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NORMATIVA

Abusi edilizi, si può sospendere la demolizione?

di Paola Mammarella

Cassazione: sì, ma i giudici devono valutare se il manufatto può essere sanato in tempi rapidi

Vedi Aggiornamento del 28/06/2021
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Foto: Taras Verkhovynets ©123RF.com
14/06/2021 – L’ordine di demolizione può essere bloccato, ma è necessario che il giudice valuti la presenza di una serie di condizioni. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 20939/2021.
 

Abuso edilizio, il caso

Il caso esaminato dai giudici della Cassazione riguarda l’ordine di demolizione di un abuso edilizio: un ampliamento di circa 42 metri quadri realizzato senza alcun permesso.
 
Il responsabile non aveva ottenuto il condono e, successivamente aveva presentato una serie di ricorsi, tutti respinti, chiedendo nuovi accertamenti e un riesame di tutti gli atti.
 

Demolizione abusi edilizi, quando si può fermare

La Cassazione ha spiegato che il giudice chiamato a dare esecuzione all’ordine di demolizione deve analizzare i possibili esiti dell’istanza di condono e i tempi per la sua definizione.
 
Il giudice deve quindi verificare se ci sono cause che impediscono l’accoglimento dell’istanza di condono. Se non ci sono cause ostative, deve fare una stima dei tempi per la definizione del procedimento di condono. Può quindi bloccare le ruspe solo se prevede che il condono sarà riconosciuto in tempi rapidi.
 
Si tratta, ha spiegato la Cassazione, di una verifica doverosa, che non implica il potere di disapplicare l’atto con cui è stata ordinata la demolizione.
 
La demolizione può essere sospesa solo se nel frattempo sono stati approvati degli atti che conferiscono all’immobile una destinazione diversa, incompatibile con la demolizione, o se è stata riconosciuta una sanatoria.
 
Dal momento che, nel caso analizzato, mancavano le condizioni per ottenere qualsiasi sanatoria, la Cassazione ha respinto il ricorso e confermato l’ordine di demolizione.
 

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