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Superbonus 110%, ecco il modulo unico CILAS
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il modulo unico CILAS
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Superbonus, le imprese: ‘proroga entro l’estate o sarà un fallimento’

di Rossella Calabrese

Gli operatori dell’edilizia chiedono un orizzonte almeno quinquennale di tutto il quadro incentivante esistente

Vedi Aggiornamento del 28/07/2021
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Foto: portokalis © 123rf.com
16/07/2021 - Le Associazioni imprenditoriali del settore edilizia, insieme con quelle dei consumatori e con gli Ordini professionali*, chiedono al Governo di avere subito certezze a lungo termine circa la proroga del superbonus 110%, altrimenti - affermano - “le tempistiche strette creeranno criticità che potrebbero vanificare un ottimo provvedimento che stava iniziando a rilanciare il mercato delle costruzioni in un periodo difficile per l’economia del Paese”.
 
E chiedono che il superbonus 110% venga prorogato almeno fino al 31 dicembre 2023 per tutti gli ambiti di applicazione previsti e per tutti i soggetti ammessi alla detrazione, ma con una proroga ufficializzata subito perché “attendere la legge di Bilancio 2022 provocherebbe il blocco del mercato, alimentando una situazione disastrosa per i cantieri e progetti in corso, che potrebbero essere bloccati o mal realizzati”.
 
Inoltre, l’impulso al settore delle costruzioni - spiegano i promotori dell’appello - è strettamente legato all’opportunità di scontare subito o avere il credito in brevissimo termine. Per questo, ritengono indispensabile che si seguano le stesse scadenze anche per l’opportunità della cessione del credito o dello sconto in fattura.
 
“Tolta questa possibilità si tornerebbe ai numeri pre-DL34 Rilancio, meno incisivi sul mercato e sull’ambiente - spiegano le Associazioni -. Speriamo che questa richiesta possa essere compresa e accettata dal Governo per non vanificare i risultati di un provvedimento che avrebbe potuto incidere davvero positivamente nella nostra economia”.
  


Superbonus, le imprese: ‘troppo brevi le attuali scadenze’

Secondo i firmatari, la corsa a rispettare le attuali scadenze così brevi ha risvolti profondamente negativi anche per la carenza di materiali con allungamento dei tempi delle forniture e ulteriore aumento dei prezzi che sta già bloccando progetti che non rientrano più nei massimali e nella verifica di congruità.
 
“Questa situazione è già in atto - precisano le Associazioni -: oggi, infatti, la scarsità di materiali e materie prime comporta l’attesa di minimo 4 mesi per la fornitura di prodotti e sistemi nonché dei ponteggi e delle opere accessorie. Non va dimenticato che gli interventi potenzialmente coperti dal superbonus sono sostanziali e richiedono anche tempi mediamente lunghi di progettazione e fattibilità, senza contare che le opere di riqualificazione energetica di involucro vengono normalmente eseguite in periodi non troppo freddi, quindi su 12 mesi ne restano 8”.
 
“Parimenti - aggiungono - cresce la difficoltà di attivare la cessione del credito o lo sconto in fattura, opportunità fondamentali che devono andare di pari passo con i contratti e che quindi devono avere le stesse scadenze del provvedimento incentivante”.
 
Secondo le imprese, se si vuole puntare ad una effettiva riduzione dei consumi e delle emissioni, diventa fondamentale intervenire sui condomini e con progetti di rigenerazione urbana, con demolizione e ricostruzione. In entrambi i casi, le attuali scadenze o la proroga annuale non bastano. Per proporre, definire, decidere, deliberare, iniziare e finire un lavoro in edifici plurifamiliari sono necessari più anni e soprattutto certezze. Se non si dovessero finire i lavori entro la data di scadenza potrebbe decadere tutto o buona parte del beneficio.
 
“Sarebbe fondamentale dare agli attori del mercato e ai cittadini una visione di lungo termine, quanto meno quinquennale, di tutto il quadro incentivante esistente attraverso la redazione della strategia per la riqualificazione energetica degli edifici, come richiesto dalla Direttiva Europea per l’efficienza energetica in Edilizia (EPBD)” - concludono le Associazioni.
 
 
* AIPE - Associazione Italiana Polistirene Espanso, ANIT- Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, ANPE - Associazione Nazionale Poliuretano Espanso rigido, Assovernici, AssoESCo, CNA Costruzioni, Conflavoro PMI, FINCO con le sue Associazioni federate interessate al tema (Aceper, Acmi, Ait, Anaci, Anfit, Anfus, Assites, Assocompositi, Assofrigoristi, Assoverde, Fiper, Fire, Fondazione Promozione Acciaio, Harley Dikkinson Associazione, Pile, Unicmi, Zenital), Kyoto Club, Rete delle Professioni Tecniche, Rete IRENE, Renovate Italy, Legacoop Produzione e Servizi, e Altroconsumo.

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