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Canne fumarie non metalliche: caratteristiche ed impieghi

di Rosa di Gregorio

In materiale refrattario, in calcestruzzo, in laterizio e persino in plastica, per ogni materiale la produzione deve rispettare rigide regole di carattere generale e specifico

Foto: breeze09©123RF
03/09/2021 - Le canne fumarie, dette anche camini, hanno il compito di garantire la corretta evacuazione dei fumi e dei gas di combustione prodotti dagli impianti termici. Questo avviene attraverso il fenomeno del "tiraggio", una differenza di pressione che si crea tra l'ingresso e l'uscita della canna fumaria. Maggiore è l’altezza della canna fumaria, maggiore sarà l’effetto di tiraggio del camino.
 
I materiali per realizzare i condotti possono essere differenti. In generale si suddividono in due macrocategorie: quelle metalliche, come le canne fumarie in acciaio inox, e quelle non metalliche, come i materiali refrattari, cementizi e perfino plastici.
 
La norma generale di riferimento è la UNI EN 1443:2019 che specifica i requisiti e i criteri prestazionali di base per i camini, i condotti di scarico, i canali da fumo, i componenti e gli accessori utilizzati per convogliare i prodotti della combustione dagli apparecchi a combustione verso l'esterno.
 
Qualsiasi materiale utilizzato una canna fumaria deve garantire:
- tenuta dei fumi in ogni sua parte, comprese giunzioni e guarnizioni;
- impermeabilità alla formazione di condensa;
- resistenza alla corrosione acida della condensa;
- resistenza alle temperature elevate;
- resistenza agli shock termici;
- resistenza alle tensioni e alle dilatazioni;
- resistenza al fuoco;
- ridotta dispersione termica verso l’esterno.
 
I produttori di canne fumarie sono tenuti a seguire rigide regole e dichiarare nel certificato di conformità (marcatura CE) che siano state rispettate tutte le norme di progettazione e produzione dei componenti.
 
Le prestazioni che il prodotto è in grado di garantire attraverso la marcatura CE sono definite con la “designazione di prodotto”, una specie di codice identificativo.
 
In particolare, la presenza della lettera “W” all’interno della designazione di prodotto indica che la canna fumaria è compatibile con il funzionamento ad umido/condensazione e a secco. Mentre la lettera “D” sta per “solo funzionamento a secco”.
 
Il singolo numero "n" rappresenta la “Classe di resistenza alla condensa in funzione del tipo di combustibile”:
1 = Gas Naturale/Gas liquido e Cherosene
2 = 1 + Gasolio e Legna in focolai aperti
3 = 1 + 2 + Legna in stufe chiuse, Stufe a pellets, Carbone e Torba.
 
Altro punto importante sono le sigle:
"G" = resistente all’incendio di fuliggine nel camino;
"O" = non resistente all’incendio di fuliggine nel camino.
 
Ed infine la distanza del materiale combustibile dalla superficie esterna del camino, l’ultimo numero nella stringa. La distanza è indicata in mm. In un sistema camino in cui tutti gli elementi sono fabbricati o specificati da un solo fabbricante, la distanza è sotto la responsabilità del produttore; in un camino composito, costituito da più prodotti sovrapposti e compatibili ma provenienti anche da produttori diversi, la distanza è sotto la responsabilità dell’installatore del camino/canna fumaria.
 
Quindi, ad esempio, una designazione di prodotto T600 N1 D 3 G50 di un sistema camino refrattario indica che la “temperatura fumi max. di funzionamento” a regime è di 600C°, che il “grado di tenuta alla pressione dei fumi” è 40Pa [N1]; è un sistema adatto al solo funzionamento a secco [D] quindi da non abbinare a caldaie a condensazione, che può essere usato per caldaie il cui combustibile rientra tra quelli indicati al [n.3], che è resistente all’incendio di fuliggine nel camino [G] ed infine che la distanza è di 50 mm.
 
Nelle canne fumarie non metalliche è importante garantire che gli agenti aggressivi presenti nei residui della combustione non aderiscano alla superficie interna, per questo la lavorazione dei condotti è fatta in modo da ottenere superfici molto lisce e non permeabili.
 

Canne fumarie in refrattario

L’aggettivo refrattario indica la capacità di un materiale di resistere ad alte temperature senza subire alterazioni notevoli e senza reagire chimicamente con gli altri materiali con i quali si trova in contatto. Una canna fumaria realizzata in materiale refrattario può resistere a temperature che superano anche i 1000°C.
 
La UNI EN 13063-1:2007 è la norma che regolamenta i Camini in materiale refrattario e i Sistemi camino con condotti interni di terracotta/ceramica.
 
I moduli di refrattario sono connessi tra loro mediante giunti a bicchiere. Il giunto a bicchiere deve essere sigillato con l’apposito sigillante che garantisce la tenuta ermetica alle condense e ai fumi anche con funzionamento in pressione.
 
La canna fumaria in refrattario è disponibile nella versione normale o ceramizzata. 
 
La versione normale è costituita dal solo condotto in refrattario che al più può essere coibentato in opera, al fine di ridurre la trasmissione del calore verso gli spazi interni a contatto con la canna fumaria.
 
La versione ceramizzata aumenta l'insensibilità alle aggressioni chimiche. In questo caso si tratta di un sistema "intubato", in cui il condotto in materiale ceramico refrattario è collocato all'interno di una contro-canna, detta camicia, in blocchi di cemento alleggerito vibrocompresso. L'intercapedine che si viene a creare può essere lasciata libera o riempita con materiale isolante in lana di roccia. Questa soluzione è idonea sia per la realizzazione di nuovi condotti che per l’intubamento di camini o di cavedi esistenti.
 

Canne fumarie cementizie

In realtà, questo materiale è usato per realizzare i condotti d’aerazione, come cavedi in cui inserire successivamente i condotti fumari, la “camicia” di cui si è parlato nel paragrafo precedente.
 
Si tratta di singoli elementi monoblocco in conglomerato cementizio vibrocompresso ad alta resistenza, refrattari e adatti a resistere agli sbalzi termici, alti generalmente 25 cm. Hanno intercapedini non passanti, ovvero una doppia parete tale da aumentare l’isolamento termico e non permettere cadute delle temperature dei fumi nel loro percorso.
 

Canne fumarie in laterizio

Vi è poi la versione delle canne fumarie in laterizio, realizzate per trafilatura e cottura in fornace. 

Le proprietà termiche dell'argilla sono ben note e per questo rendono adatto questo materiale all’impiego come canna fumaria. Altra caratteristica del laterizio è quella di avere le pareti interne molto lisce che favoriscono la naturale rapida risalita dei fumi e riducono al minimo il rischio di condensa.
 
Inoltre, il laterizio è un materiale altamente resistente agli attacchi degli acidi prodotti dalla combustione. Le canne fumare in laterizio possono essere interne o esterne all'involucro edilizio, monoparete o doppiaparete, quadrate, rettangolari, circolari e ovoidali.


Canne fumarie in plastica

Infine, ci sono componenti per realizzare canne fumarie in materiale plastico: il polipropilene (PPs). Tale prodotto è destinato unicamente alla costruzione di condotti fumari di generatori a condensazione, nei quali le temperature dei fumi sono di molto inferiori ai 120°C. La norma di riferimento è UNI EN 14471:2014. Ma parleremo dei requisiti e degli impieghi di questa tipologia di canne fumarie in un prossimo focus.
 

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