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Superbonus, da Fondazione Inarcassa chiarimenti su finestre, impianti e parti non riscaldate
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, da Fondazione Inarcassa chiarimenti su finestre, impianti e parti non riscaldate
FOCUS

Tegole, coppi e scandole: soluzioni tradizionali ed innovative per il tetto

di Rosa di Gregorio

Alla marsigliese, portoghese, romana o canadese, in cotto, cemento, metallo, bitume o legno: il materiale per il manto di copertura gioca un ruolo di primo piano

Vedi Aggiornamento del 07/06/2021
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Foto: Scandola in alluminio© PREFA ITALIA
12/05/2021 - La copertura è il coronamento dell'edificio, l'elemento architettonico di chiusura. La sua funzione principale è quella di proteggere l'edificio e i suoi abitanti da caldo e freddo, dalle intemperie, oltre che quella di smaltire le acque meteoriche.
 
Il manto di copertura, che è invece lo strato più esterno del tetto, garantisce la tenuta all'acqua.
Secondo la norma UNI 8178, in base al manto, le coperture possono essere distinte in:
- coperture continue;
- coperture discontinue.
 
Rientrano nelle coperture continue le:
- coperture impermeabilizzate a freddo;
- coperture impermeabilizzate a caldo;
- coperture impermeabilizzate con membrane sintetiche;
- coperture impermeabilizzate con membrane bituminose.
 
In questo caso, la tenuta all’acqua è ottenuta attraverso la posa di uno strato impermeabilizzante e non dipende dalla pendenza della superficie della struttura.
Non essendoci vincoli legati alle pendenze né a specifiche morfologie, questa soluzione permette la realizzazione di coperture curve, piane orizzontali o quasi orizzontali. Le coperture piane sono continue.
 
Nelle coperture discontinue (dette a falda o semplicemente a tetto), al contrario, la tenuta all’acqua è data dalla pendenza della struttura. Il manto è realizzato con vari materiali che, grazie al modo in cui sono collegati e alla loro pendenza, assicurano la tenuta dell'acqua. La pendenza impedisce alle infiltrazioni di passare attraverso la discontinuità dello strato di tenuta.
 
Sono coperture discontinue le:
- coperture di tegole;
- coperture di scandole;
- coperture di pannelli e lastre;
- coperture di rame;
- coperture di lamiere grecate di acciaio zincato, rame, alluminio, ecc.

 
Foto: Tegola in cemento, COPPO DEL BORGO©BMI
 

Tegole, coppi, scandole, l’evoluzione dei materiali

Il manto di copertura di tegole è sicuramente il sistema più conosciuto; citando il suo nome è inevitabile pensare ad una vista dall’alto di uno dei molteplici borghi italiani, da cui è possibile ammirare tetti di tegole rigorosamente in cotto, nelle sfumature e nelle forme che meglio si fondono all’ambiente circostante, come coppi, tegole marsigliesi, portoghesi o alla romana.
 
La scelta delle tegole in cotto viene comunemente percepita come una scelta all’insegna della tradizione, ma le tegole in cotto hanno anche altre doti molto apprezzate, come la durabilità, l’ottima resistenza al gelo, alle variazioni termiche e assicurano un ottimo comfort e risparmio energetico.
 
L’upgrade del laterizio sono le tegole in cemento, che vantano numerosi vantaggi, come le alte performance in termini di comfort e risparmio energetico, riciclabilità al 100%, un processo di formazione meno inquinante rispetto al cotto perché non richiede la cottura in forni ad elevatissime temperature, durabilità ed uniformità cromatica.
 
Più recenti e molto apprezzate nei restauri in chiave moderna sono le tegole in metallo. Questa tipologia di tetto viene scelta principalmente per la velocità di posa, per l’aspetto estetico pulito e uniforme e per il carattere moderno che conferisce agli edifici.
 
In un’ottica di riqualificazione energetica e di diffusione della green architecture, un accenno lo meritano le soluzioni integrate di coperture con pannelli fotovoltaici.
 
Un’altra tipologia di manto è quella realizzata con le tegole canadesi. A differenza delle tipologie di tegole sin qui esaminate, la tegola canadese è realizzata con materiali bituminosi. Il risultato è una struttura flessibile e molto leggera che può essere installata con estrema facilità, semplicemente con della colla e dei chiodi.
 
Stanno vivendo un vero e proprio revival le scandole, nella forma più tradizionale in legno o nell’ultramoderna versione in metallo.
Le scandole sono molto resistenti e robuste, ma, soprattutto in termini architettonici, conferiscono un alto valore estetico all’edificio, perché oltre ad essere usate per il manto di copertura vengono impiegate come rivestimento esterno per le facciate.

 
Foto: Tegola portoghese in cotto, PORTOGHESE DI SANMARCO © Terreal Italia
 

Rifacimento del manto di copertura e incentivi fiscali

Quando si affronta un intervento di rifacimento del manto di copertura è importante la scelta del materiale, del colore, della forma e della struttura superficiale del manufatto.
Se non ci sono regolamenti o disposizioni che condizionano a priori la scelta del materiale è possibile anche optare per la stessa tipologia costruttiva ma con materiali differenti, o anche optare per una tipologia differente. L’importante è assicurarsi, per mezzo di professionisti, che il materiale sia idoneo alla forma e all’inclinazione del tetto.
 
Il rifacimento del manto di copertura può essere la giusta occasione anche per ridurre il consumo di energia e farlo attraverso gli incentivi fiscali. All’interno degli interventi previsti dal Superbonus al 110% rientra certamente la coibentazione del tetto.
 
La modifica della stratigrafia della copertura incrementa l’efficienza energetica dell’involucro, limitando la dispersione energetica e migliorando le condizioni di comfort abitativo negli appartamenti sottostanti. In questo caso la spesa per la sostituzione di tegole, coppi o scandole può rientrare nel Superbonus.
 
Qualora l’intervento non sia destinato all’efficientamento energetico del tetto, è tuttavia possibile accedere, se l’intervento lo giustifica, al bonus ristrutturazione del 50%, la detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
 
 

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