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Tettoia o pergotenda? Come riconoscerle e quale permesso utilizzare

di Paola Mammarella

Il Tar Campania torna sulla classificazione delle strutture per usufruire degli spazi esterni

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Foto: Udo Herrmann©123RF.com
15/07/2021 – Come distinguere una tettoia da una pergotenda? Spesso la linea di confine è sottile, ma di fondamentale importanza perché separa il campo dell’edilizia libera da quello degli interventi che necessitano di un titolo abilitativo.
 
Sull’argomento è tornato il Tar Campania con la sentenza 3613/2021.
 

Tettoia o pergotenda, il caso

Dopo il sopralluogo della Polizia Municipale, il comune ha ordinato la demolizione di alcune opere considerate abusive: un manufatto composto da 5 pilastrini verticali bullonati al suolo e 3 orizzontali su cui poggiano teli in plastica trasparente ritraibili e una tenda, anch’essa ritraibile.
 
Secondo il Comune, si trattava di una ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d) del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) e come tale richiedeva un apposito titolo abilitativo.
 
A detta del responsabile dell’intervento, invece, il manufatto era una pergotenda, quindi rientrante nel regime di edilizia libera.
 

Tettoia o pergotenda, come riconoscerle

I giudici hanno rilevato che il manufatto contestato dal Comune non presentava caratteristiche tali da poter essere considerato alla stregua di un nuovo organismo edilizio, idoneo a determinare una trasformazione urbanistica ed edilizia rilevante del territorio. Di conseguenza, hanno concluso che non era necessario il rilascio del titolo edilizio.
 
Il Tar, sulla base di un consolidato orientamento della giurisprudenza, ha ricordato che ci s trova in presenza di una pergoteda quando l’opera principale è costituita non dalla struttura in sé, ma dalla tenda, quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, con la conseguenza che la struttura deve qualificarsi in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda.
 
Sulla base di una precedente pronuncia del Consiglio di Stato, i giudici hanno affermato che “non è necessario il rilascio del permesso di costruire, e conseguentemente è illegittimo il relativo ordine di demolizione adottato, per l'istallazione di una pergotenda qualora non siano state realizzate tamponature o alterazioni di sagome e prospetti, né sia stato creato alcun nuovo ambiente stabile o incremento di superfici o di volume e la copertura e la parziale chiusura perimetrale non si rivelino stabili e permanenti, a motivo del carattere retrattile delle tende”.
 
Il Tar ha quindi annullato l’ordine di demolizione delle opere.

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