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IMPIANTI

Impianti idrotermosanitari, MCE: mercato in crescita del 12% nel 2021

di Rossella Calabrese

Nel 2020 il settore ha perso quasi il 6% del fatturato ma conta di tornare ai ai livelli pre-2008 entro 3 anni

Vedi Aggiornamento del 05/05/2021
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Foto: Andriy Popov ©123rf.com
09/04/2021 - Nel 2021 il valore del settore dell’impiantistica crescerà del 12%, assistendo all’assorbimento di poco meno di 1,55 milioni di unità nel 2020.
 
Il dato arriva dal 7° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME sul Mercato dell’installazione degli impianti negli edifici in Italia 2021-2023, presentato ieri a MCE Live+Digital, l’evento internazionale dedicato al mercato idrotermosanitario, riscaldamento e raffrescamento.
 
“La crisi delle costruzioni indotta dall’emergenza sanitaria ha avuto riflessi sulla domanda di impiantistica, in un settore che pesa sul PIL nazionale, visto dalla produzione, per il 2,1% - dichiara l’arch. Lorenzo Bellicini, Direttore Tecnico Cresme - e il calo stimato per la produzione settoriale si mostri di entità inferiore rispetto a quello del totale delle costruzioni (-6,4% per gli impianti, contro il -7,8%)”.
 
“La ripresa del mercato a partire dal 2021 sarà molto intensa grazie alla spinta propulsiva impressa dagli incentivi fiscali; gli impianti per la climatizzazione ambientale, infatti, costituiscono elemento trainante degli incentivi. Alla luce dei dati rilevati possiamo affermare che l’unico raggruppamento che potrebbe recuperare appieno i livelli produttivi persi durante l’anno pandemico è quello dei Paesi sud-europei, Italia compresa e restituire valore a una filiera che, tra produzione, distribuzione e installazione, solo in Italia vede l’occupazione di più di 410.000 operatori”.
 

Impianti idrotermosanitari, crescita eccezionale nel 2014-2019

Prima della crisi sanitaria - si legge nella nota di MCE -, il mercato dell’impiantistica veniva infatti da un quinquennio di crescita eccezionale; tra 2014 e 2019 la domanda era cresciuta, in media, del 2,7% ogni anno; il livello del mercato nel 2019, circa 252 miliardi di euro, aveva rappresentato il punto più alto del decennio. Il mercato europeo degli impianti interrompe quindi il suo trend espansivo alimentato, da una parte, dalla domanda di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e dallo sviluppo del settore della riqualificazione edilizia in ambito di efficientamento energetico, dall’altra dall’espansione del settore infrastrutturale nei paesi dell’Est Europeo.
 
Entrando nello specifico del mercato degli impianti termici nel 2020, a fronte di un incremento del +3,6% del settore residenziale, si rileva un calo del -0,9% del non residenziale; il primo semestre è pesantemente negativo per entrambi i settori con il -16,9% del residenziale e il -15,9% del non residenziale mentre, nel secondo semestre, il residenziale recupera rapidamente (+20,3%) e il non residenziale vede una crescita a due cifre ma molto meno intensa (+11,8%).
 
Il mercato degli impianti di raffrescamento dovrebbe mostrare importanti tassi di incremento a partire dal +11,6% nel 2021 per poi proseguire con tassi decrescenti nel 2022 (+5,9%) e nel 2023 (+1,6%).
 
 

Impianti per edilizia, fatturati in calo nel 2020

Nel 2020, la sommatoria dei fatturati realizzati dai settori della filiera degli impianti per edilizia, ha conosciuto un sensibile calo arrivando a misurare 71,7 miliardi di euro:
- 31,3 miliardi di euro (erano 34,2 nel 2019) è il ricavato delle vendite dei prodotti per l’impiantistica effettuate direttamente dalle aziende produttrici nazionali. In questo importo sono incluse le vendite destinate all’estero (circa 20 miliardi, oltre il 60% della produzione);
- 14,5 miliardi di euro (erano 15,6 nell’anno precedente) è il ricavato della distribuzione specializzata (rivendite) di materiali per impianti, sul territorio nazionale;
• 25,9 miliardi (erano 27,6 nel 2019) è l’importo totale incassato dagli installatori (termoidraulici, idraulici, ecc.);
- 5,9 miliardi (erano 6,6) è il ricavo delle imprese edilizie non specializzate e la spesa sostenuta per il fai-da-te;
- 32,6 miliardi, infine, è la spesa sostenuta dall’utente/investitore finale che, nel 2019, per gli stessi interventi spendeva 35,2 miliardi.
 
“I dati di CRESME presentati oggi fotografano dettagliatamente il trend di sviluppo che MCE - Mostra Convegno Expocomfort ha voluto sostenere con l’edizione straordinaria del 2021, adattando le proprie potenzialità espositive alle nuove esigenze e anticipando i nuovi scenari che vanno a delinearsi” - afferma Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia.
 
“Il ruolo degli incentivi fiscali è certamente importante nella crescita del settore e quindi dell’economia italiana. Magari saranno ancora prorogati, ma non possono essere infiniti e per questo è basilare continuare ad investire nella comunicazione, divulgazione e formazione di tutti, affinché vengano condivisi i benefici degli investimenti che permettono di ridurre i consumi energetici (e quindi anche i costi) e ottimizzare l’uso delle fonti rinnovabili. Un ruolo nel quale MCE si è impegnato da anni e intensificherà nel futuro” - conclude Pierini.
 

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