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Superbonus 110%, come aprire il cantiere con un buon progetto e in tempi brevi
PROFESSIONE Superbonus 110%, come aprire il cantiere con un buon progetto e in tempi brevi
RISPARMIO ENERGETICO

Superbonus 110%, Fillea CGIL e Legambiente chiedono la proroga al 2025

di Rossella Calabrese

Le altre proposte al Governo per il Recovery Plan: semplificare le norme edilizie, istituire un Fondo di Garanzia, migliorare la formazione

Vedi Aggiornamento del 27/04/2021
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Foto: Nikola Nikolovski © 123rf.com
20/04/2021 - “È senza dubbio il più importante intervento nel settore da diversi decenni, anche per la sua ‘visione’ integrale della riqualificazione: il superbonus 110%”.
 
E se il Recovery Plan lo prorogherà al 2023, allora vorrà dire che il Governo lo ritiene un elemento centrale delle politiche nazionali per l’efficienza energetica, la riqualificazione degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche. 
 
Così Fillea CGIL e Legambiente introducono la loro proposta per superare alcuni limiti e problemi emersi nell’attuazione del superbonus.
 
In una nota congiunta, Alessandro Genovesi, segretario generale degli edili Cgil, ed Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale Legambiente, affermano che “occorre che il superbonus sia un’occasione vera per ridurre consumi energetici, emissioni e al contempo le disuguaglianze sociali, rendendolo uno strumento di facile utilizzo soprattutto da parte delle fasce di popolazione più povere e disagiate, per alimentare un circuito virtuoso che aiuti a qualificare il mercato e a sostenere il futuro green delle costruzioni, per alimentare buona occupazione, stabile, di qualità, altamente professionalizzata”.
 
Ma quali sono esattamente i limiti e le criticità riscontrati fino ad oggi nell’applicazione dell’incentivo? E quali potrebbero essere gli interventi per superarli? A queste domande Fillea e Legambiente tentano di rispondere lanciando al Governo Draghi la loro proposta dal titolo “Un Superbonus veramente per tutti. 110% e riqualificazione del patrimonio edilizio: le riforme nel Recovery Plan per accelerare la decarbonizzazione e ridurre le disuguaglianze”.
 
 

Superbonus 110%, problemi riscontrati

Innanzitutto, spiegano Genovesi e Zanchini, il primo problema è “la difficoltà di realizzare gli interventi previsti dal superbonus in moltissimi edifici, perché l’accesso agli incentivi è previsto solo per edifici per i quali possa essere attestata una conformità amministrativa che diventa difficile trovare persino in situazioni nelle quali sono stati realizzati interventi minori, interni agli edifici e che non riguardano le parti strutturali.
 
Il secondo problema riguarda il miglioramento delle prestazioni degli edifici perché, come ha messo in evidenza la Commissione Europea, il provvedimento non garantisce che a beneficiarne siano interventi che riducono in modo rilevante i consumi energetici e quindi le emissioni di gas serra.
 
Il terzo problema riguarda gli strumenti finanziari connessi alla cessione del credito, di fatto resa più facile per i ceti medi e i ceti più ricchi e non per le fasce popolari che, prive di capacità di risparmio, faticano ad anticipare parti delle somme.
 
Il quarto problema riguarda la potenziale capacità di offerta del sistema delle imprese, sia di costruzione che di fornitura dei materiali. In particolare, vi è una carenza di figure tecniche e di operai specializzati. Inoltre, i nuovi cantieri, le nuove modalità organizzative, i nuovi materiali pongono temi inediti anche in relazione alla salute e sicurezza delle maestranze”.
 
 

Superbonus 110%, le soluzioni proposte

Semplificazione intelligente, proroga e revisione del superbonus, credito agevolato formazione professionale, sono le soluzioni proposte da Fillea e Legambiente.
 
1. semplificare le norme edilizie
Secondo le due organizzazioni, si devono facilitare gli interventi di riqualificazione che intervengono su facciate e tetti degli edifici per ridurre i consumi energetici semplificando la loro attuazione, perchè nel 2021 non ha senso continuare a intervenire con deroghe legate a incentivi, ma piuttosto chiarire che tutti gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche degli edifici sono i benvenuti.

I Comuni dovrebbero approvare le linee guida architettoniche-paesaggistiche e degli interventi tipo al fine di garantire omogeneità e coerenza degli interventi, in alternativa alle attuali verifiche di conformità e di approvazione per le aree non centrale. Per i centri storici - aggiungono -, occorre rivedere i passaggi autorizzativi per la realizzazione di impianti solari sui tetti e definire altresì regole chiare e criteri per la tutela di ambiti di particolare pregio e indirizzi ulteriori per l'integrazione nei tetti, viste anche le tecnologie in evoluzione che riguardano la trasparenza dei pannelli e i coppi solari. Inoltre, gli interventi di isolamento con la realizzazione di cappotti termici senza modifica delle facciate e delle coperture vanno compresi nella manutenzione ordinaria.

Gli interventi di isolamento termico con modifica delle facciate e delle coperture, e di disposizione di finestre e aperture che non modificano le parti strutturali degli edifici vanno compresi tra gli interventi di manutenzione straordinaria e non pagano oneri né contributi di costruzione. Tali interventi vanno consentiti in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici e delle distanze di cui al DM 1444/1968, nel rispetto delle norme del codice civile e della normativa antincendi. Vanno escluse le aree e gli immobili di cui agli artt. 10 e 142 del Dlgs 42/2004 salvo espressa autorizzazione della competente Sovrintendenza.

Infine, per tutti gli interventi di riqualificazione energetica, si dovrà applicare per le decisioni quanto previsto dall’articolo 26, comma 2 della Legge 10/1991, attraverso la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea.
 


2. prorogare il superbonus al 2025
La seconda proposta di Fillea e Legambiente è prorogare il superbonus al 31 dicembre 2025, semplificando l’accesso - ad esempio allargando l’accesso agli incentivi per edifici esistenti non provvisti di impianti fissi (a vantaggio degli incapienti e degli interventi in centro storico o nei complessi di case popolari, in particolare al sud, dove il riscaldamento è spesso erogato attraverso apparecchi mobili) - e definendo la platea degli interventi, ad esempio per la riduzione delle prestazioni almeno del 50% o per raggiungere la Classe A, per interventi coordinati di riqualificazione energetica ed adeguamento antisismico, per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
 
3. istituire un Fondo di Garanzia
Fillea e Legambiente propongono la costituzione di un Fondo di garanzia presso il Ministero dell!Economia e delle Finanze per il credito a tasso agevolato alle famiglie e le imprese che realizzano gli interventi, così come è stato già fatto in tutti i Paesi europei che stanno realizzando significativi interventi di miglioramento del patrimonio edilizio. Con questo Fondo si permetterebbe alle famiglie a basso reddito di accedere al credito direttamente presso sportelli bancari e uffici postali, con prestito spalmato su 10 anni, anche senza cessione del credito oppure di accedere al prestito per la parte di spesa non coperta dalla cessione.
 
4. migliorare la formazione
Infine, Fillea e Legambiente propongono di riconvertire ogni anno almeno 20-30 mila operai ed impiegati già presenti nel settore e far accedere al mercato 10-15 mila giovani tecnici (apprendisti specializzati, neo-diplomati, laureati, diplomati ITS): tutto questo per garantire al green building le professionalità adeguate. Le proposte riguardano sia gli Istituti tecnici e professionali, con l’inserimento di profili specifici, sia le scuole edili, cioè gli organismi bilaterali territoriali, partecipate da sindacati e imprese, sia la formazione professionale regionale, aggiornandola ai temi del green building e dell’efficienza energetica.
 

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