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ISA, la crisi da Covid impone correttivi e nuove esclusioni

di Paola Mammarella

Le modifiche tengono conto del calo della produttività e delle chiusure. Tra le attività escluse la costruzione di ponti e gallerie

Vedi Aggiornamento del 08/06/2021
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Foto: dolgachov©123RF.com
21/05/2021 – La crisi economica causata dal Covid ha imposto dei correttivi agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Le modifiche sono state approvate con il DM 30 aprile 2021 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e vanno ad incidere sul DM 24 dicembre 2019, che ha determinato gli ISA prima che scoppiasse la pandemia, e sul DM 2 febbraio 2021, che ha individuato le cause di esclusione dall’applicazione degli ISA.
 

ISA, i correttivi per la crisi da Covid

Per cogliere gli effetti che la crisi economica, causata dalla pandemia da Coronavirus, ha avuto su professionisti ed imprese, è stata elaborata una metodologia statistico-economica che ha consentito di tracciare il quadro macroeconomico del 2020.
 
Sono state prese in considerazione varie fonti informative (Istat, Banca d’Italia, Cerved, Prometeia), i dati degli archivi relativi alla fatturazione elettronica, ai corrispettivi telematici, alla forza lavoro dipendente (Inps) e alle liquidazioni periodiche Iva.
 
Sono stati analizzati anche i decreti con cui è stata decisa la sospensione di molte attività.
 
I correttivi sono commisurati ai seguenti fattori:
- contrazione della produttività settoriale stimata sulla base delle analisi descritte in precedenza;
- giornate di chiusura disposte dai decreti che si sono succeduti nel corso del 2020, differenziate per ciascun codice Ateco;
- riduzione del valore dei ricavi/compensi nel periodo d’imposta 2020 rispetto al 2019 riferite al singolo contribuente;
- riduzione dei costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci e per la produzione di servizi rispetto al valore del periodo d’imposta precedente (anche in questo caso, per singolo contribuente);
- variazione della forza lavoro dipendente del settore Isa sulla base dei dati del modello Uniemens di fonte Inps.
 
 

ISA, aumentano le cause di esclusione

Lo scorso febbraio, il Mef ha determinato tre cause di esclusione dall’applicazione degli ISA per gli operatori colpiti dalla crisi:
- diminuzione di almeno il 33% dei ricavi e dei compensi nel periodo di imposta 2020 rispetto al precedente;
- apertura della Partita Iva dal 1° gennaio 2019;
- esercizio prevalente di attività economiche indicate nell’Allegato 1 al DM 2 febbraio 2021 (commercio, gestione di impianti sportivi, servizi alla persona ecc.).
 
L’Allegato 1 è stato sostituito dall’Allegato 11 al DM 30 aprile 2021. Il nuovo decreto ha introdotto un altro elenco di attività escluse dagli ISA (indicate nell’Allegato 12). Tra queste c’è la costruzione di ponti e gallerie.
 
Per le nuove attività escluse è stata verificata, in fase di analisi, almeno una delle seguenti condizioni:
- oltre metà dei contribuenti, tra quelli che hanno presentato le liquidazioni periodiche Iva, evidenzia una riduzione delle operazioni attive del 2020 rispetto a quelle del 2019, superiore al 33%;
- oltre metà dei contribuenti, tra quelli che hanno trasmesso fatture elettroniche, presenta una riduzione dell’imponibile del 2020 rispetto al 2019, superiore al 33%.
 

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