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Superbonus: imprese, lavoratori, professionisti e condomìni uniti per la proroga immediata

Superbonus: imprese, lavoratori, professionisti e condomìni uniti per la proroga immediata

Associazioni e sindacati contrari a una proroga a singhiozzo della misura per l’efficienza energetica e messa in sicurezza degli edifici

Vedi Aggiornamento del 17/06/2021
Superbonus: imprese, lavoratori, professionisti e condomìni uniti per la proroga immediata
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 17/06/2021
26/04/2021 - “La decisione di rimandare l’estensione del superbonus alla Legge di Bilancio, che si decide solo a dicembre, avrebbe l’effetto certo di rallentare, se non di bloccare i lavori”. “È impensabile che famiglie e operatori economici possano programmare investimenti così complessi senza avere fin da ora certezza della durata del beneficio fiscale”. 
 
È il nuovo allarme lanciato da Ance, FederlegnoArredo, Alleanza delle cooperative, Anaepa Confartigianato, Cna costruzioni, Casartigiani, Fillea CGIL, Filca Cisl, Feneal Uil, Claai, Confapi Aniem, Anaci, Isi, Oice, Rete professioni tecniche, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Federcostruzioni, a seguito della posizione assunta dal Governo sul futuro del superbonus 110%
 


Finora - denunciano - non è pervenuta alcuna conferma ufficiale sulla proroga della misura, che per poter avere un impatto importante in termini di crescita del settore, della sua filiera e di aumento dell’occupazione, necessita di una durata adeguata, indispensabile soprattutto nel caso di interventi complessi come quelli condominiali e inerenti la demolizione e ricostruzione che impiegano anni per essere attuati.
 
Una decisione che, secondo gli operatori, non appare in linea con le intenzioni più volte espresse dal Governo e dalle forze parlamentari di incentivare la spesa e quindi gli investimenti per la crescita. “Il superbonus 110% è infatti finora uno dei principali strumenti di immediato rilancio economico in chiave di sostenibilità e di sicurezza ad oggi operativo. Limitarne la durata e contenerne gli effetti - pari a 1 punto di Pil in più all’anno - è una scelta di retroguardia, non certo ammissibile in questo periodo storico”.
 
Di qui la necessità, sempre ribadita dagli operatori, di prorogare almeno al 2023 tutte le agevolazioni finora previste adottando una netta semplificazione delle norme vigenti.
 
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