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NORMATIVA Tettoie, serve il permesso di costruire?
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Prove su materiali e costruzioni, gli addetti ai lavori chiedono lo sblocco delle autorizzazioni

di Paola Mammarella

Le associazioni di settore scrivono al Governo: laboratori pronti, ma in attesa da due anni a causa delle continue proroghe

Vedi Aggiornamento del 13/07/2021
Foto: Krisana Antharith©123RF.com
09/07/2021 – Sbloccare subito le autorizzazioni ai laboratori per i controlli su materiali da costruzione, strutture e costruzioni esistenti.
 
È la richiesta inviata al Governo dalle associazioni ALGI (“Associazione Laboratori Geotecnici Italiani”), ALIG (“Associazione Italiana Laboratori di Ingegneria e Geotecnica”), ALPI (“Associazione Laboratori di Prova e Organismi di Certificazione e Ispezione”), CODIS (“Associazione per il Controllo, la Diagnostica e la Sicurezza delle Strutture Infrastrutture e dei Beni Culturali”) e MASTER (Associazione “Materials and Structures, Testing and Research”).
 
In queste società operano almeno 120 laboratori e società di ingegneria nel settore della diagnostica strutturale, che da due anni attendono la riforma dei controlli sulle costruzioni esistenti.
 

Controlli sulle costruzioni esistenti, la normativa

Come spiegato nella lettera inviata al Governo, il Decreto Sblocca Cantieri (DL 32/2019), modificando l’articolo 59, comma 2, del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), ha previsto che il Ministero delle Infrastrutture può autorizzare, con proprio decreto, altri laboratori ad effettuare prove e controlli su materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti.

Questi laboratori si aggiungerebbero ai laboratori degli istituti universitari dei politecnici e delle facoltà di ingegneria e delle facoltà o istituti universitari di architettura, al laboratorio di scienza delle costruzioni del centro studi ed esperienze dei servizi antincendi e di protezione civile, al laboratorio dell’Istituto sperimentale di RFI Spa e del Centro sperimentale dell'Ente nazionale per le strade (ANAS) di Cesano (Roma).
 
Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, a dicembre 2019 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha emanato la Circolare 633/STC con i requisiti dei laboratori e le procedure per richiedere l’autorizzazione. In base alla circolare, le prime autorizzazioni dovevano essere rilasciate a partire dal 3 dicembre 2020.
 
Il termine per il rilascio delle prime autorizzazioni è stato prorogato al 30 giugno 2021 a causa delle difficoltà provocate dall’emergenza Covid ed è poi ulteriormente slittato al 31 dicembre 2021. Nel frattempo, molti operatori hanno presentato le domande, ma restano in attesa dell’autorizzazione.
 
 

Controlli sulle costruzioni esistenti: sbloccare l'impasse

Le associazioni hanno segnalato che i laboratori costituiscono un servizio di pubblica utilità, così come previsto nel paragrafo 1.8 delle linee guida su ponti e viadotti.
 
Secondo le associazioni, è necessaria una sistematica attività di controllo non solo per la vulnerabilità del patrimonio infrastrutturale, ma anche perché i progetti nel settore delle infrastrutture strategiche previste dal PNRR richiederanno un notevole impegno di attività di controllo e di certificazione.

A questa situazione, scrivono le associazioni, si aggiunge il disorientamento delle Stazioni Appaltanti, che nei bandi pubblici relativi alla riqualificazione del patrimonio strutturale ed infrastrutturale esistente continuano a richiedere la partecipazione dei laboratori autorizzati ai sensi dell’articolo 59, comma 2, lettera c-bis) del DPR 380/2001, senza che questo abbia avuto compiuta applicazione.
 
Le associazioni hanno chiesto al Governo di risolvere velocemente l’impasse creata, anche nel caso i cui tali ritardi dipendano dalla carenza di personale.

“La nuova proroga dell’avvio del rilascio delle autorizzazioni per i Laboratori tecnologici per la diagnosi delle strutture esistenti ci lascia un po’ sorpresi - ha commentato il Presidente della Codis, Eduardo Caliano - La nuova forma di Laboratorio infatti, è nel dibattito politico dal 2018, dopo i tremendi fatti di Genova, entrando poi nel Testo Unico dell’Edilizia con un emendamento parlamentare nel giugno 2019. Ad oggi è attesissima dalla Stazioni Appaltanti, che continuano ad inserire nei Bandi di gara il riferimento ai Laboratori Autorizzati per l’esecuzione delle indagini sulle strutture esistenti, senza che questi nella realtà esistano”.

“Ma la questione non riguarda solo il patrimonio strutturale o infrastrutturale pubblico. Con il sismabonus anche i privati devono rivolgersi a strutture organizzate per avere certezza della diagnosi. Insomma la questione dei Laboratori Autorizzati per la Diagnosi del Costruito esistente è una esigenza urgente per tutto il Paese. Occorre rimuovere ogni impedimento al fine di accelerare il rilascio delle prime concessioni ai soggetti che hanno terminato la fase istruttoria presso il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici” - ha concluso Caliano.

 

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