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RISPARMIO ENERGETICO

Rendimento energetico degli edifici, novità dal pacchetto ‘Fit for 55’

di Rossella Calabrese

Allo studio l’estensione a tutti gli edifici pubblici dell’obbligo di un tasso annuo di ristrutturazione

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04/06/2021 - Revisione delle direttive sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili, rafforzamento ed estensione del sistema di scambio di quote di emissioni, revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia”.
 
Sono alcune delle (almeno) 12 proposte legislative che comporranno il pacchetto clima di luglio della Commissione europea, chiamato anche ‘Fit for 55’ perché contiene le regole per arrivare a tagliare il 55% delle emissioni al 2030 rispetto ai livelli del 1990.
 
Le ha annunciate la Commissaria Ue all’energia Kadri Simson ai deputati della commissione industria dell’Europarlamento. A novembre, ha aggiunto, “seguirà una seconda serie di iniziative”, quali “idrogeno e decarbonizzazione dei mercati del gas, una proposta di regolamento sulla riduzione delle emissioni di metano e una sul rafforzamento del rendimento energetico degli edifici”. Si tratta, ha scandito Simson, di “una delle revisioni politiche più ambiziose nella storia dell’Ue”.
 

La commissaria Simson ha fornito diverse anticipazioni sulle intenzioni della Commissione relative agli aspetti energetici del pacchetto: per quel che concerne l’efficienza, Simson ha parlato di nuovi target vincolanti ma collettivi a livello Ue, con “flessibilità su come contribuire” per gli Stati. Il target “sarà integrato da un meccanismo per incoraggiare gli Stati membri a intraprendere azioni correttive, se non riescono a raggiungere i progressi necessari”, ha spiegato la commissaria.
 
Un altro ‘strumento chiave’ sarà “aumentare il tasso di risparmio energetico annuo nell’ambito dell’obbligo di risparmio energetico”. “Sto valutando - ha proseguito Simson - di estendere l’obbligo di un tasso annuo di ristrutturazione a tutti gli edifici pubblici” e di “rendere l’efficienza energetica un principio centrale degli appalti”.

Sulla nuova direttiva sulle energie rinnovabili, oltre all’annunciato aumento del target 2030 dal 32 al 38-40%, Simson ha detto che “la revisione non cambierà completamente il quadro giuridico ma mirerà a consentire una maggiore integrazione del sistema energetico e a promuovere le energie rinnovabili in quei settori in cui abbiamo bisogno che i cambiamenti avvengano più rapidamente”.
 
Come l’edilizia. “Gli edifici sono responsabili del 36% delle emissioni - ha ricordato Simson - ma nell’attuale direttiva non sono esplicitamente coperti” e hanno un ritmo di assorbimento delle rinnovabili che “non è quello che dovrebbe essere”.
 

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