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NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il modulo unico CILAS
URBANISTICA

Rigenerazione urbana, la Lombardia corregge il tiro sul recupero degli immobili dismessi

di Rossella Calabrese

Modificate le norme troppo permissive bocciate dal Tar. Estesi i margini di manovra dei Comuni

Vedi Aggiornamento del 02/07/2021
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18/06/2021 - Mettere in sicurezza edifici fatiscenti, ridurre la burocrazia e sostenere la ripresa. Sono gli obiettivi della proposta di legge relativa alla modifica della normativa regionale riguardante gli interventi sul patrimonio edilizio esistente in dismissione, approvata dal Consiglio regionale della Lombardia.
 
“L’obiettivo principale della nuova normativa - ha spiegato l’assessore al Territorio e Urbanistica, Pietro Foroni - che integra variazioni all’articolo 40 bis della LR 18/2019, resta quello di favorire il recupero del patrimonio edilizio dismesso, estendendo ai comuni un ulteriore margine di manovra e incentivando, quindi, l’adozione di specifiche condizioni per la messa in sicurezza degli immobili in stato di dismissione”.
 
“Questo tipo di intervento normativo, che manca a livello nazionale, - ha aggiunto Foroni - viene adottato da Regione Lombardia in coerenza con la politica urbanistica per la lotta al consumo di suolo, facilitando i passaggi burocratici che enti locali e operatori sono tenuti ad adottare”.
 

“Diversamente dalla normativa vigente, - ha osservato l’assessore - la nuova proposta di legge avrà un carattere ancor più di natura straordinaria ed eccezionale. I comuni potranno determinare la quota degli incentivi da applicare, non di carattere finanziario, ma relativi ad aspetti di natura urbanistica e procedimentale: gli enti potranno abbinare un bonus volumetrico in misura percentuale tra il 10 al 25%, scegliendo se applicare tale indice di edificabilità; solo in mancanza di determinazione comunale, è prevista una norma suppletiva regionale in cui verrà applicato un incremento pari al 20 per cento, per impedire che l’inadempimento comunale renda inapplicabile la normativa”.
 
 “Decisione, questa, deliberata non per timore di un giudizio di livello costituzionale, ma per sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso il recupero degli edifici esistenti e, allo stesso tempo, favorendo iniziative di investimento in un periodo storico particolarmente difficile a sostegno del mondo economico”.
 
Ricordiamo che l’articolo 40 bis della LR 12/2005, come modificato dalla LR 18/2019 per incentivare gli interventi di rigenerazione urbana, è stato bocciato dal Tar perché introduceva norme troppo permissive per il recupero degli edifici abbandonati, in contrasto con l’obiettivo di riduzione del consumo di suolo e con le competenze dei Comuni in materia di pianificazione.
 
Senza le modifiche apportate nei giorni scorsi, la legge sarebbe finita sotto la lente della Corte Costituzionale.
 

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