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Piscine: dal progetto alla ristrutturazione

di Rosa di Gregorio

Una panoramica sulle tipologie costruttive - interrate, fuori terra, tradizionali o prefabbricate - e un approfondimento sulla ristrutturazione di quelle in cls

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Foto: epicstockmedia©123RF.com
14/07/2021 - Giornate afose e temperature in salita stanno caratterizzano la prima parte di questa estate. Alcune analisi di mercato hanno rilevato che in era Covid è cresciuta notevolmente l'attenzione verso l'outdoor e, in particolare, verso la realizzazione e la ristrutturazione di piscine private. Nulla è più riposante di un bagno nell’acqua fresca quando il caldo si fa sentire!
 

Piscine private di nuova realizzazione

Per la progettazione, realizzazione e il successivo collaudo delle strutture e degli impianti delle piscine domestiche ci si deve rifare alle seguenti norme:
- UNI EN 16582-1 - Piscine domestiche - Parte 1: Requisiti generali inclusi i metodi di sicurezza e di prova;
- UNI EN 16582-2 - Piscine domestiche – Parte 2: Requisiti specifici inclusi i metodi di sicurezza e di prova per piscine interrate;
- UNI EN 16582-3 - Piscine domestiche – Parte 3: Requisiti specifici inclusi i metodi di sicurezza e di prova per piscine fuori terra.
 
“Le tipologie costruttive più comuni - ha detto Claudio Petrini responsabile tecnico commerciale presso Indalo Piscine - si possono distinguere in piscine prefabbricate e piscine in cemento: le prefabbricate sono tutte quelle piscine in cui le pareti perimetrali sono realizzate con materiali quali il PVC, Ferro Zincato o Polistirolo, mentre quelle in cemento sono quelle che mantengono la platea in cemento”. “Nella pratica professionale si definiscono industriali le piscine prefabbricate e tradizionali quelle in cemento” - ha aggiunto Petrini.
 
Due tipologie costruttive molto diverse con pro e contro a corredo. “Semplici e veloci da realizzare, le piscine industriali sono vendute sempre con un kit ‘quasi fai da te’. Ma all’installazione semplificata si antepone il rischio di avere materiali non del tutto performanti; inoltre, ha sottolineato Claudio Petrini, le piscine industriali sono dotate di una membrana in pvc come rivestimento interno e la sua sostituzione con un altro materiale è molto oneroso per il cliente.”

Piscine: dal progetto alla ristrutturazione  

Piscine: dal progetto alla ristrutturazione  Piscina industriale: fase di cantiere e opera finita - ©Indalo Piscine
 
“In termini di longevità - ha poi aggiunto Indalo - una piscina in cemento armato, se ben costruita, ha una durabilità nel tempo molto più importante di una industriale; la maggiore difficoltà non è la costruzione in sé, quanto mantenere la struttura sana e ben drenata dai ristagni di acqua. Esistono dei prodotti come il vetro cellulare che facilitano il drenaggio delle acque perimetrali della piscina e allo stesso tempo mantengono la temperatura accumulata durante il giorno.
 
Ma, l’aspetto che fa la differenza è la possibilità di usare materiali diversi per il rivestimento interno nelle piscine in cemento. In questo modo committenza e soprattutto designer possono trovare soluzioni architettoniche specifiche per il progetto che vadano ad esaltare aspetti come l’inserimento paesaggistico e l’estetica della costruzione”.
 
Per quanto riguarda i rivestimenti, le tipologie sono tante e spaziano dalla semplice membrana in pvc alle più articolate finiture come il mosaico vetroso, le pitture al gres, le pietre naturali ed ancora intonaci naturali o semplici.
 
Il costo dei materiali è molto diverso: ad esempio, una piscina rivestita in pietra ha un costo di realizzazione notevolmente maggiore rispetto ad una in membrana di pvc. Ma oltre al costo cambia di molto anche l’aspetto estetico e di conseguenza il valore dell’oggetto.
 
“È difficile dare giudizi sui rivestimenti, tutti hanno aspetti positivi e negativi, e non esiste una soluzione ‘migliore’ dell’altra, il rivestimento di una piscina è il risultato di altre scelte fatte in fase progettuale”, ha affermato Claudio Petrini, che ha poi dichiarato la sua passione per la pietra naturale anche se è un materiale molto delicato. Infatti, ha precisato che: “chi acquista una piscina rivestita in pietra deve essere consapevole che la pietra è viva e cambierà in continuazione anno dopo anno per questo è richiesta un’attenda e periodica manutenzione.”
 
Le piscine domestiche si suddividono in base alla loro installazione: piscina fuori terra o interrata. Per quanto riguarda le piscine interrate, Indalo si è soffermata sull’importanza, in fase progettuale, dell’analisi geotecnica: “la non conoscenza dell’aspetto geologico del terreno può provocare elevati rischi. Seppur sicuri di aver fatto un buon lavoro edile, consigliamo di riempire la piscina allo stato grezzo, cioè senza impermeabilizzazione per almeno due settimane, in questo modo il carico di acqua aiuterà ad evidenziare le eventuali criticità strutturali e porvi rimedio senza enormi costi.”

Piscine: dal progetto alla ristrutturazione  
Piscine: dal progetto alla ristrutturazione  Piscina tradizionale in cls: fase di cantiere e dettagli costruttivi - ©Indalo Piscine
 

Piscine interrate in cls, quando e come ristrutturarle

Quando la fase di verifica geotecnica non è fatta a regola d’arte, oppure quando il tempo ha portato al deterioramento dello strato impermeabilizzante, non resta che intervenire.
 
Ne abbiamo parlato con l’arch. Luca Santoro, Product Manager linea pavimenti di Draco, con cui vedremo gli aspetti legati alla manutenzione/ristrutturazione di una piscina interrata in cemento cls.
 
La soluzione di DRACO per le piscine è il Sistema Materica Pool che permette di realizzare contemporaneamente l’impermeabilizzazione e il rivestimento continuo della piscina.
 
Quali sono i segni che fanno comprendere che è necessaria una ristrutturazione?
 
“Nel caso di piscine in mosaico o con piastrelle, è evidente che bisogna intervenire quando, già alla vista, si riscontrano distacchi e sbrecciamenti, che possono tra l’altro provocare tagli e infortuni a chi utilizza la piscina. Per piscine con rivestimento in PVC, invece, quando si notano dei distacchi, avvertibili anche al tatto e al calpestio.
In tutti questi casi non è possibile alcun tipo di manutenzione, ma bisogna intervenire con una ristrutturazione.”
 
Una delle problematiche più ricorrenti è rappresentata dalle infiltrazioni causate dall'azione erosiva dell’acqua. Quali sono gli steps da seguire per il ripristino della piscina interrata in cls?
 
“Non c’è una risposta univoca, l’infiltrazione è la massima criticità che si può incontrare. Per questo, prima di procedere con interventi di ripristino e impermeabilizzazione, bisogna esaminare ogni situazione, ovvero la presenza di uno strato impermeabilizzante precedentemente applicato, le condizioni del cls, gli stress che la struttura ha subito nel tempo. Tutti questi fattori incideranno poi sulla procedura da seguire e sulle lavorazioni da effettuare.”
 
Il cemento è un materiale impermeabile; perché allora è fondamentale impermeabilizzare la piscina?
 
“Le strutture interrate operanti sotto il livello di falda e gli elementi strutturali di vasche contenenti acque potabili che operano in completa immersione, come le piscine, vengono inquadrate dalla normativa corrente nella classe di esposizione calcestruzzo XC2.
 
Rispettando le condizioni imposte dalla classe di esposizione XC2, al requisito di durabilità occorre associare quello di tenuta idraulica, entrambi conseguibili garantendo un rapporto A/C (acqua – cemento) inferiore a 0.55, una classe di resistenza minima a compressione C30/37 e adottando un copriferro minimo di 35 e 45 mm, rispettivamente per le strutture in c.a. e c.a.p..
 
Questo tipo di calcestruzzo resiste alla corrosione e quindi porterebbe a valutare ‘superfluo’ un rivestimento della struttura; tuttavia impermeabilizzare la superficie porta ad un significativo miglioramento della situazione.”
 
In una piscina interrata l'acqua esercita una spinta contro le pareti; inoltre, se vi è anche la presenza di acqua di falda, quest'ultima eserciterà una controspinta idraulica. Quali caratteristiche deve avere l'impermeabilizzante per piscine?
 
“L’impermeabilizzante applicato deve avere una elevata resistenza alla pressione negativa. In situazioni di particolare complessità dal punto di vista idraulico, trattiamo le superfici con AQUASTOP T, un impermeabilizzante tricomponente epossicementizio in spinta negativa, incapsulante di umidità e salnitro. Si tratta di un rasante con caratteristiche di resistenza estremamente elevate, che ha il vantaggio di poter essere applicato anche su supporti umidi, come potrebbe essere nel caso della vasca di una piscina.”
 
Piscine: dal progetto alla ristrutturazione   Applicazione impermeabilizzante Aquastop T ©DRACO

Il rivestimento - pietra, mosaico, piastrelle - va eliminato o può essere mantenuto?
 
“La normativa prevede che l’adesione tra il sistema resinoso e la superficie sia adeguata su tutta la superficie. Di conseguenza, nel caso di piastrelle e mosaico sarà necessario indagare la tenuta del supporto in tutte le sue parti e procedere ad una eventuale stuccatura con rasante, da scegliere in base alla morfologia delle parti da stuccare.
 
Ad esempio, per un mosaico è sufficiente un prodotto resinoso che al contrario non è indicato nel caso delle fughe tra le piastrelle. Inoltre, tutte le superfici dovranno essere irruvidite meccanicamente per facilitare l’adesione con il sistema resinoso.
 
Nel caso di rivestimento in pietra si procederà a regolarizzazione la superficie con una malta specifica, la cui scelta sarà determinata caso per caso in funzione della morfologia del supporto, dal tipo di stilatura delle pietre, dimensioni e caratteristiche di questo tipo di supporto.”
 
L'infiltrazione dell'acqua interessa anche i corpi passanti, che in una piscina sono molteplici. Come si interviene per riparare il loro deterioramento causato dalla corrosione dell’acqua?
 
"I corpi passanti sono degli elementi critici in una struttura come una piscina e, per questo, necessitano di un trattamento specifico: il primo passaggio prevede l’applicazione di una malta da ripristino, che anche in questo caso sarà scelta in base alle caratteristiche dello stato di fatto. Successivamente si passa all’applicazione di una guaina impermeabilizzante e un appropriato sigillante applicato a pistola.
 
La ristrutturazione della piscina è agevolata dalle detrazioni fiscali?
 
“É  possibile usufruire della detrazione del 50% dell’IRPEF, con un tetto massimo di spesa di 96.000 € detraibile in 10 anni, per interventi di ristrutturazione, escludendo quindi una nuova realizzazione. I lavori dedicati alla piscina che rientrano nella norma in oggetto sono tutti quelli tesi a migliorare l’impianto esistente e pertanto vi rientrano tutte le formule di ristrutturazione estetica e funzionale come:

- il rivestimento interno;
- il rifacimento degli impianti di filtrazione e circolazione dell’acqua;
- l’installazione o il rinnovo dell’impianto di riscaldamento;
- il rifacimento del solarium, compresi bordi e pavimentazione;
- l’impianto di illuminazione;
- gli accessori come l’idromassaggio e nuoto controcorrente.”
 
 

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