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NORMATIVA

Permesso di costruire in sanatoria, non tutti possono richiederlo

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato spiega i presupposti che danno diritto a presentare domanda per ottenere un titolo abilitativo

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Foto: france68 ©123RF.com
28/04/2021 – Non tutti possono chiedere il permesso di costruire in sanatoria. Lo ha spiegato il Consiglio di Stato con la sentenza 2951/2021.
 

Permesso di costruire in sanatoria, il caso

I giudici si sono pronunciati sul contenzioso nato per l’allargamento di una stradina privata. L’intervento era stato eseguito senza richiedere alcun permesso, ma il responsabile aveva successivamente richiesto il permesso di costruire in sanatoria.
 
Il Comune aveva inizialmente concesso il permesso di costruire in sanatoria, ma in un secondo momento lo aveva revocato perché erano sorti dubbi sulla proprietà del suolo su cui si trovava la stradina. Il responsabile dell’intervento sosteneva di aver acquisito la proprietà dell’area per usucapione, ma dall’esame al Catasto erano emersi errori. Il responsabile dell’intervento aveva quindi presentato ricorso al Tar, che però lo aveva respinto.
 

Permesso di costruire in sanatoria, chi può richiederlo

Il Consiglio di Stato ha spiegato che, in base al Testo Unico dell’edilizia, il permesso di costruire può essere rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo. L’interessato deve quindi dimostrare al Comune che vanta un diritto di proprietà e il Comune deve svolgere verifiche nei limiti della ragionevolezza e della comune esperienza.
 
Questo significa, si legge nella sentenza, che grava sull’Amministrazione l'obbligo di verificare l'esistenza, in capo al richiedente, di un idoneo titolo di godimento sull'immobile oggetto dell'intervento, ma non già di risolvere i conflitti tra le parti private in ordine all'assetto dominicale dell'area interessata.
 
Se, quindi, chi ha realizzato l’intervento non dimostra adeguatamente di aver acquisito la proprietà per usucapione, non può ottenere il titolo abilitativo.
 
Il CdS ha aggiunto che l’annullamento d’ufficio di un titolo abilitativo in sanatoria, avvenuto a una distanza di tempo considerevole dal rilascio, deve essere motivato da un interesse pubblico e concreto perché bisogna tutelare la posizione di chi faceva affidamento sul permesso ottenuto. I giudici hanno anche ricordato che tra il rilascio del titolo in sanatoria e il suo annullamento d’ufficio deve decorrere un termine ragionevole. Tale termine, hanno spiegato, decorre dal momento della scoperta degli elementi che rendono illegittimo il titolo abilitativo.
 
Nel caso in esame, dal rilascio del permesso di costruire in sanatoria al suo annullamento erano trascorsi nove mesi. Indipendentemente da questo elemento, dato che l’interessato non risultava proprietario del suolo, e che quindi il permesso di costruire non poteva essere rilasciato in modo legittimo, il CdS ha respinto il ricorso.
 

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