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NORMATIVA Tettoie, serve il permesso di costruire?
AMBIENTE

Rischio idrogeologico e di alluvione, le misure del PNRR per ridurlo

di Rossella Calabrese

Previsto un investimento di 2,49 miliardi di euro per mettere in sicurezza 1,5 milioni di persone

Vedi Aggiornamento del 20/09/2021
Foto: maudis60 © 123rf.com
15/09/2021 - Prevenire costa meno che riparare, sia in termini economici che di vite umane. Per mettere finalmente in pratica questa nota regola, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un importante pacchetto di misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico.
 
In particolare, la componente ‘Tutela del territorio e della risorsa idrica’ della Missione ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ si concretizzerà in un investimento di 2,49 miliardi di euro per realizzare interventi strutturali nelle aree a rischio e per le strutture danneggiate e per mettere in sicurezza 1,5 milioni di persone oggi a rischio.
 
L’obiettivo dell’investimento è quello di ridurre gli interventi di emergenza, sempre più necessari a causa delle frequenti calamità, e intervenire in modo preventivo attraverso un programma ampio e capillare. Gli interventi strutturali, volti a mettere in sicurezza da frane o ridurre il rischio di allagamento, saranno affiancati da quelli non strutturali, focalizzati sul mantenimento del territorio.
 


Le minacce dovute al dissesto idrogeologico in Italia, aggravate dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall’assenza di un’efficace politica nazionale di prevenzione sul territorio - si legge nel PNRR -, compromettono in Italia la sicurezza della vita umana, l’agricoltura e il turismo, la tutela delle attività produttive, degli ecosistemi e della biodiversità, dei beni ambientali e archeologici.
 
Per ridurre i rischi sono necessari interventi sia di tipo strutturale, volti cioè a mettere in sicurezza da frane o a ridurre il rischio di allagamento, sia non strutturale, concentrati sul mantenimento del territorio, sulla riqualificazione, sul monitoraggio e sulla prevenzione. Nelle aree colpite da calamità si provvederà al ripristino di strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate, nonché alla riduzione del rischio residuo per tutelare l’incolumità pubblica e privata.
 
Il cronoprogramma prevede che entro dicembre 2021 venga adottato il decreto di approvazione del piano; entro dicembre 2023 sarà completata l’aggiudicazione di tutti gli appalti pubblici; entro dicembre 2025 sarà ripristinato il 100% delle strutture pubbliche; entro marzo 2026 1,5 milioni di abitanti saranno al riparo dai rischi idrogeologici.
 

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