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CNI: il fatturato di ingegneri e architetti è sceso dell’8% nel 2020 rispetto al 2019

di Rossella Calabrese

Ministro del Lavoro Orlando: ‘stiamo lavorando ad un welfare per il lavoro autonomo e alla piena realizzazione dell’equo compenso’

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Foto: twitter.com/tuttoingegnere
21/05/2021 - Come proteggere il lavoro dei liberi professionisti? “In questi mesi assieme al Presidente Zambrano, anche nella sua qualità di Coordinatore della RPT, abbiamo affrontato il tema”.
 
“Le strade che stiamo percorrendo sono due: innanzitutto costruire un welfare per il lavoro autonomo che preveda una tutela specifica per le categorie più deboli, in particolare le donne. E poi la completa realizzazione dell’equo compenso che da una semplice indicazione deve diventare uno strumento per regolare la questione dei compensi dei professionisti”.
 
Così il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, intervenuto mercoledì al 65° Congresso degli Ingegneri Italiani.
 
Nel corso dei lavori congressuali sono stati citati dati significativi. La crisi innescata dalla pandemia ha generato, tra febbraio 2020 e febbraio 2021, la perdita di quasi 1 milione di posti di lavoro. Le categorie più colpite sono le donne, i giovani fino a 35 anni e i lavoratori autonomi. Gli autonomi in particolare si sono ridotti di oltre 300 mila unità, la fuoriuscita più elevata mai registrata nel nostro Paese.
 
 

CNI: fatturato di ingegneri e architetti giù dell’8% nel 2020

Tra gli ingegneri e gli architetti che operano nella libera professione, il CNI stima una flessione del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 quasi dell’8%, portando il volume d’affari del comparto ai livelli del 2017.
 
Delle quasi 500.000 domande per il bonus da 600 euro veicolate ai professionisti ordinistici lo scorso anno attraverso le Casse di previdenza private, 100.000 sono state presentate da Architetti e Ingegneri iscritti ad Inarcassa.
 
Nel corso del Congresso è stato sottolineato come restino piuttosto deboli gli strumenti che consentono, in particolare alle lavoratrici, anche e soprattutto nella libera professione, la conciliazione dei tempi lavoro-famiglia. Le cure parentali ricadono in massima parte sulle lavoratrici, con l’aggravante che nella libera professione i tempi di lavoro sono spesso molto flessibili e non programmabili.
 
Permane, infine, un gender pay gap ovvero una differenza salariale forte anche nelle libere professioni. Nel campo dell’ingegneria, a fronte di un reddito professionale medio di 35.315 euro annui, quello delle donne è il 54% rispetto a quello degli uomini. Senza infrastrutture sociali all’altezza di un Paese moderno, il mercato del lavoro non potrà mai recuperare squilibri che oggi appaiono insanabili.
 

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