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Opere prioritarie, Ance: chiarire come i commissari sceglieranno le imprese

di Paola Mammarella

I costruttori edili in audizione: la necessità di nominare commissari rappresenta il fallimento delle leggi ordinarie

Vedi Aggiornamento del 24/08/2021
Foto: Roy Grogan©123RF.com
05/07/2021 – La necessità di nominare i commissari per la realizzazione delle opere prioritarie rappresenta il fallimento delle leggi ordinarie. Ad affermarlo, senza mezzi termini, è stato Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance per le opere pubbliche, in audizione alla Camera giovedì scorso.
 
Fatta questa premessa, per evitare che la semplificazione si traduca in un nulla di fatto, secondo i costruttori edili, è necessario chiarire i criteri in base ai quali i commissari opereranno e sceglieranno le imprese da invitare.
 

Opere prioritarie: 101 cantieri per 96 miliardi

Edoardo Bianchi ha sottolineato che tra l’elenco delle opere già commissariate e quelle nuove da commissariare si arriva a un totale di 101 opere per circa 96 miliardi di euro.
 
Il vicepresidente si riferisce alle due liste di opere prioritarie elaborate in attuazione della Legge Sblocca Cantieri del 2019. Il primo elenco contiene 57 opere per 83 miliardi di euro. Per questi lavori sono stati nominati 29 commissari. Il secondo elenco contiene 44 opere per 13 miliardi di euro.
 
Secondo Bianchi, la necessità di nominare commissari per la realizzazione delle opere pubbliche rappresenta il fallimento delle leggi ordinarie, “tanto è vero che si parla di Commissari già dal 2018, ben prima dello scoppio della pandemia e della crisi che ne è seguita”.
 

Opere prioritarie, chiarire i criteri di scelta delle imprese

Il vicepresidente dell’Ance ha affermato che è necessario chiarire i criteri in base ai quali i commissari selezioneranno le imprese da invitare alle procedure e le regole da rispettare nella loro azione quotidiana. Secondo Bianchi, “l’indeterminatezza del rimando al solo rispetto della normativa antimafia, delle norme penali e di quelle europee potrebbe, infatti, frenare l’operatività dei Commissari nel timore di azioni risarcitorie future, una volta superata l’emergenza”.
 
Bianchi ha spiegato inoltre che solo le imprese strutturate e dotate delle competenze necessarie potranno lavorare ai cantieri del Recovery e che alcuni lavori, come la Metro C di Roma o l’Acquedotto del Peschiera, sono caratterizzati da una unicità di realizzazione che, per natura e complessità delle opere, richiedono player dotati di uno specifico profilo e non potranno essere appaltate e suddivise in lotti.
 
Altre opere, ha continuato, per la loro natura “devono essere suddivise in lotti riguardando interventi manutentivi e/o di implementazione delle infrastrutture esistenti, come ad esempio l’ammodernamento della E45 o la “strada dei due mari Fano - Grosseto”.
 
“È opportuno – ha concluso Bianchi - scongiurare che vi siano accorpamenti surrettizi di nessuna utilità e funzionalità per il rispetto dei tempi del Recovery. Concentrare tutti i lavori in uno o due grandi player potrebbe esporre al rischio che in caso di fallimento o di difficoltà della impresa principale i lavori si bloccherebbero esponendo il Paese al rischio sanzioni da parte della UE”.
 

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