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Codice Appalti, Unionsoa: per ripartire servono regole certe

di Paola Mammarella

Semplificare, digitalizzare, porre fine alla grande incertezza. Le richieste per attuare il PNRR

Vedi Aggiornamento del 05/05/2021
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Foto: Presidente Unionsoa Tiziana Carpinello
16/04/2020 – La ripresa poggia sulla capacità di spendere in fretta e bene le risorse del Recovery Fund. Perché ciò sia possibile, è necessario poter contare su meccanismi snelli ed efficienti. Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) sembra chiara l’intenzione del Governo di procedere ad una serie di semplificazioni.
 
Tra le modifiche normative allo studio dell’Esecutivo c’è quella del Codice Appalti, da molti considerato uno strumento troppo intricato, colpevole di rallentare gli investimenti.
 

Codice Appalti, le ipotesi di modifica

Fino ad ora sono state avanzate diverse proposte, tra cui la proroga delle deroghe o la sospensione totale del Codice Appalti. Se la sospensione è apparsa più come una provocazione, non condivisa dalla gran parte degli operatori, la direzione più probabile, condivisa dal Governo, è quella della semplificazione per ridurre i tempi di realizzazione delle opere finanziate dal Recovery Fund.
 
La semplificazione deve però andare di pari passo con la trasparenza e la qualità. Abbiamo chiesto un parere sulle novità in arrivo a Tiziana Carpinello, presidente di Unionsoa, l’Associazione Nazionale Società di Attestazione. Dalle parole della presidente Carpinello emerge, in primo luogo, la necessità di poter contare su regole certe.
 

Codice Appalti, Unionsoa: semplificare, digitalizzare, porre fine all'incertezza

Cosa pensa delle ipotesi di semplificazioni del Codice Appalti al vaglio del Governo e in particolare dell’appalto integrato?

Quanto sta accadendo nelle ultime settimane relativamente al Codice degli Appalti è un qualcosa che fa male e destabilizza tutto il settore: non avere un minimo di stabilità nelle regole che determinano il mondo degli appalti non favorisce di certo lo sviluppo del comparto. Negli ultimi anni sono state apportate innumerevoli modifiche al Codice senza permettere ai vari operatori del settore di metabolizzarle. Tutto questo a testimonianza che manca una forte regia generale.

A tal proposito UNIONSOA ha le idee molto chiare: semplificare e digitalizzare devono essere parole d’ordine imprescindibili. Serve, inoltre, una decisa e rapida attuazione di quanto previsto nel cosiddetto Decreto-Legge Semplificazioni. La strada da percorrere non è certo quella della sospensione del Codice che ci lascia molto perplessi e soprattutto riteniamo che non sarebbe produttivo per il nostro Paese che negli ultimi anni ha messo mano ripetutamente al Codice dei contratti pubblici. Non solo, ma non avere le normative imposte dal Codice come riferimento creerebbe ancora più confusione di quanta già ce n’è. Sicuramente ci sono delle disposizioni e delle procedure che vanno semplificati, ma serve anche collaborazione fra le istituzioni pubbliche e sinergia con le iniziative dei privati. 
 
 
Pensa che i vincoli al subappalto vadano eliminati o alleggeriti per velocizzare le procedure di gara?

Più che eliminare o abbassare gli attuali vincoli al subappalto, crediamo che per velocizzare e, soprattutto, rendere più accessibili gli iter di partecipazione delle gare sia necessaria un’applicazione puntuale delle norme presenti in materia di semplificazione così che si possa passare dalle parole ai fatti. Riteniamo che Governo e Parlamento debbano, dopo un confronto con gli stakeholder, legiferare tempestivamente sull’argomento, in modo da porre fine alla grande incertezza in cui operano le S.A. e gli O.E.
 


Nell’ambito del processo di modifica del Codice Appalti, cosa proporreste per garantire la qualificazione di imprese e Stazioni Appaltanti?

Snellire gli iter burocratici che appesantiscono la macchina amministrativa degli appalti pubblici deve essere un obiettivo primario, ma attenzione a garantire la massima trasparenza delle procedure. Per questo motivo noi di UNIONSOA abbiamo elaborato, in collaborazione con IBM, un progetto per passare da una qualificazione analogica a quella digitale attraverso la Blockchain. Questo progetto permetterebbe di semplificare e digitalizzare il sistema garantendo massima sicurezza.
 
Il progetto, già in avanzata fase di applicazione, consente di snellire tutto l’iter di qualificazione garantendo maggior controllo, anticipando la creazione del Fascicolo Virtuale, già previsto nelle bozze del Regolamento di attuazione del Codice degli Appalti Pubblici. Passare al sistema di Blockchain crediamo davvero possa essere una svolta importante per tutto il sistema. Noi abbiamo presentato già a gennaio il nostro progetto all’ANAC e al Ministero delle Infrastrutture ed in questi ultimi due mesi abbiamo valutato, a seguito di un puntuale e rigoroso collaudo, che con pochi interventi si può giungere all’obiettivo di superare il grande limite della frammentazione operativa dei soggetti della filiera degli appalti pubblici e promuovere una capacità progettuale che faccia leva sul Know-how acquisito sia  dalle SOA che dai soggetti pubblici e privati collocati a monte e a valle della filiera.
 
Il risultato che noi ci attendiamo è un upgrade digitale del processo tramite tecnologia Blockchain.
 
Pensa che le assunzioni programmate dal Governo siano sufficienti per migliorare la capacità progettuale delle Pubbliche Amministrazioni e la qualità delle Stazioni Appaltanti?

Riteniamo che sia fondamentale un ricambio generazionale e l’adozione di specifiche procedure che vadano a definire ruoli e responsabilità.
 

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