 
 Foto: Applicazione di due mani di guaina elastica cementizia con rete in armatura alcali-resistente ©Fassa Bartolo
 
2) Strutture in CLS ammalorate: rottura della pavimentazione, presenza di ferri scoperti, caduta di calcinacci:
 
“quando la situazione risulta particolarmente compromessa è necessario un intervento che ripristini la sicurezza strutturale del manufatto, oltre alla funzionalità e l’estetica Questa tipologia di intervento prevede generalmente l’utilizzo di più materiali tra loro combinati in sistemi (rif. EN 1504).
 
Per interventi localizzati di ripristino del calcestruzzo, in cui si necessiti di una presa rapida e di elevate prestazioni meccaniche, Fassa consiglia una malta rapida ad elevate caratteristiche meccaniche composta da speciali leganti, fibre anti-ritiro ed additivi per migliorare la lavorazione, l’adesione e la protezione agli agenti aggressivi del calcestruzzo (Geoactive Easy Repair 500).”
 
3) Distacco dell’intonaco, crepe e fessurazioni, caduta dei detriti:
 
“in presenza di danni sull’intonaco è possibile intervenire con la rasatura, la regolarizzazione della superficie per renderla omogenea e pronta a ricevere lo strato di decorazione. La rasatura viene utilizzata, ad esempio, per rifinire superfici in calcestruzzo con lievi irregolarità in sostituzione di un ciclo di intonacatura, con il vantaggio di ridurre spessore e fasi operative.
 
È largamente utilizzata per regolarizzare intonaci esistenti, preventivamente mappati e, dove necessario, ripristinati. Il rasante viene abbinato a speciali reti d’armatura in fibra di vetro nella tecnica della rasatura armata.
 
La rete ha la funzione di contrastare le tensioni dovute agli sbalzi termici e ai fenomeni di ritiro, limitando quindi in tal modo la formazione di crepe o cavillature in facciata. Cruciali sono la scelta del rasante e la preparazione della superficie, da calibrare in funzione dello specifico supporto.
 
Ad esempio, Fassa K-Over Plus 3.30 è un rasante ed intonaco di compensazione fibrorinforzato usato per regolarizzare e restaurare murature quando si richiede un prodotto per spessori variabili, frattazzabile e adatto ai supporti più frequenti del patrimonio edilizio esistente.”
 
 Foto: Esempio di applicazione dell’intonaco con macchina intonacatrice e Frattazzatura della finitura e tinteggiatura ©Fassa Bartolo
 
4) Colature ed efflorescenze: trattamento della superficie causa dilavamento/attacco biologico:
 
“le facciate umide sono il terreno ideale per la proliferazione di alghe e muffe ed eventuali penetrazioni di acqua nel film pittorico possono danneggiare ulteriormente l’intonaco e la muratura fino a causare fessurazioni per effetto di cicli di gelo/disgelo. Necessario minimizzare il problema utilizzando prodotti idrosiliconici, come SKIN 432 dotati di un’eccellente idrorepellenza associata ad un’ottima traspirabilità che porta la facciata a mantenersi più asciutta e pulita nel tempo, e protetti dallo sviluppo di un ampio spettro di specie di muffe e alghe.”

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