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Infrastrutture, Ance: più qualità dei progetti e concorrenza per spendere le risorse del PNRR

di Paola Mammarella

Vicepresidente Bianchi: inserire la risoluzione del caro materiali e la carenza di personale qualificato nella conversione del DL Infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 20/10/2021
Foto: Giorgio Perich©123RF.com
29/09/2021 - Risolvere il problema del caro materiali e la carenza di progetti e personale qualificato nelle Amministrazioni locali per consentire la perequazione infrastrutturale e spendere in modo efficiente le risorse del PNRR.
 
È stata questa, in sintesi, la posizione espressa dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) che lunedì è intervenuta in audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera nell’ambito della conversione in legge del Decreto “Infrastrutture” (DL 121/2021).
 
Diversi i punti, messi in evidenza dal vicepresidente dell’Ance, Edoardo Bianchi, che se non affrontati potrebbero mettere a rischio il PNRR.
 

Infrastrutture, le proposte per investimenti efficienti

Secondo l’Ance, già nella fase della conversione del decreto è fondamentale:
- adottare misure per fronteggiare la mancanza e l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione nel settore dell’edilizia privata;
- introdurre maggiore pubblicità, trasparenza e rotazione nelle procedure di gara previste per la realizzazione di tutti i principali programmi di investimento dei prossimi anni (PNRR, Piano complementare, Fondi strutturali europei);
- prevedere una soluzione per il “caro materiali” nei lavori pubblici con riferimento al secondo semestre 2021;
- introdurre l’obbligo per la PA di suddividere gli appalti in lotti anche su base quantitativa, in caso di affidamento di opere cd “a rete” e lavori di manutenzione, di importo più rilevante (sopra-soglia), al fine di garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle micro, piccole e medie imprese a tali gare;
- prevedere una sistema di garanzia “alla francese” negli appalti pubblici.
 


Infrastrutture, Ance: semplificare le procedure per la perequazione

Bianchi ha evidenziato che “il PNRR, con i suoi 222 miliardi di euro, rappresenta un’occasione senza uguali per avviare una ripresa sostenuta dell’economica, non solo per le ingenti risorse messe in campo, ma soprattutto per gli obiettivi che si intendono raggiungere nei prossimi 5 anni, ovvero favorire una transizione digitale ed ecologica e una crescita sostenibile ed inclusiva”. 
 
Ance ha accolto con favore la scelta di intervenire su una criticità evidenziata da anni, cioè la carenza di progetti e di personale qualificato presso le amministrazioni locali, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno. Secondo Ance, la previsione di un “Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale” per i comuni del Sud e per quelli delle aree interne consentirà di potenziare la progettualità degli enti locali e potrà contribuire ad accelerare l’utilizzo delle risorse del PNRR, del Fondo Sviluppo e coesione e dei Fondi strutturali europei 2021-2027.

Secondo le stime Ance, complessivamente queste risorse, unite ai fondi ordinari stanziati nel bilancio dello Stato, ammontano a circa 420 miliardi di euro, nei prossimi 15 anni, di cui 180 miliardi (43%) destinati alla realizzazione di interventi di interesse per il settore delle costruzioni. 
 
Ance però sottolinea che l’istituzione di uno specifico Fondo perequativo rischia di rappresentare l’ennesima programmazione di risorse che si va ad aggiungere alle numerose procedure già previste nell'ambito dei fondi nazionali ed europei per il riequilibrio territoriale.
 


Infrastrutture e PNRR, Ance: tutelare la concorrenza

Secondo l’Ance, le deroghe introdotte dal Decreto Semplificazioni che si pongono in continuità con il Decreto Semplificazioni del 2020 e con il Decreto “Sblocca Cantieri”, determineranno “un forte restringimento della concorrenza, decretando la fine del raggruppamento temporaneo d’impresa, ossia dello principale strumento di organizzazione delle PMI. Occorre quindi definire correttamente le regole del mercato, così da stimolare la massima concorrenza”.
 
Per l’affidamento degli interventi finanziati dal PNRR, dal PNC e dai programmi cofinanziati con i fondi strutturali dell’Unione Europea, a detta dell’Ance è necessario consentire la più ampia partecipazione degli operatori economici, nonché rendere possibile il ricorso all’istituto dei raggruppamenti temporanei d’impresa, senza sacrificare i princìpi dello Small Business Act, che tutela i piccoli imprenditori.
 
Per fare un esempio Ance ha ricordato che la Missione 3 del Recovery Plan - denominata “infrastrutture per una mobilità sostenibile” – dedica 28,30 miliardi di euro (dei 31,9 disponibili) all’Alta Velocità di rete e alla manutenzione stradale 4.0 (cd componente 1). Si tratta all’evidenza di grandi interventi. Peraltro, con un recente decreto, sono stati nominati 29 commissari per la realizzazione di 57 opere, per un totale di circa 83 miliardi di euro, suddivise in 150 lotti. L’importo medio di tali interventi è assai elevato, ammontando a circa 550 mln di euro. Lo stesso dicasi per la seconda lista di 40 opere per un valore complessivo di 13 miliardi. Anche in questo caso, il lotto medio è di grande importo. Ora, senza dubbio, alcune opere sono caratterizzate da quella “unicità funzionale” tale da impedire, sotto il profilo progettuale e realizzativo, una loro suddivisione in lotti di minori dimensioni. Il riferimento è, ad esempio, ad alcune infrastrutture idrauliche, o anche ad alcune opere ferroviarie. Analoga considerazione vale per alcune grandi opere per le quali è stato già individuato il soggetto realizzatore (Metro C Roma). Altri interventi, tuttavia, soprattutto se a rete, non sono caratterizzati da tale inscindibilità realizzativa. Si pensi, ad esempio, ad alcune opere stradali (come la Fano-Grosseto).
 

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