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URBANISTICA

Borghi storici, nelle Marche una proposta di legge per rilanciarli

di Rossella Calabrese

I cardini della norma: albergo diffuso, riqualificazione del patrimonio edilizio, centro storico digitale

Vedi Aggiornamento del 28/04/2021
Commenti 3169
Gradara (PU) - Foto: Davide Paolo Lo Dico © 123rf.com
21/04/2021 - Rivitalizzare il tessuto socio-culturale ed economico-produttivo dei borghi e dei centri storici, favorire il recupero e la riqualificazione conservativa del patrimonio edilizio, promuovere il turismo e il soggiorno in un contesto urbano di pregio a contatto con le comunità residenti.
 
Sono queste le principali finalità della proposta di legge “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’Albergo diffuso” che la giunta regionale ha recentemente approvato e che è stata presentata lunedì scorso in conferenza stampa.
 
“I nostri borghi - ha detto il presidente Francesco Acquaroli - sono il luogo della cultura, della tradizione enogastronomica e artigianale, un patrimonio unico che è stato per troppo tempo trascurato, che ha subìto la carenza dei servizi e lo spopolamento e che vogliamo rilanciare. Una porzione di territorio regionale che, con questa legge, vogliamo far rinascere complessivamente, creando un grande circuito spendibile sui mercati nazionali e internazionali sia come offerta di destagionalizzazione turistica ma anche legata alle opportunità di smart working, per costruire una proposta organica che possa svilupparsi attorno a questa filiera dei borghi, legata alle attività culturali, al commercio, alla ristorazione, all’agricoltura, ai servizi. A questo si connette anche l’altro aspetto della legge che è quello di una ricettività alternativa come l’albergo diffuso. Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne”.
 
 

Borghi storici, nelle Marche una proposta di legge per rilanciarli

La proposta di legge conta 17 articoli tra i quali, appunto, quelli dedicati all’albergo diffuso, cioè quelle strutture ricettive alberghiere aperte al pubblico, che forniscono alloggio in due o più stabili separati, purché ubicati nel perimetro dello stesso borgo storico e centro storico, in cui possono essere dislocate le sale di uso comune e gli altri servizi accessori generali, e alla promozione del marchio unico con l’assegnazione di un “logo distintivo” per l’albergo diffuso.
 
Altri articoli sono dedicati al Progetto “Borgo accogliente”, al recupero e riqualificazione dei borghi storici e dei centri storici, agli interventi per lo sviluppo di piccole imprese commerciali e produttive, per l’artigianato artistico, tipico e tradizionale e le professioni.
 
Infine, la norma incentiva la digitalizzazione dei borghi con interventi di sviluppo del Borgo e il centro storico digitale diffuso anche mediante forme di collaborazione pubblico-privato e l’infrastrutturazione digitale degli edifici del Borgo e centro storico.
 
La proposta di legge disciplina, inoltre, la valorizzazione del patrimonio artistico e della cultura immateriale, attraverso la programmazione di MArCHESTORIE, Festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche, che diventi - ha detto l’assessora alla Cultura Giorgia Latini - “un megafono per attrarre flussi turistici affinché diventi negli anni un brand culturale che identifichi il nostro territorio”.
 
“Altro punto importante della legge la sinergia con le Diocesi per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici e il progetto sulle residenze artistiche che - sono sicura - costituiranno uno strumento efficace, una culla ideale per vivificare i borghi nella loro vocazione storico-artistica-culturale” - ha concluso Latini.
 

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Altri commenti
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Stefano Fatarella

Potrei sbagliarmi ma oso immaginare che il teso della proposta di legge, considerate le dichiarate finalità, non sia tanto quello di garantire il mantenimento e il consolidamento degli abitanti dei centri interessati, quanto di renderli più appetibili per una serie di operazioni che potrebbero comportare l'esatto contrario. Incremento dei prezzi immobiliari, espulsione degli abitanti più disagiati dal profilo economico, sostituzione parziale degli stessi abitanti con altre persone e snaturamento sia della compagine sociale che della stessa anima del luogo. Trasformazione dei centri coinvolti in pizzerie, trattorie, ristorantini, negozietti di paccottaglia e magna e bevi banali e senza qualità. Insomma basta vedere le vicine Toscana e Umbria per rendersene conto (Montalcino, Pienza, Radda, Castellina, Montefalco, Bevagna, Spello solo per citare i centri più famosi). Si chiama gentrification. Ne sanno qualcosa anche centri maggiori come Venezia, il centro di Firenze e di Roma e via espellendo e trasformando a perdere il valore culturale e nazionale della stessa Italia. Non può essere tutto reso un prodotto, un divertimentificio fasullo.


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