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Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
FOCUS

Isolamento acustico: soluzioni contro i rumori da calpestio

di Rosa di Gregorio

Se nelle nuove costruzioni la verifica dei requisiti acustici passivi è un obbligo, nelle ristrutturazioni diventa l’occasione per migliorare il comfort abitativo ed evitare contenziosi con i vicini

Vedi Aggiornamento del 10/06/2021
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Foto: preparazione del sottofondo per la posa di IsolTile ©Isolmant
01/06/2021 - Secondo il DPCM 5/12/1997: “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, gli edifici di nuova costruzione devono rispettare i limiti di isolamento ai rumori. Lo stesso Decreto, dall’altra parte, non specifica nulla in merito alle ristrutturazioni. Successivamente il Ministero dell'ambiente con il DM 14 settembre 1998 ha esteso l'obbligo di applicazione del DPCM 5 dicembre 1997 anche alle ristrutturazioni.
 
Più di recente, lo scorso 8 luglio 2020, il Ministero dell’Ambiente ha fornito un chiarimento in cui ribadisce il concetto già espresso dalla circolare del 26 giugno 2014 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: "le disposizioni del DPCM 5/12/1997 devono essere applicate anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti che prevedano il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici e/o di partizioni orizzontali o verticali (solai, coperture, pareti divisorie, ecc.) e/o delle chiusure esterne dell’edificio (esclusa la sola tinteggiatura delle facciate), oppure la suddivisione di unità immobiliari interne all’edificio, cioè in definitiva tutti gli interventi di ristrutturazione che interessino le parti dell’edificio soggette al rispetto dei requisiti acustici passivi regolamentati dallo stesso DPCM.”
 
In sintesi, la norma sottolinea che, in caso di ristrutturazioni, almeno non bisogna peggiorare il comportamento acustico della struttura. Il comportamento acustico non varia se l’elemento costruttivo rimane integro, ma appena si aggiunge o si sottrae qualcosa inevitabilmente questo agirà sul comportamento acustico.
 
Si pensi ad esempio agli interventi agevolati dal Superbonus; la combinazione di interventi trainanti e trainati, oltre ad apportare il famoso salto di classe energetica, incide inevitabilmente sull’aspetto acustico: cambia il potere fonoisolante della facciata e modifica il comfort acustico all’interno degli ambienti. Stesso discorso vale per gli interventi agevolati dall’Ecobonus o dal Bonus Ristrutturazione.
 
Che sia un intervento di riqualificazione energetica o architettonica, esso può essere l’occasione per una riqualificazione acustica dell’edificio, dato che ognuno di essi mira al miglioramento del comfort abitativo.
 
Nel caso di una ristrutturazione, un esempio calzante di intervento, che può causare il peggioramento delle prestazioni acustiche preesistenti e comportare la nascita di contenziosi con i vicini di casa, è il rifacimento della pavimentazione con o senza il relativo strato di supporto. Questo intervento può comportare il peggioramento del livello di rumore da calpestio (L’nw) nell’appartamento sottostante.
 
Si potrebbero presentare i seguenti casi:
 
Caso 1: asportazione della pavimentazione e del relativo strato di supporto e posa di nuova pavimentazione sul nuovo massetto.
Caso 2: asportazione del solo rivestimento mantenendo il massetto di supporto.
Caso 3: posa del pavimento in sovrapposizione.
Caso 4: realizzazione di sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento.
 
Analizziamo con Simone Mannocci , Product Manager, presso Isolmant - Tecnasfalti (azienda operante nel settore dell’isolamento acustico da oltre 40 anni) quali sono, per ciascun caso, le varie soluzioni tecnologiche efficaci contro i rumori da calpestio. In generale, ha affermato il dott. Mannocci, per isolare dai rumori da impatto si deve interporre tra sorgente di rumore e strutture costruttive adiacenti un elemento resiliente in grado di dissipare l’energia e smorzare la trasmissione di vibrazioni. Di seguito le soluzioni suggerite da Isolmant.
 

Soluzioni contro i rumori da calpestio: caso 1

Nel caso in cui la ristrutturazione comporti l’asportazione della pavimentazione e del relativo strato di supporto (massetto) e successiva posa di nuova pavimentazione sul nuovo massetto sarà opportuno utilizzare la soluzione tecnologica del massetto galleggiante.
 
Per massetto galleggiante si intende il sistema in cui il materiale resiliente viene posizionato al di sotto del massetto in cemento.
 
 Foto: schema pavimento galleggiante©Isolmant
 
In questo caso è determinante lo spessore del massetto che andrà a definire la scelta di soluzioni differenti tra loro. In base allo spessore del massetto si possono definire tre tipologie di strutture:
 
Caso 1_tipologia 1: Sistemi realizzabili con massetti di spessore ≥ 5cm
 
È il tradizionale sistema a massetto galleggiante e consiste nel disaccoppiare il massetto dalla struttura portante. A sua volta il massetto galleggiante può essere bistrato o monostrato.

Nella soluzione con massetto galleggiante bistrato, una volta rimossa la pavimentazione e lo strato di supporto occorrerà coprire gli impianti elettrici ed idraulici con uno strato di “annegamento impianti” con massetto alleggerito. Dopodiché bisognerà stendere lo strato resiliente sul massetto alleggerito avendo cura di accostare e sigillare tra loro i teli. Applicare, successivamente, lungo tutto il perimetro del locale, comprese soglie e accessi, la fascia perimetrale.

Attraverso l’inserimento dello strato resiliente e delle fasce perimetrali, si crea una “vasca” di contenimento del massetto di supporto, in cui questo è libero di galleggiare, non essendo vincolato rigidamente alle strutture laterali. Si ottiene, così, un sistema oscillante che assorbe e dissipa l’energia provocata dall’impatto.
 
 Foto: Esempio di prova in opera con massetto galleggiante bistrato ©Isolmant
 
Nella soluzione massetto galleggiante monostrato, ovvero senza il massetto alleggerito di annegamento impianti, una volta rimossa la pavimentazione ed il vecchio massetto andrà steso il materiale resiliente da 9mm di spessore appositamente studiato per sopportare le sollecitazioni meccaniche legate all’installazione degli impianti elettrici ed idraulici (materiale protetto da tessuto tecnico antilacero fibro-rinforzato) e la fascia perimetrale. Successivamente verranno realizzati gli impianti direttamente sul materiale resiliente e successivamente gettato il massetto in sabbia e cemento in spessore 8cm.
 
 Foto: Esempio di prova in opera cone massetto galleggiante monostrato ©Isolmant
 
La soluzione massetto galleggiante monostrato è stata utilizzata per la realizzazione delle partizioni orizzontali interpiano degli edifici del complesso residenziale Bosco Verticale di Milano.
 
Caso 1_tipologia 2: Sistemi realizzabili con massetti di spessori compresi tra 3 e 5 cm
 
Per realizzare un massetto galleggiante di spessore contenuto, compreso tra 3 e 5 cm, occorrerà considerare in fase progettuale gli aspetti legati alle minori masse in gioco. La prestazione acustica viene ottenuta dal sistema pavimento nel suo insieme: solaio - materiale resiliente - massetto, con la logica massa-molla-massa. Se la massa, rappresentata dal massetto, scende, anche lo strato resiliente dovrà adeguare le proprie caratteristiche di rigidità dinamica e comprimibilità in funzione del ridotto spessore e della minore massa superficiale.
 
Il calcolo previsionale delle prestazioni acustiche attese in condizioni di basso spessore risulta meno affidabile; per questo è preferibile testare i pacchetti stratigrafici in laboratorio. Nel rapporto di convalida N. 354859 è stato testato il valore di isolamento di un materiale resiliente da quattro mm di spessore installato in al di sotto di un massetto fluido da 3,5cm di spessore ottenendo una prestazione acustica di 22 dB di Lw.
 
Caso 1_tipologia 3: Sistemi realizzabili con massetti di spessore ≤ 3 cm
 
La sfida più grande lanciata all’isolamento acustico è quella dei nuovi massetti autolivellanti, per i quali si parla non più di centimetri ma di millimetri. Le strutture a bassissimo spessore sono molto delicate rispetto alle strutture tradizionali. È evidente che la mancanza di centimetri impatta in maniera negativa sulla performance acustica dell’intero sistema. A questo livello lo sviluppo tecnologico nell’elaborazione dei prodotti ha un ruolo determinante, perché quello che bisogna garantire non è un numero testato in laboratorio, ma l’efficienza totale di un sistema in opera, efficienza che significa non solo prestazione acustica, ma anche stabilità del sistema e durata nel tempo.
 
La soluzione a basso spessore è stata impiegata nella costruzione di un complesso residenziale denominato “Residenza Regina Margherita” ubicato a pochi passi dalla storica Villa Reale di Monza.
 

Isolamento acustico: caso 2

Nel caso in cui la ristrutturazione comporti l’asportazione della sola pavimentazione mantenendo il massetto di supporto sarà opportuno utilizzare la soluzione tecnologica denominata pavimento flottante, sistema in cui il materiale resiliente viene posato direttamente al di sotto dello strato di rivestimento. La pavimentazione potrà essere appoggiata sullo strato resiliente o anche incollata ad esso (posa ibrida o semi-flottante)
 
Le prestazioni acustiche di questa soluzione variano in funzione della stratigrafia e del tipo di finitura, tra valori compresi tra 16 e 22 dB.
 
 Foto: schema pavimento flottante ©Isolmant
 
La scelta di utilizzare una posa flottante con finitura non incollata sullo strato resiliente o “ibrida” con la finitura incollata sullo strato resiliente dipende principalmente dal tipo di finitura e dalla stratigrafia del sistema pavimento nel suo complesso.
 
La posa flottante è compatibile con i pavimenti in laminato, LVT SPC e parquet prefiniti tre strati. Per quanto riguarda il parquet massello, prefinito due strati e i pavimenti in ceramica occorrerà optare per la posa “ibrida”. Un altro fattore da considerare è la resistenza termica del pacchetto finitura + strato resiliente che dovrà sempre mantenersi ≤ 15m2K/W.
 
La soluzione del pavimento flottante trova applicazione spesso nei restauri come il caso dell’intervento di ristrutturazione del palazzo d’epoca Spadari nel centro storico di Arezzo.
  

Soluzioni contro i rumori da calpestio: caso 3

Dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche finalizzate all’ottenimento dell’isolamento acustico anche la posa di un pavimento in sovrapposizione ad uno preesistente può essere ottenuta sia con la posa flottante che con la posa ibrida. Si potrà, a seconda dei casi, optare per una posa flottante posando uno strato resiliente sul pavimento esistente e successivamente posando un parquet prefinito tre strati (o laminato o LVT) oppure per una posa “ibrida” o semiflottante incollando sullo strato resiliente la pavimentazione in ceramica o in parquet.
 

Isolamento acustico: caso 4

I sistemi radianti più recenti consentono di realizzare stratigrafie di spessore contenuto. Il basso spessore, anche in presenza di sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, è legato a due principali esigenze: la bassa inerzia e l’ingombro ridotto; entrambi ottenibili riducendo lo spessore del massetto o addirittura eliminandolo.
 
Dal punto di vista acustico questo rappresenta, come abbiamo visto, una sfida. Per ottenere le prestazioni acustiche desiderate si potrà di volta in volta, tenendo conto della stratigrafia, della finitura e della destinazione d’uso, adottare la soluzione del massetto galleggiante o del pavimento flottante.
 
La soluzione del massetto galleggiante si può utilizzare, come è ovvio, in presenza di un massetto che ricopre come massa inerziale il vero e proprio impianto (il pannello di supporto che contiene i tubi in cui passa acqua calda/fredda). In funzione dello spessore del massetto si è ricondotti alle soluzioni acustiche viste precedentemente.
 
Una delle soluzioni più frequenti è quella di posizionare sul piano di posa esistente, che si tratti di massetto o di pavimentazione preesistente, un pannello isolante termico che alloggia i tubi. Il pannello stesso costituisce il nuovo piano di posa sopra il quale verrà installata la nuova pavimentazione. In questo caso per ottenere la prestazione acustica verrà posizionato uno strato resiliente specifico per pavimenti radianti tra il pannello ed il pavimento. Il pavimento verrà successivamente appoggiato (posa flottante) o incollato (posa “ibrida”) sullo strato resiliente.
 
La riqualificazione di un prestigioso appartamento a Piacenza è l’esempio di integrazione fra soluzioni tecnologiche per il miglioramento acustico e sistemi radianti a pavimento.
 

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